Cultura
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Il sindaco in visita
al liceo artistico
ricorda la Bauhuas

“La chiusura della Bauhaus avvenuta  l’11 Aprile di 80 anni fa, da parte delle SS nazionalsocialiste,  è il simbolo della repressione più sconvolgente della libertà di espressione e di pensiero, libertà di cui l’arte è paradigma. L’artista, come il pensatore, il filosofo, lo scienziato, è colui che si pone domande, ma i regimi e le dittature si nutrono di certezze, per questo mirano a sopprimere le forme di espressione, la creatività, la libertà di pensiero che si esprimono nella ricerca. Oggi dunque, ringraziandovi per l’invito a questa vostra iniziativa, vorrei davvero inaugurassimo con voi, nella vostra scuola, nella nostra città, la stagione delle domande.  Abbiamo bisogno di domande. Solo i dubbi ci restituiscono l’inquietudine e l’umiltà dei cercatori,  riportando la vita dove tutto sembra spento. La vita vera esiste solo in quei luoghi dove ci sono tante domande e poche risposte, perché il motore dell’anima e del mondo sono le domande. Alla Bauhaus c’era vita, qui nella vostra scuolac’è vita, dentro di voi ci devono essere sempre domande, perché l’ansia di sapere sollecita la ricerca, dunque la vita. Rallegriamoci per la nostra libertà di oggi e facciamone tesoro. Buona ricerca, buon racconto e buona vita a tutti voi!”

E’ solo una parte del discorso  fatto  dal sindaco, Stefania Bonaldi, con delega all’ Istruzione durante l’incontro avvenuto questa mattina con gli  studenti del  Liceo Artistico Munari. Una simulazione vivente di quello che accadde allora e un’iniziativa didattica  molto singolare. Il sindaco ha letto  a 38 allievi dell’Istituto un documento che ricorda un fatto accaduto 80 anni fa:la chiusura, da parte della polizia nazista, della Bauhaus di Berlino, ovvero l’Accademia delle Belle Arti dove si  cercava di trovare un raccordo diretto tra la creatività ed i nuovi mezzi di comunicazione di allora (fotografia, cinema).

“Il ricordo di tale episodio  vuole essere un’occasione di  riflessione su quanto l’arte – come foriera di libero pensiero – possa essere temuta dai regimi dittatoriali, nonché del ruolo che la creatività può avere in una società, come la nostra, nella quale la crisi economica, in corso, rischia di evidenziare solamente gli aspetti materiali dell’esistenza, a scapito della felicità e della libertà”.

Il testo, che è stato redatto dal professor Maurizio Guerri, docente di filosofia presso il Munari, è stato letto  dal sindaco ad un gruppo di studenti “prelevati” dalle classi da ex allievi dell’Artistico, proprio a ricordo dell’intervento repressivo dei nazisti, i quali, oltre a chiudere la Bauhaus,  arrestarono 38 studenti della scuola.

“Sono convinta – ha aggiunto il sindaco – che una maggiore sinergia tra scuola e istituzioni possa educare i ragazzi a vivere la scuola non solo come  luogo  di studio o ricordo di ciò che è stato. La scuola, senza prescindere dalla didattica,  dovrebbe  lasciare un’ impronta ed aumentare esperienze che coinvolgano i ragazzi in prima persona.  E’ la strada maestra verso quella cittadinanza attiva dove tutti, anche gli studenti, si sentono coinvolti e parte attiva della comunità in cui vivono”.

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