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Atti vandalici e minacce
un gruppo di ragazzini rende
la biblioteca invivibile
La denuncia di Screamzine

Cosa succede in biblioteca? Il luogo del silenzio e dello studio per antonomasia diventato invivibile per gli utenti? A quanto sembra la biblioteca della città è da tempo sotto scacco di un gruppo di ragazzini molesti, incuranti dei cittadini che lì si recano per studiare o per leggere un libro in tutta pace. Questo nutrito gruppo di ragazzini, una decina in tutto, pare aver preso la biblioteca come luogo di sfogo, tanto che ora gli utenti dicono basta. Dopo aver sopportato in silenzio, e dopo essersi ribellati, chiamando le forze dell’ordine senza ottenere risultati concreti,  un gruppo di giovani che gestisce il blog Screamzine, ha deciso di prendere in mano la situazione e convocare la direttrice Francesca Moruzzi, che come loro da tempo sta subendo questa situazione, e l’assessore alla Cultura Paola Vailati per chiedere un intervento che possa scrivere la parola fine sulla vicenda. Sì, perchè, nonostante siano intervenute le forze dell’ordine, la situazione non è migliorata. “Se ne vanno – spiega uno dei ragazzi di Screamzine, Stefano Zaninelli – ma  poi dopo una ventina di minuti tornano e ricomincino da capo”.

Questo gruppo, una decina di ragazzini e ragazzine, stando ai racconti dei presenti, non solo disturbano in continuazione, ma dell’incuranza rispetto a chi vuole studiare in pace sarebbero passati alle minacce oltre ad aver commesso parecchi atti vandalici.

Ma come si comportano? Cosa hanno fatto?

“Siam stanchi, queste persone stanno rendendo invivibile e inutilizzabile l’intero sistema della biblioteca, una persona che vuole studiare in pace non può perchè fanno baccano e chi ha provato a riprenderli è stato minacciato. Ora basta. E poi hanno compiuto veri e propri atti vandalici danneggiando il materiale e la biblioteca: hanno addirittura rotto l’ascensore”, racconta Stefano Zaninelli.

“Anche nei bagni è impossibile andare con loro, perchè a parte gli atti vandalici, compiono anche atti diciamo impropri nei bagni della biblioteca”, spiega Alberto, altro organizzatore della serata.

Per stasera avete convocato la direttrice e l’assessore, per discutere e trovare soluzioni. Cosa avete in mente?

“Abbiamo parlato velocemente, noi abbiamo pensato di coinvolgere tutti gli utenti e di cercare in qualche modo di allontanarli dalla biblioteca. Dobbiamo rispondere loro a tono. Per stasera attendiamo le soluzioni che magari assessore e direttrice hanno pensato”, risponde Zaninelli.

Un problema che certo gli utenti della biblioteca vogliono sia risolto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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  • Non c’è soluzione “civile” alla portata di tutti, con chi sta male e pensa di stare meglio facendo sentire gli altri peggio.
    Forse vogliono solo un po’ di attenzione.
    Quell’attenzione degli altri che indefessa svia la sua traettoria al cospetto di ciò che è fastidiosamente disarmonico, squilibrato, fuori sincro, brutto.

    Il rispondergli a tono dev’essere fatto da un loro coetaneo tanto muto quanto cattivo.
    Perché quello che conta non è la forza ma la cattiveria.
    Dovrebbe individuare il capo branco, afferrarlo con decisione per i capelli, fargli pestare un paio di volte la testa contro il muro, dargli un calcio nelle palle, trascinarlo in bagno e intingergli la testa nella turca ovviamente la più sporca fino a fargli raggiungere la stessa consistenza dello straccio da pavimenti buttato li.