Cronaca
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Amori, gossip e insulti
su Facebook: anche a Crema
la moda delle pagine Spotted

Spotted: ‘avvistati’. Il fenomeno, nato a Londra nel 2010 delle pagine Spotted è arrivato anche a Crema. Sono proliferate su Facebook, il boom nel mese di marzo, le pagine sulle quali, rigorosamente in maniera anonima, si raccontano colpi di fulmine, pettegolezzi, si fanno dichiarazioni d’amore, ma anche si insultano e sfottono compagni di classe o di scuola.

Le pagine create su Facebook da un amministratore anonimo che pubblica e modera i vari post. Ogni scuola cremasca ne ha uno, università compresa, così come ne esistono alcune dedicate alla città di Crema. Tra queste due Spotted Crema, la prima con 335 Mi Piace che dovrebbe essere chiusa a breve, stando a quanto si legge sul diario, la seconda con 44 Mi Piace. Poi c’è Crema City (325 Mi Piace) e Spotted Santa Marea dedicato al quartiere di Santa Maria con 32 Mi Piace. Pagine che nascono e muoiono nel giro di qualche settimana e che soprattutto sono in competizione tra di loro.

La più gettonata il città non è una pagina Spotted, ma Gazzettino 2.0. Conta quasi 3mila Mi Piace (2852 ad oggi) ed è in competizione con tutte le altre, tanto che stanno fiorendo una serie di ‘imitazioni’. Ma guai a definirle così. Facendo una breve ricerca su Facebook si trova infatti un Gazzettino 0.2 (629 m Mi Piace) e un Gazzettino Peace and Love con 354 Mi Piace. Caratteristica dei gazzettini: qui di anonimo ci sono solo gli amministratori, il resto è alla luce del sole: mittenti dei messaggi compresi.

Oltre ai gazzettini, la pagina Spotted più frequentate sono quelle delle scuole: c’è quella del Pacioli: Spotted Pacioli con 639 Mi Piace, quella del Munari con 196 Mi Piace, quella dell’Itis Galilei con 335, mentre quella dell’Università ne ha solo 134. Due le pagine del Racchetti: una la meno gettonata  con solo 17 Mi Piace e la seconda con 197 Mi Piace.

Si va dai messaggi adolescenziali ad apprezzamenti pesante, spesso correlati anche dal nome e dal cognome delle persone prese di mira. Un gossip che impazza ma che rischia anche di creare problemi rispetto alla privacy. Una moda che è già finita sotto censura: in due casi infatti le autorità scolastiche hanno bloccato la pagine. E’ successo a Pavia, dove una preside ha sporto denuncia alla polizia postale e all’Università dell’Insubria dove il rettore ha diffidato gli studenti dall’usare il logo dell’ateneo.

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