Lettere

Esito elettorale
“La strada del Pd
è quella giusta”

da Matteo Piloni

In un Paese in cui, l’indomani del voto, non c’è un governo in grado di governare, credo che nessuna forza politica possa dirsi soddisfatta. Il dato più forte è questo.

Ma è altrettanto chiaro il fatto che gli elettori hanno dato un segnale chiaro alla politica e soprattutto ai partiti, accelerando sul cambiamento. E lo hanno fatto votando il movimento cinque stelle, affidando a questo movimento certo il proprio voto di protesta, ma anche il mezzo con il quale ora la politica deve fare i conti con le riforme da troppo tempo solo annunciate.
E tutti i partiti, anche se non allo stesso modo (il Pd è quello che ha fatto lo sforzo maggiore), non sono stati in grado di cogliere fino in fondo questo bisogno di cambiamento e tradurlo in una proposta forte.

Questo esito dice anche che il Paese non crede nei partiti autoreferenziali e piccoli, e che la strada del PD di un grande partito progressista e riformista è la strada giusta, non ancora perseguita fino in fondo.

Ora credo che la soluzione migliore per il Paese sia un Governo di transizione che proponga quelle riforme necessarie (riduzione numero parlamentari, abbattimento dei costi della politica, conflitto di interessi, legge elettorale), condividerle e costruire davvero le condizioni.
Dalle urne esce sempre chiaramente la volontà di un Paese. Questa va raccolta, gestita e interpretata al meglio. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e credere che sarà una bella prova di maturità, di consapevolezza. Per tutti.

Sul fronte regionale la vedo diversamente.

Il movimento cinque stelle perde molti punti (circa 6) rispetto al dato nazionale, e Ambrosoli prende più della coalizione nazionale. Significa che il progetto civico messo in campo andava nella direzione giusta, ma che in una regione come la nostra non è stato sufficiente.
Infine faccio, oltre ai complimenti, i migliori auguri di buon lavoro ai rappresentanti del nostro territorio eletti. Il lavoro da fare è tanto e la strada tutta in salita. Mai come oggi la necessità di lavorare insieme, condividendo obiettivi e priorità, può davvero fare la differenza.

Matteo Piloni

 

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