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Caos Pd e Napolitano bis
Bragonzi: “Scelta inevitabile
ma che lascia attoniti”

“Questa scelta lascia tutti attoniti”. Così a meno di 24 ore dalla sua nomina il neo coordinatore del Pd Cremasco, Omar Bragonzi di fronte al Napolitano-bis e al caos nel Pd. “Credo però che giunti a questo punto questa era l’unica strada perseguibile. Dopo quello che è successo forse una scelta obbligata, anche se l’aver costretto, perché di questo si tratta, una persona a proseguire in un cammino che diceva concluso non è certo il massimo. Dovevamo pensarci prima e far convergere i voti su Rodotà, ma dopo le figure fatte in questi due giorni diventava veramente difficile: dopo la bocciatura di Marini prima e soprattutto di Prodi poi sarebbe stato impossibile far arrivare tutti i voti su Rodotà. E a questo punto, di fronte anche al fatto che non abbiamo un governo, non si poteva andare avanti per settimane anche senza presidente della Repubblica. E’ chiaro che una scelta andava fatta subito“.

Sulla stessa linea il segretario provinciale del Pd, Titta Magnoli: “Militanti e dirigenti locali sono attoniti”. Questo il commento alla luce degli ultimi fatti romani sul presidente della Repubblica: prima la candidatura con il Pdl di Franco Marini, poi quella ‘bruciata’ di Romano Prodi con le dimissioni annunciate dal segretario Pierluigi Bersani e della presidente del partito Rosi Bindi. E ora, la rielezione (per la prima volta nella storia della Repubblica italiana) del presidente dimissionario Giorgio Napolitano. “Il congresso non è più rimandabile – ha continuato Magnoli – E’ necessaria una discussione politica che sarà dolorosa, ma non bisogna perdere la testa. Lunedì riapriranno i mercati e nessuno può prefigurare uno scenario che possa durare più di due mesi”. Sul Napolitano bis, Magnoli non ha parole buone: “Sono contento che adesso ci sia un presidente, ma è incredibile che abbiano chiesto a Napolitano un altro settennato, da 88 a 95 anni  – dice il segretario democratico – Una scelta sbagliata che denota tutta la debolezza della politica italiana in questo momento. Si poteva convergere su Rodotà fin dall’inizio, è stato un errore non pensarci subito. Dopo ciò che è successo per Marini e Prodi, però, era impensabile riconvergere su di lui. Un peccato in seguito non aver proposto un nome nuovo come per esempio Emma Bonino, politico donna di stampo europeo sulla quale avrebbero potuto trovare un accordo Pd e 5 Stelle”.

Ma cosa è successo nel Pd sulla nomina del presidente della Repubblica? “Proporre Marini è stato un errore – ha spiegato Magnoli – Non era sicuro il consenso interno: dopo i 90 voti contrari all’assemblea dei grandi elettori democratici bisognava fermarsi. Con Prodi ormai la macchina aveva perso il controllo. I cento parlamentari che non hanno scritto il suo nome sulla scheda avevano tutto il diritto di farlo, ma dovevano dichiararsi, farlo mettendoci la faccia”.

“Adesso dobbiamo mantenere la calma – ha concluso il segretario – Non gridare alla caccia alle streghe, ma capire cosa è successo e andare avanti. Voglio che il mio segretario mi spieghi perché sono state fatte determinate scelte. Ma un conto sono le persone, un altro conto è il progetto. Per quanto riguarda le persone del Pd è irrimandabile il momento del cambiamento e lo dico anche per me stesso. Sul progetto del Partito Democratico, invece, non credo sia finito”.

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