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Mattia, il ‘renziano’ più giovane
d’Italia, da Ricengo a Rai1
con la classe V del paese

A sinistra Mattia, a destra il compagno Stefano

Mattia, 11 anni, renziano. Legge tutti i giorni due quotidiani. Da grande vuole fare il Presidente del Consiglio.
Giovanni, 11 anni, esperto di mafia. Ha scritto una lettera a Rita Borsellino.
Stefano, 11 anni, tifoso della Juventus. Ogni giorno legge la Gazzetta dello Sport. Ha due sogni: diventare cronista sportivo o calciatore.
Nada, 11 anni, di origini marocchine. E preoccupata per la crisi economica. E per il futuro lavorativo del suo papà.
I quattro bambini hanno una cosa in comune: sono di Ricengo e frequentano la classe quinta dell’Istituto comprensivo ‘Falcone e Borsellino”.
Storie vere, quelle dei quattro bambini cremaschi, ospiti, insieme al resto della loro classe e al sindaco di Ricengo, Feruccio Romanenghi alla trasmissione “Storie Vere” in onda ogni mattina alle 11 su Rai 1.
Chiara e lucida l’idea del piccolo Mattia, ‘innamorato’ del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che segue leggendo attentamente le cronache politiche dei quotidiani e su Twitter. “Renzi rappresenta una idea nuova, fa ragionamenti innovativi e con lui si potrebbe fare una scelta giovane. Lui è giovane e sarebbe più facile aver giovani e un Governo più creativo”, ha esordito Mattia, che al sindaco di Firenze ha mandato un tweet per avere spiegazioni in merito alle sue diatribe col leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Per ora è ancora in attesa di risposta. Convinto che da grande potrà fare il Presidente del Consiglio, Mattia ha già pensato ad un suo partito e di questo ha avvisato il sindaco del suo comune, Romanenghi. “Il mio partito si chiama R.I.A. Rivoluzione Italia Adesso, perchè serve una rivoluzione per battere la crisi ora”, ha spiegato il piccolo studente ricenghese, che non risparmia nessuno. Dai quotidiani: attento lettore de La Stampa e de La Repubblica, preferisce il quotidiano torinese in quanto, fa più approfondimenti. Al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Vorrei fare una critica al Presidente: quando deve fare delle scelte ci pensi due volte”, ha detto schietto il Mattia, che come ogni bambino ama il calcio, è tifoso dell’Inter, i cartoni animati, ma da attento esperto di politica non dimentica di seguire “Porta a Porta”, “ma solo quando gli ospiti sono interessanti”.
Ha scritto una lettera a Rita Borsellino, sorella di Paolo, magistrato ucciso a Palermo il 19 luglio 1992. Nella sua giovane vita ha già fatto studi approfonditi sulla mafia e dopo una lunga riflessione è giunto alla conclusione che purtroppo non si può sconfiggere. Ma spera comunque che qualcosa si possa fare per combatterla. Lui è Giovanni.
Convinto e attento lettore de La Gazzetta dello Sport, Stefano non si perde una partita soprattutto della sua amata Juventus. Da grande vorrebbe fare il cronista sportivo oppure il calciatore e lancia un appello perché la violenza e il razzismo negli stadi finiscano. “I tifosi non devono fare cori razzisti, ma anche i giocatori non devono rispondere. I tifosi violenti vanno individuati e puniti”, ha sottolineato lo studente di Ricengo.
Figli di immigrati, Nada, si trova bene in Italia, ma ama anche il suo Marocco. Però ha una grande preoccupazione: quella per il futuro lavorativo del papà. “L’unico problema che ho in Italia è il lavoro che mio papà rischia di perdere. C’è la crisi e la sua ditta potrebbe licenziare”.
Insomma, quattro bambini, quattro storie e il mondo visto con i loro occhi. Un mondo non diverso da quello degli adulti, che spesso sottovalutano l’attenzione che i più piccoli hanno per la vita quotidiana e i problemi che affliggono il Paese. Ma non è così, e Mattia, GIovanni, Stefano e Nada lo hanno dimostrato.
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