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Koch, incontro decisivo
Lavoratori pronti
alla mobilitazione

Giorno decisivo per la Koch di Bagnolo Cremasco. Alle 16 di oggi, mercoledì, le parti sindacali si incontreranno ancora con l’azienda per continuare una trattativa dura che va avanti da qualche settimana. Vedranno l’azienda dopo aver messo ai voti le proposte portate avanti da quest’ultima. Ed aver incassato un secco no dei lavoratori (70 contro 29) alla proposta di ripetere l’orario flessibile sei ore per sei giorni, oltre che alla proposta di revisione di quelle che erano le maggiorazioni e le riduzioni d’orario accordate nel novembre del 2011. Sì, invece, a discutere della cassa integrazione straordinaria e dell’eventuale mobilità volontaria ed incentivata. Con questo mandato in tasca oggi pomeriggio i rappresentanti di Fim Cisl, il segretario Omar Catteneo, e di Fiom Cgil, Massimiliano Bosio, incontreranno l’azienda. «L’azienda – ha spiegato il segretario della Fim Cisl, – vorrebbe rivedere l’accordo del 2011, per gestire un esubero di personale anche tra i diretti e di aprire una cassa integrazione straordinaria per 15 mesi, cioè per i mesi che l’azienda ha ancora a disposizione. Inoltre ha chiesto di poter mettere mano alle maggiorazioni e alla flessibilità”.  Proposte che in parte, come detto, hanno trovato la ferma opposizione dei lavoratori. Questi si sono detti, infatti, disponibili ad affrontare un altro periodo di cassa integrazione a patto che la gestione venga regolamentante in maniera precisa e metodica e che azienda e sindacato si incontrino una volta al mese in Associazione Industriali per fare il punto della situazione. Sì anche alla mobilità volontaria ed incentivata, ma anche in questo caso con dei paletti: l’azienda dovrà accettare senza differenza di livello e mansione ogni richiesta di mobilità ed aggancio alla pensione. No al resto delle proposte. Nel pomeriggio l’incontro che si preannuncia teso. «Entreremo nel merito della questione e se l’azienda dovesse avere un atteggiamento di chiusura i lavoratori si dicono pronti ad adottare tutte le soluzioni opportune e le forme di lotta necessarie per vedere soddisfatte le loro richieste». In parole povere i lavoratori sono pronti allo sciopero.

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