Cronaca
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Restauro Duomo, costi
lievitati da 2,5 a 4milioni
Incognita anche sull’apertura

Tutti avevano sperato di poter celebrare la festa del patrono San Pantaleone nel duomo, invece, per il terzo anno consecutivo, le porte delle cattedrale sono rimaste chiuse. Era il dicembre del 2010 quando gli imponenti restauri che hanno riguardato l’intero duomo, sia all’interno che all’esterno, e che hanno fino ad ora portato alla luce meraviglie nascoste, (così assicurano coloro che hanno potuto già ammirarle), hanno preso il via.

I COSTI DEL RESTAURO

Due milioni e mezzo di euro il costo stimato, un milione e 250 mila euro il contributo della Fondazione Cariplo. E poi donazioni, grandi e piccole da privati, per portare a termine il restauro. Ma in corso d’opera qualcosa si è inceppato: i tempi si sono allungati e i costi sono lievitati: 4 i milioni di euro ora preventivati per finire l’opera. Parte già investiti dalla Diocesi e dai tanti donatori. Tra gli ultimi, la signora Olga Mauri, deceduta a 88 anni, lo scorso aprile che ha lasciato in favore della cattedrale ben 300mila euro, in memoria del marito Antonio Schiavi, già dirigente della Banca Popolare di Crema. Ma le risorse non bastano ancora: ad oggi lo scoperto è di circa un milione e mezzo di euro. E per questo la Diocesi spera sì nella Provvidenza, ma anche, e soprattutto nella generosità dei cremaschi.

“Ma mano che i lavori procedevano” afferma don Esilio Ogliari, responsabile della raccolta fondi e membro della commissione per i restauri del Duomo “abbiamo pagato i fornitori e coloro che hanno lavorato, perché la Fondazione Cariplo elargiva man mano il contributo. Ma allora si pensava ad un costo di 2milioni e mezzo di euro. Purtroppo col procedere dei lavori i costi si sono molto dilatati per imprevisti e interventi non preventivati, come quello relativo al campanile. Devo dire” prosegue “che le banche non si sono mai tirate indietro e spero non lo facciano ora, vista la situazione debitoria. Così come non si sono mai tirati indietro i cremaschi: tante piccole gocce che formano il mare, anche se ci auguriamo che arrivino anche gocce più grandi”.

LA FINE DEI LAVORI? ANCORA UN’INCOGNITA

Per quanto riguarda la fine dei lavori di restauro, il problema maggiore è rappresentato dalla luci. Senza quelle il duomo non può essere riaperto. Dopo la bocciatura da parte della Sovrintendenza del primo progetto, un secondo è stato presentato, ma risposte da parte dell’ente non sono ancora arrivate. E potrebbero farsi attendere per mesi.

La Sovrintendenza ha tempo 120 giorni per dare una sua opinione: questo significa quattro mesi. Considerando che il nuovo progetto è stato consegnato da poco e che ormai il mese di giugno è andato, la risposta potrebbe arrivare ad ottobre. Se così fosse, la cattedrale non potrà aprire prima del prossimo anno. Perché una volta arrivata la risposta, anche se positiva, ci vuole tempo per realizzare l’impianto. Gli elettricisti hanno bisogno dei loro tempi, quindi mi auguro che la Sovrintendenza si metta una mano sul cuore e sia celere nel darci un riscontro”, spiega don Ogliari.

A questo si aggiungono le sculture  dell’artista Mario Toffetti, non ancora completate. Lo scultore dei Papi ha già realizzato i gradini del presbiterio, la cattedra vescovile che però non si trova ancora nel duomo e sta lavorando all’ambone che pare in dirittura d’arrivo. “Quanto tempo ci vorrà ancora? Chi lo sa dipende dall’ispirazione dell’artista, che a quanto pare arriva sempre in ritardo”, sottolinea don Esilio Ogliari

“Certo” aggiunge il sacerdote “sarebbe bello poter aprire il duomo in concomitanza con l’anno pastorale. Soprattutto perché la chiusura del duomo si sente, è troppo tempo che manca alla città”.

Una speranza, già espressa dal vescovo Monsignor Oscar Cantoni, ma ad oggi ancora nessuna certezza.

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