Cultura
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Salvata dai muratori nel 1700
la Crocifissione del Quartierone
ora ha bisogno di restauri:
si cercano fondi

L'affresco della Crocifissione del Quartierone

La vicenda, letteraria e cinematografica, è ben nota a tutti. A Brescello, mondo di Guareschi il comune ha deciso di edificare una casa popolare su di un terreno in un angolo del quale sorge una vecchia Santella, il cui impossibile spostamento la destina alla demolizione. Tutto sembra preludere allo scontro tra “diavolo ed acqua santa”, il senatore Peppone e il monsignore Don Camillo, ma, alla fine, saggezza, buon senso e una vecchietta che si inginocchia a pregare incurante delle ruspe conducono ad una soluzione: la Madonnina rimane al suo posto ed i poveri del paese trovano alloggio nella casa voluta dal comune.

Una storia simile è andata in scena anche a Crema, qualche centinaia di anni fa, al Quartierone. Nel 1717, infatti, i muri dell’antica fortificazione militare, poi divenuto convento erano destinati ad essere demoliti, e con loro anche l’affresco del Crocefisso. Quei muri dovevano servire ad edificare l’antico teatro del Piermarini, ma al momento delle demolizione i muratori si rifiutarono di distruggere l’affresco. Anzi decisero di costruire un’edicola per proteggerlo il luogo che presto è divenuto luogo di culto per il Cremasco. Tanto che nel 1800 fu ampliata con due campate, una sacrestia e il campanile. Ora l’affresco ha ancora bisogno dei cremaschi. A lanciare l’appello è il centro culturale diocesano Gabriele Lucchi. Servono qualche migliaia di euro per riportare l’affresco della Crocefissione all’antico splendore. Il prossimo 24 marzo, domenica della Palme, lo storico dell’arte, Cesare Alpini parlerà della storia del Sacrario e della Crocefissione. La serata che fa parte del percorso “Annunciare la fede attraverso l’arte”, sarà allietata dal coro giovanile della scuola di musica Folcioni, diretto da Beppe Costi.

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