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L’ex ministro Giovanardi
in provincia per sostenere
la candidatura di Mino Jotta

L’ex ministro Carlo Giovanardi nel territorio a sostegno di Mino Jotta. Il senatore del Pdl, ha incontrato i sostenitori cremaschi di Mino Jotta sia a Rivolta d’Adda che a Sergnano, per poi proseguire per una cena a Persico Dosimo, nel cremonese. Cena alla quale hanno presenziato anche l’ex assessore regionale, Gianni Rossoni, che il coordinatore Luca Rossi e il vicecoordinatore Fabio Bertusi.

In tutte le occasioni, l’ex Ministro e Sottosegretario, ha sottolineato la profonda stima nei confronti di Jotta e ha invitato i presenti a votare e far votare Mino Jotta in Regione Lombardia.

“Siamo persone che credono nella famiglia come elemento formidabile e preziosissimo di ammortizzatore sociale. Siamo gente che crede nella responsabilità della persona, nel merito, nel rischio d’impresa e nella sussidiarietà”.

Giovanardi ha colto anche l’occasione per una profonda e sincera autocritica nei confronti del PDL.

“Se venite qui a dirmi quali sono stati i nostri errori- ha detto rivolto ai sostenitori di Jotta- sappiate che io posso citarvene altri che magari vi siete dimenticati. Ma non dimenticate che siamo comunque il meno peggio e che consegnare il Paese nelle mani della sinistra significa portarlo definitivamente alla rovina.  Adesso ci vuole l’impegno di tutti noi per preservare quanto di buono in Regione Lombardia e a livello nazionale è stato fatto”.

Il candidato al consiglio regionale con l’ex ministro hanno incontrato parecchie realtà imprenditoriali.

“Rimango affascinato da quello che il territorio mi sta mostrando – ha commentato Jotta –  Ci sono realtà d’eccellenza che abbiamo il dovere di sostenere e tutelare. Sono piccole e medie aziende che resistono sul mercato e che fanno di tutto per continuare a dare lavoro e benessere al nostro territorio. Nonostante un fisco asfissiante e una burocrazia con la quale è difficile lavorare”.

Per Jotta le priorità da perseguire nel corso del suo mandato in Regione Lombardia saranno tre.

“Occupazione, crescita, fiscalità – ha specificato- da perseguire attraverso una moratoria di tre anni per le imprese rispetto agli adempimenti amministrativi e burocratici, una fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione delle imprese; un investimento del 3% del Pil in ricerca e innovazione.  La “No Tax” area. Una revisione della applicazione dell’IMU in agricoltura dove si colpiscono beni strumentali come terreni coltivati e fabbricati rurali adibiti alle attività agricole, e promuovendo la difesa del suolo agricolo e l’incentivazione, l’aggregazione e l’associazione degli imprenditori agricoli. Tutti temi che riguardano molto da vicino il tessuto produttivo del nostro territorio“.

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