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Poste, in vista 75 giorni
di disagi, monta la protesta
Lettera del sindaco alle Poste

Nuovi orari dell’ufficio postale, montano le proteste. E non sono solo i cittadini, che in questi giorni, recandosi in posta hanno potuto apprendere delle nuove direttive per le aperture estive, ma anche il sindaco Stefania Bonaldi che appreso delle riduzione dell’orario di apertura a partire dal 20 giugno fino al 2 agosto, con chiusura ogni giovedì e venerdì alle 13,45 e con la chiusura ogni pomeriggio a partire dal 5 agosto fino a settembre, ha preso carta e penne e scritto immediatamente ai vertici di Poste Italiane. Si dice sconcertata e indignata, il sindaco,  anche per via delle informazioni che indicano agli utenti gli uffici più vicini dove rivolgersi: Lodi e Cremona.

Due i motivi che hanno indignato il sindaco: il primo la mancanza di una comunicazione e di un confronto con il comune. “Veniamo a conoscere dalla stampa di tali modifiche,  – ha scritto il sindaco nella sua missiva a Poste Italiane – senza alcun coinvolgimento o  alcuna consultazione o almeno preventiva informazione o confronto”. Una raccomandata sarebbe stata spedita al sindaco la scorsa settimana, a decisioni assunte, ma a tutt’oggi tale lettera non è ancora arrivata a destinazione. Bonaldi ricorda che tale  “decisione si configura come fortemente penalizzante per una comunità  di 35mila cittadini e per un territorio, quello del comprensorio cremasco, che conta ben 160mila abitanti e che risulterebbe egualmente penalizzato, in quanto  anche gli uffici postali periferici sono chiusi di mattina. Un vero e proprio disagio, anzi, un disservizio, che negli anni passati era limitato al solo mese di agosto, ed oggi viene invece protratto per 75 giorni. Una decisione che non riteniamo giusta nè rispettosa per il nostro territorio e per i cittadini che lo abitano, comunque clienti di Poste Italiane”.

Stessa indignazione per le alternative Lodi o Cremona che distano rispettivamente 20 e 40 chilometri da Crema. Alla luce di ciò il sindaco ha chiesto che il provvedimento “venga immediatamente ritirato e si torni ad una gestione dello sportello della città di Crema in linea con l’organizzazione del passato  (apertura solo il mattino nel mese di agosto) al fine di non  creare un pesante disservizio ad un comprensorio che conta 160mila abitanti”. Il sindaco si dice disponibile ad un confronto che porti al ritiro della decisione e si augura che la risposta di Poste Italiane arrivi in maniera celere.

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