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Resa dei conti nel Pdl,
Gallina “tradito” da Bertusi
Igor Minerva: una lista porcellum

Nella foto: Bertusi, Jotta e Gallina

Resa dei conti nel Pdl provinciale dopo la vicenda delle liste. Nel mirino c’è Fabio Bertusi, vicecoordinatore provinciale, accusato di aver “svenduto” il rinnovamento all’interno del partito proprio nella vicenda della compilazione degli elenchi. Sostanzialmente l’accordo raggiunto al congresso di due anni fa tra Bertusi e Gallina (che avevano raccolto 15 dei trenta delegati) prevedeva per Bertusi un ruolo all’interno del partito (ed è vicecoordinatore provinciale) per Gabriele Gallina un percorso di rinnovamento e rappresentanza territoriale in Regione. Patto evidentemente saltato con la presentazione di liste che nulla hanno di rinnovamento. Dopo il coordinatore di Offanengo,Maurizio Gargioni, è ora la volta di Igor Minerva, imprenditore, vicesindaco e coordinatore Pdl di Vaiano Cremasco. Minerva prende spunto dalle  dichiarazioni di Fabio Bertusi al quotidiano locale, e rincara la dose di Gargioni: “Bertusi ha ragione: il Coordinamento Provinciale doveva fare sintesi sui nomi dei candidati da portare al Coordinatore Regionale. Peccato che sintesi non è stata, dal momento che sul tavolo del Senatore Mantovani sono arrivati 9 nominativi. – afferma il vicesindaco di Vaiano – Mi soffermerò sulle 5 candidature uscite dal gruppo creato da Gabriele Gallina (Bertusi entrò successivamente) che da 2 anni ha lavorato per portare un rinnovamento all’interno del Coordinamento Provinciale del PdL, da troppo tempo gestito dai soliti noti. Dopo aver ottenuto l’eccezionale risultato di avere avuto 15 eletti su 30 al Congresso, questo gruppo aveva designato Bertusi come vice-coordinatore e Gallina, con più esperienza e militanza politica, come colui che sarebbe stato pronto a ricoprire una carica più importante e rappresentativa per il territorio. La sintesi quindi c’era già per il 50% del Coordinamento Provinciale ed aveva un solo nome, che avrebbe matematicamente fatto parte dei 3 candidati alla Regione”. Ed aggiunge: “Invece, il desiderio di protagonismo di alcuni componenti, oggi stranamente tutti vicini a Bertusi, e la mancanza di quest’ultimo, forse voluta, nel voler fare sintesi all’interno del gruppo su un nominativo solo, hanno sicuramente messo in difficoltà chi ha dovuto poi scegliere (Mantovani) ed hanno portato al porcellum attuale. Bertusi ha ragione anche su un altro punto: qualcuno si è mosso da solo, lui”.

Ricordiamo che ieri Maurizio Gargioni ci aveva dichiarato: “Complimenti al vicecoordinatore Bertusi, che con la sua gestione politica di questa fase con le designazioni regionali – afferma Gargioni – non è riuscito a garantire un solo candidato della terna che faccia riferimento al gruppo che si identifica con la possibilità di rinnovamento del partito. La gestione Bertusi, per nulla trasparente sotto il profilo politico – dice ancora Gargioni – è l’ennesima dimostrazione di come non sia all’altezza del ruolo in cui l’abbiamo messo”.

Sullo sfondo della vicenda la mancata candidatura di Cesira Bassanetti (con il suo “non possumus”) e i nuovi patti interni al Pdl regionale, con l’asse inedito Gelmini-Mantovani (a cui si sarebbe accodato anche Fabio Bertusi oltre ovviamente Rossoni e Beretta) che porterebbe larga parte del partito al sostegno di Mino Jotta mettendo in difficoltà Carlo Malvezzi, sostenuto dall’ala ciellina.

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