11 Commenti

Quadri fascisti per il XXV Aprile,
a Moscazzano infuria la polemica

Un XXV Aprile di polemica a Moscazzano: a fianco del monumento ai caduti, luogo simbolo della festa della Liberazione, luogo della memoria sono apparsi quadri fascisti. Quadri che di solito si trovano in comune e che quest’anno sono stati portati a fianco del monumento che dovrebbe essere simbolo di pace, libertà e democrazia. Dal duce ai simboli del fascio fino alle immagini di re Vittorio Emanuele III e dei soldati Repubblichini, i quadri, datati 1942, rappresentano il simbolo della propaganda fascista. E così, quella che doveva essere una festa si è trasformata in una polemica, tanto che l’ex sindaco e assessore provinciale, Agostino Savoldi si è rifiutato di partecipare alle celebrazioni. “Quest’anno – dice – il 25 aprile, festa della Liberazione, non mi vedrà partecipare alla cerimonia  organizzata a Moscazzano, mio paese di nascita, residenza, di cui mi onoro di essere stato sindaco. il monumento dedicato alla pace, alla libertà e alla democrazia è stato addobbato con i simboli del fascio, immagini del duce, immagine del Re e slogan fascisti. La storia non può essere così spudoratamente travisata”, dice Savoldi segnalando l’accaduto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • bonnot

    questo è un paese di cialtroni,in ogni momento non facciamo altro che dimostrarlo,solo 20 anni fa,se qualcuno si permetteva di esporre simboli fascisti,il tutto volava nel Serio in tempo zero!
    il qualunquismo ha preso il sopravvento,morti di serie A,morti di serie B e via blaterando,mah…si arriva a dire che che i morti son tutti uguali,può darsi,ma alcuni sono più morti di altri,verrebbe da ricordare quella massima che dice:che i morti son tutti uguali…ma era da vivi che erano diversi!
    per quanto mi riguarda,fanculo alla democrazia,viava la libertà… quella ancora da conquistare!

  • Federico

    Allora ammette che per lei esistono morti di serie A e B? Non è forse razzismo? Bianco o nero come dicevo prima? No caro signor Franco, la sua suddivisione categorica in buoni e cattivi non funziona, non lo dico io, lo dice la storia, lo dicono i fatti.
    Basta citarle Malga Boves o altri episodi dove i “buoni” partigiani hanno massacrato i loro compagni non allineati ideologicamente,come vede le sfumature ci sono e squalificare la Storia in buoni e cattivi è puro e semplice populismo.
    Ci allontaniamo soltanto dai fatti: a Moscazzano hanno voluto ricordare TUTTI i morti di questa guerra, senza distinzione di colore o partito, e il solito demagogo ha voluto farsi difensore di valori come libertà e democrazia, dimostrando invece di essere il primo a non rispettare il processo democratico che comporta anche ricordare chi non è allineato con la maggioranza.

    • Franco

      Le ho già detto una volta che la festa dei Morti è il due di novembre, il venticinque aprile è la festa della Liberazione dal fascismo e se non riesce a capire la differenza non importa. Mi stia bene e buon Primo Maggio.

      • Federico

        La festa dei morti è una cosa la memoria di ciò che è stata la guerra e di come si è arrivati alla Liberazione è un’altra faccenda, la vera tragedia è che dopo 68 anni ci siano ancora persone incapaci di giudicare o anche solo approfondire senza pregiudizi e schemi ideologici i fatti del secondo conflitto mondiale.
        Peccato.

  • Carlo

    A quando la liberazione del popolo italiano dai soldati venuti da oltremare, Americani, Inglesi, Canadesi, Australiani e Neo Zelandesi?

  • Federico

    Facile riempirsi la bocca della parola libertà e democrazia, molto più difficile dimostrare di essere veramente democratici accettando di ricordare TUTTI i caduti di una guerra, che siano essi “buoni” o “cattivi” è vero sinonimo di libertà e democrazia ricordarli senza inutili polemiche e facili demagogie, vorrei ricordare che per la Storia quella con la S maiuscolo l’Italia è stata liberata dai soldati venuti da oltremare, Americani, Inglesi, Canadesi, Australiani e Neo Zelandesi e molti altri che ora risiedono in altrettanti cimiteri sparsi per la penisola.
    Nessuno mi sembra abbia aperto una polemica o una discussione sul fatto che nessuno li commemora…

    • Franco

      Il giorno dei morti è il due di novembre, è quello il giorno dove si commemorano le persone scomparse, persone che non ci sono più per ragioni legate a cause collettive o cause private, morte per incidente stradale, per malattia, per fucilazione, per annegamento ecc.
      Il 25 aprile, invece è la Festa della Liberazione dal fascismo, che era una dittatura violenta. E’ tanto semplice ed avete avuto quasi settant’anni per capirlo, possibile che ancora non ci arrivate?

      • Federico

        Benissimo signor Franco, la invito allora a festeggiare i reduci della 34th Infantry Division, dell’esercito Americano che nel 1945 arrivarono nel territorio Cremonese e Cremasco ormai abbandonato dai tedeschi in fuga. Festeggiamo i patrioti che sono morti e ricordiamo chi non ha avuto scelta ed a pagato con la vita la tragedia della guerra.
        A detto bene sono passati 68 anni dagli eventi, eppure vedo ancora gente vaneggiare su fascisti e comunisti come se la guerra fosse ancora in atto, il tutto con una becera ottusità intellettuale, se vogliamo fare i liberali, i democratici riconosciamo il valore della festa e ricordiamo la tragedia che è stata la guerra e l’importante punto di svolta storico, se invece preferiamo fare i soldi demagoghi da bar che vedono bianco o nero, prego avanti così, alla fine siamo in un paese libero.

        • Franco

          Signor Federico, sta sostenendo l’importanza del contributo alleato per le sorti della seconda guerra mondiale, liberazione dell’Italia compresa? E chi lo ha mai negato, si tratta di una evidenza storica inconfutabile. Quanto ai vaneggiamenti se lei potesse fare nomi e cognomi magari la potrei comprendere meglio altrimenti buon primo maggio.

          • Federico

            In generale, molti in questi giorni si sono lasciati a pensieri per l’una e l’altra fazione, chi vuole boicottare il 25 Aprile, chi la vorrebbe solo come festa partigiana.
            In questo caso, specifico e credo che l’immagine dell’articolo sia la testimonianza di quanto sostenuto, che alcune persone sono miopi davanti la storia volendo vedere le cose a senso unico.
            Mi riferisco al signor Savoldi, e le sue esternazioni generate dalla presenza di due quadri che raffigurano i caduti del paese durante il secondo conflitto mondiale.
            Il suggerimento di festeggiare tali caduti il 4 Novembre? Sono certo che se così fosse qualcuno avrebbe da obbiettare che in tale data si festeggia solo la vittoria sull’Austria-Ungheria e la fine del primo conflitto mondiale…
            Insomma la questione è molto semplice; molti, troppi vedono morti di serie A e di serie B, e su di loro polemizzano e criticano senza per altro aver le competenze per farlo.

          • Franco

            Ma guardi che neanche i morti negli incidenti stradali sono tutti uguali, c’è chi guida e chi è investito e se anche tutti e due chi rimangono secchi le responsabilità non sono le stesse e così è stato nel ’45.
            Ci fu chi si batteva per la fine della guerra e per la libertà di tutti, quella libertà che abbiamo ancora oggi, libertà di voto, di stampa, di associazione ecc. e chi si batteva per la dittatura e per lo stato di polizia e i secondi sono stati meritatamente sconfitti e puniti.