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Si farà un governicchio terminale?

Il terremoto Grillo – primo in otto regioni e a Montecitorio – spinge gli antagonisti all’ammucchiata. Pare sia questo l’unico scenario parlamentare possibile. Un ritorno alle urne – secondo scenario – è infatti  visto da lorsignori come un “suicidio”. Dopo lo “tsunami”, Pd e Pdl sono dunque inevitabilmente costretti a discutere di Grande coalizione. E’ una tentazione troppo forte, è lo scenario possibile. Pd e Pdl cercheranno di superare le antiche divisioni, si impegneranno a varare un programma comune e sensato che duri almeno un paio di anni. La Merkel in questo modo nel  2005 ha salvato la Germania.

Ma l’Italia è un’altra cosa. L’Italia è un paese a pezzi, tormentato dalle tasse e da una burocrazia onnipotente, da uno Stato che non paga, guidata da una classe dirigente vecchia, superata, non più sopportata. Eppoi un governicchio-larghe intese (in cui il centro montiano conterebbe poco o niente) nascerebbe malato e condannato. Luca Ricolfi, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino, ha fatto una previsione: “Un governo così durerebbe al massimo 14 mesi”.   Sarebbe un governicchio terminale.

Ci aspettano giorni difficili. Perché il Grillo boom boom ed il miracolo Berlusconi hanno sconquassato il sistema. Ricapitolando: Bersani è riuscito a non vincere le elezioni “nemmeno contro un Caimano fallito e bollito”, come ha scritto Travaglio ad urne ancora bollenti. Il segretario ha cantato vittoria  roppo presto, occupato ad assegnare poltrone che ancora non aveva. Avrebbe fatto meglio, gli rimprovera la base furibonda, ad occuparsi della campagna elettorale. C’è qualcuno che ricorda qualcosa del Piacentino a parte che voleva smacchiare il giaguaro? La Puglia ha buttato a mare  Nichi Vendola, Giggino “A manetta” ha steccato in Campania, Casini e Fini sono stati trascinati nel disastro da MiniMario, Ingroia e Di Pietro tornano a casa pieni di bernoccoli, Giannino non ha fermato il suo declino. Tutta ‘sta gente, paradossalmente, deve ringraziare il comico genovese che ha intercettato i voti perduti, altrimenti oggi Berlusconi  salirebbe per la quarta volta al Quirinale per formare il nuovo governo.

E Grillo che farà? Pare non abbia fretta. E’ il primo o secondo partito quasi dappertutto, prende tempo, vuole ambientarsi tra le regole del Parlamento.Ma ha già detto, sulle alleanze, che “se ci chiedono scusa e perdono siamo disposti a dialogare”. Ma ha anche aggiunto: ”Noi siamo il vero ostacolo, contro di noi non ce la possono fare”. Non va sottovalutato. In Sicilia il Movimento 5 Stelle è il primo partito, nelle rosse Marche è il secondo (al Senato), in Liguria ha fatto il vuoto. Tre anni fa non esisteva, non ha sedi, viaggia tra rete e piazze. Ha atteso i risultati nel suo orto, come un Cincinnato. Ma contro i vecchi politici ha tuonato ancora: ”Sono dei falliti, hanno portato questo Paese alla catastrofe. Dureranno poco, durerà poco il governissimo. Noi abbiamo la forza e la consapevolezza di aver risvegliato degli sguardi e la carica che hanno adesso queste persone si vedrà in Parlamento. Si accorgeranno della nostra forza”.  Se starà fermo vincerà ancora, a mani basse.

Forse non abbiamo ancora visto tutto.

Enrico Pirondini

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