“Cara scuola, il contributo
‘volontario’ non lo pago”
La rivolta degli studenti
Nella foto, di repertorio, studenti cremaschi in corteo
Caro scuola, basta. Studenti cremaschi ancora sul piede di guerra contro i continui contributi che gli istituti scolastici chiedono alla famiglie. Non è la prima volta che il Comitato scuola pubblica cremasca prende posizione sulla questione delle troppe spese per frequentare la scuola. Spese che spesso le famiglie non riescono a supportare per via della crisi che ha colpito praticamente tutti. Molti i genitori disoccupati ed in cassa integrazione che non riescono a pagare la frequenza dei figli alla scuola, soprattutto quella superiore. E dopo il caro libri e il caro trasporti ecco arrivare la protesta dei ragazzi contro i cosiddetti contributi volontari che di volontario paiono non avere nulla. Si tratta dei contributi per i laboratori.
“Ogni anno, – scrivono Alessio Maganuco e Marco Favalli del Comitato scuola pubblica – al momento dell’iscrizione all’anno scolastico successivo le famiglie sono chiamate a versare a ministero e scuola tasse e contributi. I ragazzi di quarta e quinta sono obbligati a versare la tassa d’iscrizione pari a 6,04 euro, la tassa di frequenza pari a 15,13 euro, la tassa di diploma (da pagare alla consegna del diploma) pari a 15,13 euro e infine la tassa di esame (da pagare al momento della domanda per gli esami) pari a 12,09 euro. Ciò non basta, dopo i grossi tagli sull’istruzione le scuole chiedono i cosiddetti contributi di laboratorio. Ma cosa sono questi contributi di laboratorio? Essi sono contributi “volontari” che chiedono le scuole alle famiglie ogni anno per il miglioramento dell’offerta formativa scolastica in quanto i finanziamenti statali non sono più sufficienti a pagare tutti i progetti delle singole scuole, in realtà non sono più sufficienti nemmeno al pagamento delle spese di funzionamento ordinario delle scuole. Ecco quindi che le scuole chiedono questi contributi che teoricamente sono volontari, teoricamente in quanto con sempre più frequenza per far fronte ai sempre più poveri bilanci scolastici le scuole cercano di spacciarli per obbligatori”. Si tratta di contributi di non poco conto che variano dalle 100 alle 300 euro. Nel Cremasco, spiegano gli studenti, il contributo in media è tra le 100 e le 200 euro. Contributi che coprono il 40-50% delle entrate scolastiche. E così capita, come denunciano il ragazzi, i contributi che dovrebbero essere volontari diventano obbligatori. Pena: verrà negata la password a qui ragazzi che non hanno pagato. Questa la denuncia del Comitato scuola pubblica, che racconta come ad esempio al liceo Racchetti, il 90% dei ragazzi si sia rifiutato di pagare tale contributo, rischiando di non poter vedere la propria pagella.
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