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Polemica del Pdl, Bonaldi:
“Gioca al ribasso”.
E intanto il Pd rinuncia ai rimborsi

Affaire rimborsi al Pd, prende la parola, ufficialmente, il sindaco Stefania Bonaldi. E lo fa dopo l’ultima conferenza stampa di questa mattina del Pdl. Ma non solo per controbattere ai consiglieri del Popolo della libertà, ma anche per annunciare che il Pd, a partire da quelli dello scorso ottobre, congelerà il proprio diritto a richiedere i rimborsi. A ufficializzarlo il coordinatore provinciale, Titta Magnoli. «Stamane mi è stato comunicato ufficialmente dal Segretario Provinciale Titta Magnoli, che il Pd d’ora in avanti, anzi, per la precisione dal mese di Ottobre 2012 in avanti, congelerà il proprio diritto a richiedere i rimborsi. Come ho già detto, le questioni di opportunità possono essere impugnate dai diretti interessati e non da altri.  Non posso che dichiararmi soddisfatta di questa manifestazione di sensibilità», spiega Bonaldi.

Ma al di là dei rimborsi il sindaco ribatte al Pdl, ricordando che non è nel suo stile offendere nessuno. «Se però – sottolinea Bonaldi – si vuole giocare al ribasso e alla polemica quotidiana, non posso che prenderne atto, ma resta il fatto nessuno è autorizzato a trascinare il dibattito politico su livelli che i cittadini non capiscono più. Confermo – incalza –  che passare dai numeri a cinque zeri dell’ufficio stampa apparecchiato nel silenzio generale dall’amministrazione precedente, ad un rimborso a tre zeri, legittimo perché previsto dalla legge, mi pare un grande progresso. La potenza dei numeri in certi casi è più dirimente di ogni discorso.  Il centrodestra, questo non lo stiamo inventando noi, negli ultimi cinque anni ha speso centinaia di migliaia di euro, parlo di danaro pubblico, per sostenere un ufficio stampa di cui poteva fare a meno, come ne sta facendo a meno questa amministrazione, che in futuro provvederà ad organizzare sì un servizio comunale di informazione “leggero”, ma che fino ad oggi si è avvalsa di una collaboratrice retribuendola con i risparmi della campagna elettorale, ossia con danaro privato, proprio per non gravare sulle finanze collettive”.

E a proposito dei rimborsi chiesti dal Pd, Bonaldi specifica: «Come sindaco, non mi è consentito negare dei diritti riconosciuti, quelli del Pd come di qualunque altro datore di lavoro. Le leggi non si fanno coi moralismi, si possono contestare, ma fino a quando sono in vita si osservano. Se poi i comportamenti non sono opportuni si può discuterne, ma con altri toni, non certo con lo spirito dell’Inquisizione, perché personalmente non potrei permetterlo, nemmeno se il bersaglio fosse un acerrimo avversario politico».

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