Cronaca

La crisi colpisce anche i bambini
Aumentano i minori in affido
L’appello de Il Canguro: “Servono famiglie”

La crisi colpisce anche i bambini. In questo momento di crisi, caratterizzato da tante problematiche, che vanno dalla mancanza di lavoro, alle difficoltà relazionali emergono sempre maggiori difficoltà per le famiglie.

Tra le criticità che stanno emergendo vi è anche quella di numerosi bambini, che per vari motivi vivono in un contesto familiare a rischio e pertanto avrebbero bisogno di una famiglia che si occupi temporaneamente di loro, mentre vengono dati tempo e strumenti alla famiglia di origine per recuperare le proprie competenze.

Ma spesso trovare una famiglia che intenda occuparsi di un minore allontanato è difficile. A lanciare l’allarme è Pietro Mombelli, presidente dell’associazione Il Canguro di Crema.

L’associazione che si occupa di affido familiare, vuole lanciare un appello alle famiglie consapevole che spesso, nonostante nel territorio si moltiplichino le iniziative di sostegno alle famiglie in difficoltà, il termine affido fa paura.

«Spesso si ritiene che per fare affido sia necessaria una famiglia “specializzata” o “professionista” che – dopo corsi di psicologia e “formazione” – acquisisce le competenze necessarie per trattare i “casi difficili” oppure che servano famiglie “speciali” con risorse quasi eroiche.  Le famiglie affidatarie, invece, sono famiglie “normali”, che hanno in sé, proprio in quanto famiglie, le “competenze” umane ed educative necessarie per aprirsi all’accoglienza di un’altra persona. L’affido – prosegue –  è un’esperienza educativa che certamente mette in movimento e in “discussione” tutta la famiglia, insegna a guardare con occhi nuovi, meno possessivi, anche i propri figli naturali; mette in contatto con situazioni di “diversità” e difficoltà che non sono sempre facili da accettare. L’affido svela le potenzialità di apertura e coinvolgimento della famiglia stessa, ma fa emergere anche le sue incapacità e debolezze. E’ perciò importante non vivere questa esperienza da soli”.

Un appello alle famiglie quindi, ma anche a tutte quelle associazioni che si occupano di affidi perché non lascino sole le famiglie.

«Incontrarsi stabilmente con altre persone che vivono situazioni simili e affrontare insieme le difficoltà è indispensabile per ritrovare il punto di vista giusto da cui guardare i problemi, per recuperare lo slancio necessario. L’Associazione “Il Canguro”, caratterizzata dallo slogan “Insieme per accogliere” è nata con intenti di promozione culturale, informazione e sensibilizzazione all’esperienza dell’affido e per sostenere e accompagnare le famiglie che stanno facendo questa meravigliosa esperienza». Un’opera importante di confronto e di aiuto a quelle famiglie che intendono affrontare queste esperienza e che hanno bisogno di un sostengo e di qualcuno che le aiuti anche a confrontarsi con le amministrazioni pubbliche.

Un appello quindi per ricordare a tutte le famiglie che le associazioni che possono dare una mando ci sono, perché dice Mombelli: “Dalla crisi non si esce da soli”.

Nello specifico, secondo i dati diffusi da Comunità sociale cremasca qualche mese fa, quando era scoppiata la polemica per i costi troppo elevati,  i minori allontanati nel 2012 sono stati 111, il 35% in più rispetto al 2011. A questi si devono aggiungere le mamme allontanate che sono state  nel 2012 il 129% in più del 2011: 16 contro 7. Dei minori affidati 35 sono preso delle famiglie, 20 presso le comunità Papa Giovanni XXIII o Fraternità e 56 in comunità fuori dalla provincia di Cremona. Il costo per Comunità sociale supere il milione e mezzo di euro.

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