Un commento

Stoccaggio gas e rischio sismico
a Sergnano, ambientalisti e sinistra
si rivolgono al Tar contro il via libera

La battaglia contro il proliferare degli stoccaggi gas nel territorio parte da un ricorso al Tar del Lazio. Un ricorso contro il provvedimento che permetterà alla Stogit di aumentare il metano immagazzinato a 2miliardi e 500milioni metri cubi, contro gli attuali 2miliardi e 100milioni di metri cubi stoccati l’anno. In pratica nei pozzi già pieni al 100% sarà stoccato un surplus di metano raggiungendo il 105%. Ad opporsi e a rivolgersi al Tar del Lazio il coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia, guidati da Ezio Corradi, i rappresentanti delle Federazione della Sinistra, che qualche giorno fa hanno organizzato una serata informativa sul tema degli stoccaggi nel nostro territorio. A firmare il ricorso e a chiedere che vengano annullati i provvedimenti che concedonsi via libera emessi dal ministero dell’Ambiente e della Tutale del territorio e del mare, dal ministero per i Beni e le attività culturali e dalla Regione Lombardia, i consiglieri comunali di Crema, Mario Lottaroli e Piergiuseppe Bettenzoli, oltre a Andrea Serena, Danile Cannistra, Matteo Brugali, Cristina Lunghi, Enrico Duranti e Riccardo Cantoni, agricoltore sergnanese. La richiesta, oltre a sottolineare l’immensità dei comuni e soprattutto degli abitanti coinvolti nella provincia di Cremona e Bergamo, cioè circa 85mila, punta il dito contro il rischio sismico.

Come scrive infatti il ministrero all’Ambiente “qualora la sismicità indotta superi magnitudo 3.0 -considerando l’epicentro all’interno di un’area definita di raggio uguale a dieci chilometri attorno della testa del pozzo-, la pressione di esercizio massima e la frequenza del ciclo di iniezione e di estrazione dovranno essere ridefinite in modo da riportare la magnitudo massima al di sotto di tale valore”. Una prescrizione che preoccupa i cittadini. L’intenzione della Federazione della sinistra è quella di organizzare una assemblea pubblica a Sergnano ed una a Ripalta Cremasca oltro comune interessato da un ampio stoccaggio di gas. Anche l’amministrazione comunale sta lavorando per organizzare una assemblea pubblica sul tema, a fronte anche del secondo progetto: quello proposta dalla Snam per la costruzione di una nuova centrale di pompaggio a confine con Pianengo.

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Commenti
  • bonnot

    questo è un vero disastro per il territorio,diamoci una smossa!