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Allevamento di visoni
nuovo business cremasco
A Capergnanica sindaco
a fianco degli animalisti

Nella foto, il corteo di protesta a Capralba

“Il cremonese sta diventando la provincia con più allevamenti di visoni in Italia”, l’allarme lanciato dagli attivisti dell’associazione Nemesi Animale. Sembra proprio che nel Cremasco, sede di uno dei più grandi allevamenti d’Italia, quello di Giovanni Boccù a Capralba, questo sia il nuovo business. E gli animalisti sono già sul piede di guerra. Di mira questa volta il nuovo allevamento di visoni che sta per essere aperto a Offanengo, alla cascina Becchilsù. E quello che dovrebbe essere realizzato da un’altra azienda agricola cremasca, la Master con sede legale a Credera Rubbiano, ma con in previsione un allevamento che verrà realizzato a Passarera. In campo Nemesi Animale che domenica sarà a Offanengo, prima alle 16 in piazza Senator Patrini e poi dalle 17,30 di fronte al costruendo allevamento.

L’associazione invece UnaRivolta sarà a Capergnanica, dalle 9 alle 12 con un presidio e una petizione che intendono presentare alla nuova amministrazione del paese, guidata da Alex Severgnini. Qui i contrari hanno trovato l’appoggio del primo cittadini. Il sindaco ha già, infatti, firmato la petizione on-line contro l’insediamento di tale allevamento e che sta cercando ogni strada per bloccarlo. “E’ una pratica che ho ereditato, ma che cercheremo di fermare. L’Asl ha già espresso un suo parere e posto delle prescrizioni, ma noi siamo contrari a questo genere di allevamenti e stiamo cercando di capire come muoverci per evitare che venga realizzato. Ho firmato la petizione on-line, ma ora servono azioni istituzionali”, ha spiegato Severgnini.

“La vergognosa decisione di alcuni agricoltori di investire, con la scusa della crisi economica, in attività che comportano l’imprigionamento e l’uccisione di decine di migliaia di visoni, ha portato al sorgere di numerosi lager nel territorio lombardo”, dicono i rappresentanti di Nemesi Animale, pronti a dar vita ad un’altra manifestazione nel Cremasco, dopo quella a Capralba di un paio di mesi fa.

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Commenti
  • Mauro Ferrari

    Buongiorno, risiedo a Capergnanica da quando sono nato. Conosco molto bene il paese e le persone che vi abitano, Capergnanica è un paese tranquillo e pacifico, che non vuole avere problemi. Personalmente ritengo inaccettabile che nel 2013 si usino ancora pellicce animali per vestirsi, come succedeva nella preistoria, ora abbiamo molti altri tessuti per coprirci dal freddo e per chi lo desiderasse restare alla moda. Tralasciano le mie idee personali, che possono o non possono essere condivise, credo sia condivisibile che nel momento in cui si insediasse l’allevamento di Visoni, il mio bel paesello tranquillo e pacifico sarebbe luogo di proteste, come successo a Capralba con la presenza anche della Polizia in tenuta antisommossa. Vorrei capire poi se i Visoni in questione siano visoni Europei o Americani. Francamente qui, ma non solo, non abbiamo bisogno di “imprenditori illuminati” che si cimentano in attività che vanno a cozzare con il rispetto dell’ambiente come l’allevamento di visoni, o come successo in altri Comuni mega parchi fotovoltaici a terra o Biogas che utilizzano materie prime e non scarti per la produzione di energia.

    Ossequi

    Mauro

    • Stefano

      Sono d’accordo: qui non si tratta di bloccare l’attività imprenditoriale ma piuttosto di capire se CERTE attività come quella in questione siano compatibili con il Mondo del 2013 che, ricordo con una citazione, “…non abbiamo ricevuto in eredità dai nostri genitori bensì in prestito dai nostri figli…”

  • Mauro

    Credo che il tema etico sia il tema centrale di questa discussione. Allevare animali per scopi “estetici” è eticamente scorretto oltre che crudele.
    E’ opportuno forse qui ricordare la Dichiarazione Universale dei diritti degli animali approvata dall’UNESCO nel 1978: Il documento mira ad indicare, sul piano giuridico, un percorso verso il riconoscimento di diritti veri e propri all’animale, inteso come essere senziente, soggetto della propria vita e portatore di interessi. La dichiarazione assume infatti come concetto guida quello della richiesta di rinuncia, da parte dell’uomo, al biocidio, cioè ad «ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità» (articolo 11).
    Gli strumenti normativi per impedire l’apertura del lager dei visoni probabilmente ci sono. Rimane ferma l’opposizione politica a questa apertura nell’interesse della collettività di Capergnanica e Passerera: anche i fondamenti etici del rispetto costituiscono il collante di una comunità territoriale.

  • luna

    sig alex severgnini bravo anzi bravissimo in tanti condividono la sua idea lei è un grande sindaco spero che questo allevamento non nasca nel nostro territorio perché è un abominio

  • Visone

    Così poi quando si renderanno conto che il “business” non è più un “business”, oltre a quello delle nutrie (chiamate anche “castorini” quando venivano allevate per le pellicce) avremo anche il problema dei visoni a spasso per le campagne cremasche… E poi dicono che l’uomo è un animale intelligente…

  • alex severgnini

    Volevo puntualizzare che oltre a me anche la maggioranza che mi sostiene e il gruppo di lavoro Capergnanica Amica è assolutamente contrario all’insediamento di questo tipo di allevamento.

    • bepi

      Egregio Alex Severgnini,
      questa sua puntualizzazione è un po’ discriminatoria e “fuori legge”, non crede?

      Un conto sono l’etica e i pareri personali (ben venga la sua firma come persona per la petizione) un conto il suo ruolo istituzionale.

      Il suo gesto è un po’ populista, poi scriverlo nei “commenti” qui è veramente ridicolo…

      Faccia il sindaco!

      • Stefano

        Egregio signor “Bepi”, io credo invece che un amministratore (che prima di tutto è anche un “politico” nel senso letterale della parola) abbia invece il DOVERE di prendere posizione su argomenti delicati come questo: non si tratta infatti dell’apertura di un bar o di una panetteria ma di un’attività che ha impatto etico ed ambientale. Il tutto naturalmente nel rispetto delle leggi vigenti: è logico che se l’attività rispetta tutti i requisiti, il Sindaco non ne può impedire l’insediamento, ma è un suo (e degli alti suoi colleghi amministratori…) diritto contrastarlo per quanto gli sia possibile utilizzando tutti gli strumenti in suo possesso… Pensi se si fosse trattato di una discarica, una centrale nucleare o simili: avrebbe dovuto accettare tutto passivamente solo perché la loro apertura non infrange la legge? Le leggi si devono accettare ma se non condivise si possono cambiare democraticamente…

        • Giulia

          Magari tutti i sindaci fossero come lei!
          GRAZIE.

        • bepi

          “Il tutto naturalmente nel rispetto delle leggi vigenti: è logico che se l’attività rispetta tutti i requisiti, il Sindaco non ne può impedire l’insediamento, ma è un suo (e degli alti suoi colleghi amministratori…) diritto contrastarlo per quanto gli sia possibile utilizzando tutti gli strumenti in suo possesso…”

          Tra gli strumenti in suo possesso vi è anche riscaldare l’opinione pubblica contro l’attività imprenditoriale?

          Se una associazione riconosciatua filo anarchica o filo-fascista organizzasse una convention sul suo territorio lei cercherebbe di impedirlo? e se vi fosse un centro di ricerca sul cancro che usa cavie per sperimentazioni mediche?

          Questa è una bella idea di democrazia, dove alle leggi si antepone l’etica personale. Molto filo-islamico questo pensiero.

          Bepi