Cronaca
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Disoccupato e disperato
chiede aiuto ai Servizi Sociali
ma il comune è sordo
Il sindaco: “Stiamo reperendo risorse”

Cinquant’anni, disoccupato, con famiglia a carico. Una storia purtroppo come tante in questi anni in cui la crisi sta stritolando imprese e famiglie. La disoccupazione anche in provincia galoppa, nel 2012 ha toccato il 6,8% nel territorio, e le richieste di aiuto ai servizi sociali si moltiplicano: 139 in città nei primi tre mesi del 2013, 104 le famiglie che si sono invece rivolte alla Caritas. Ma il dramma sorge quando anche quelle porte rimangono chiuse.

E  questo è il caso di  un cinquantenne di Capergnanica che da tre mesi sta bussando ai servizi sociali del suo comune di residenza, Capergnanica, ma la porta resta chiusa. E così, dopo tanti tentativi, ha deciso di rendere pubblica la sua storia. Ma non di rivelare la sua identità. Troppo, per una persona che ha sempre lavorato, sempre rispettato le scadenze del mutuo e sempre pagato le bollette fino all’ultima. Poi i soldi sono finiti e allora l’unica strada da percorrere è quella dell’assistenza. Una strada che nessuno vorrebbe mai intraprendere. E purtroppo, anche quella, come la ricerca di lavoro, si è rivelata una mossa vana. Nessuna risposta. Da tre mesi.

“Nuova amministrazione e vecchia indifferenza.” esordisce “Cambiano le Giunte Comunali, ma chi – complice questa crisi impietosa – si trova ad affrontare straordinari momenti di difficoltà viene lasciato solo al di là del colore politico che caratterizza le citate giunte. Vivo a Capergnanica,” prosegue “e – dopo aver lavorato per 30 anni – mi sono trovato senza lavoro. Disoccupato, da tre mesi senza più nemmeno l’indennità di disoccupazione. Una moglie a carico e un mutuo che, fino ad oggi, a prezzo di rinunce anche drammatiche, sono riuscito a pagare. Le poche riserve economiche, però, sono ormai terminate e le ultime bollette (luce e gas) hanno dato il “colpo di grazia” definitivo. Non mi sono mai rivolto ai Servizi Sociali, ma di fronte alla situazione disperata che mi sto trovando a vivere ho messo da parte l’imbarazzo ed ho formulato una richiesta almeno per saldare il debito legato alla bolletta del gas. Domanda presentata 3 mesi fa e ad oggi, nonostante numerosi solleciti, lettere di reclamo e “suppliche”, nessuno si è degnato di rispondermi e darmi un minimo aiuto. Sono stupito perché Capergnanica è un piccolo paese, dove la crisi non si è ancora manifestata in modo evidente. Da quanto appreso dall’Assistente sociale, in questo anno nessuno ha chiesto contributi comunali. Ciò significa che quanto è stato stanziato in bilancio per le situazioni di necessità (previste e normate da apposito regolamento) è tuttora intatto e non speso. Ma allora la domanda sorge con tutta spontaneità: perché nessuno risponde alla mia richiesta? Perché le istituzioni locali ignorano il dramma di un uomo di oltre 50 anni che si è trovato improvvisamente senza lavoro?? Non aspettiamo che accadano le tragedie per accorgersi delle persone. A volte basta solo un po’ di attenzione e solidarietà. Ma il mio comune, ad oggi, non ha mostrato né l’una, né l’altra. Ho ancora un briciolo di speranza, ma qualcuno risponda al mio appello”.

Un appello drammatico da parte di un uomo, come tanti in Italia, raccolto dal sindaco del comune Alex Severgnini che assicura: “Conosciamo la situazione del cittadino, che ha scritto al comune e ha consegnato le bollette arretrate. E’ un problema che si trascina dalla scorsa amministrazione. Ora lo prenderemo in carico non appena avremo approvato il bilancio, dopo la metà di luglio, dove stiamo cercando risorse per affrontare casi come quello del signore in questione. Purtroppo – aggiunge il sindaco – le risorse a disposizione del comune sono sempre più limitate, e far fronte a tutte le difficoltà dei cittadini spesso non è facile, dal punto di vista economico soprattutto. Comunque non lasceremo solo chi ha bisogno, vedremo di attivarci in un modo o nell’altro, non appena avremo approvato il bilancio, fondamentale per capire dove reperire le risorse”

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