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Koch, gli americani tagliano
il 40% del personale,
gli operai bloccano l’azienda

“Per guadagnare sempre di più, in lavoro in Italia non si fa più”. Poche parole impresse su uno striscione dagli operai della Koch di Bagnolo Cremasco per raccontare tutta la rabbia per la decisione unilaterale dell’azienda di aprire una mobilità per 46 dipendenti. La scelta arriva dopo l’ennesima dura trattativa con le parti sindacali (Fim Cisl e Fiom Cgil) le quali, su mandato dei dipendenti, hanno detto no alla richiesta dell’azienda di maggiore flessibilità, oltre che dell’apertura di una cassa integrazione straordinaria e di una mobilità. Operai e impiegati stanchi dopo un anno trascorso con una mala gestione della flessibilità, sei giorni lavorativi sei ore al giorno e della cassa integrazione. Misure che avevano portata ad una riduzione anche di 300 euro nelle buste paga dei dipendenti. Ora, lo scontro si è trasformato in un muro contro muro con l’azienda che ha deciso, su delega dei soci d’oltreoceano, di dismettere quei reparti che non danno reddito e di tagliare 46 posti di lavoro su 102. Oltre il 40% dei dipendenti dell’impresa di Bagnolo Cremasco. Come contromossa i dipendenti hanno bloccato l’azienda, tutti fuori sul piazzale in segno di protesta e domani, martedì, un’assemblea per decidere quali misure mettere in campo per dire no alle scelte portate avanti dall’impresa su input dei soci americani.

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