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Minori allontanati, un dramma nel Cremasco
Sono 436 a carico di Comunità Sociale

Minori da tutelare: sono 436 quelli a carico della Comunità Sociale Cremasca. Un dato allarmante e in continuo aumento quello emerso dall’analisi portata dal direttore di Comunità Sociale, Davide Vighi durante il Forum tutela minori voluto dall’amministrazione comunale e dalla stessa azienda consortile per affrontare insieme a quegli operatori che si occupano di accoglienze di minore e sostegno alle famiglie in difficoltà. Una situazione di sé già allarmante che è andata peggiorando con la crisi economica e che i comuni insieme a tutti gli operatori e le realtà del settore si trovano a dover affrontare, con costi rilevanti.

A confermarlo l’assessore al Welfare, Maria Beretta, che ha ricordato l’importanza della tutela sia del minore che del sostegno alla famiglia d’origine, oltre che all’importanza della rete tra tutti gli operatori per trovare strade alternative. Ad illustrare nel dettaglio la situazione del territorio è stato il presidente di Comunità Sociale. Un’analisi dettagliata che ha messo in luce come il fenomeno sia in aumento, soprattutto per quanto riguarda il penale minorile. I casi di minori presi in tutela perché hanno commesso dei reati sono passati dal 5% del totale dei minori presi in tutela nel 2011 al 7% del 2012. Cioè da 16 a 29 minori. A gestire i casi sono in forza quattro assistenti sociali delle quali solo una a tempo pieno, e tre psicologi. Il che significa che ogni assistente sociale deve seguire una media di 101 casi. A questi si aggiungono i 40 casi di richiesta di sommarie informazioni seguiti da una delle quattro assistenti sociali. Di questi per 18 è stato aperto un provvedimento, nove sono stati archiviati e 13 sono in attesa del parere. Altro problema già segnalato è quello che riguarda i ragazzi in età pre- adolescenziale a adolescenziale che allontanati faticano a trovare una famiglia che li accolga e che rappresentano la maggior fascia di età tra i 436 totali. Sono infatti 111 quelli tra i 15 e i 18 anni che vengono allontanati dalle famiglie, seguiti dai 102 che hanno un’età compresa tra i quattro e i sette anni. (86 tra gli 11 e i 14 anni, 74 tra gli otto e i dieci anni, 38 tra gli zero e tre anni, e 25 che hanno raggiunto la maggiore età). Di questi il 78% è italiano. Un dato da segnalare è la diminuzione dei minori stranieri non accompagnati che giungono in Italia. Ampia anche la fatta di minori che sono sotto controllo ma che vengono lasciati nella famiglia di origine: 297. Il resto: 79 vivono in famiglie affidatarie e 60 in comunità. Una questione che come spiegato da Vighi causa problemi, essendo in questo periodo difficile per le amministrazioni prendersi a carico questo genere di interventi per via delle sempre minori risorse a loro disposizione. Infatti il 31% dei casi che sono stati segnalati ultimamente e che hanno bisogno di una assistenza a domicilio non vengono presi in carico per le difficoltà a predisporre interventi educativi. Un aspetto critico e di difficile risoluzione per i comuni, che si trovano con tagli alle risorse sempre più consistenti. Tra gli aspetti critici segnalati da Vighi c’è anche la difficoltà di agire immediatamente in caso di emergenza, oltre che alla mancanza di famiglie affidatarie. A fare il punto su questo Marco Zanardi che si occupa della formazione delle famiglie anche grazie al progetto Affidi. Dal 2009 ad oggi sono purtroppo solo 15 le famiglie che hanno portato a termine il processo di valutazione obbligatorio per arrivare all’affidamento. La metà rispetto alle 30 che si erano rese disponibili. Aspetti questi che il Forum si prefigge di portare alla luce e di affrontare, come specificato dall’assessore Beretta “con nuove strategie”.

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