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Rimborsi del comune
al Pd, non si placa la
polemica di fine anno

Opportuni i rimborsi chiesti dal Partito Democratico per il presidente del Consiglio comunale Matteo Piloni al comune di Crema? Questo il punto della polemica di fine anno scatenata dalla segnalazione del Movimento 5 Stelle sulla richiesta di 3.527 euro da parte del Partito Democratico al comune di Crema “per ore di assenza usufruite dal proprio dipendente Sig. Piloni Matteo – 2 e 3 trimestre 2012″. Una bomba di fine anno scoppiata direttamente tra la sede del Pd in via Bacchetta e piazza Duomo, con reazioni a raffica sia da parte della politica che dei cittadini. Tra pro e contro, difensori e accusatori del Pd e di Piloni, la polemica non dà cenno di volersi placare.

Quella dei rimborsi alle aziende per le ore passate dai propri dipendenti per svolgere funzioni elettive, istituzionali e politiche, è una prassi consentita dalla normativa, della quale fanno uso parecchie aziende in tutta la penisola, e della quale aveva fatto uso in passato anche l’ex presidente del Consiglio comunale, Antonio Agazzi, dipendente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ma il fatto che sia consentito, non ha comunque fermato l’indignazione dei più, in quanto a richiedere il rimborso è stato un partito, che di fatto, scrivono i più, riceve già finanziamenti pubblici.

«Ma come è possibile, ci siamo chiesti,che un Partito così attento alla “Cosa Pubblica”, così attento a non gravare sullo Stato chieda un Rimborso Forfettario al Comune che amministra? In fin dei conti il PD mettendo a disposizione del Comune un suo Funzionario di Partito non ha fatto altro che fargli fare ciò per cui è regolarmente finanziato dallo Stato; perché chiedere anche un rimborso al Comune?”. Ad indignare anche la richiesta forfettaria di 48 ore nel mese di luglio e agosto, «nei quali – hanno scritto i rappresentanti del movimento di Beppe Grillo –  l’attività è notoriamente ridotta rispetto al resto dell’anno, Sono stati chiesti pure i rimborsi per le ore dedicate ai Consigli Comunali e che il Pd quantifica, come ore di assenza da rimborsare, in tutta la durata dei Consigli, fino alle 20,30».

Come detto, immediata la polemica e le prese di posizioni, da parte di tutte le forze politiche, e le richieste di dimissioni del presidente del consiglio, definito non più super partes, in quanto secondo i più, ricoprirebbe ancora la carica anche di coordinatore del Pd. Dal Pdl col suo coordinatore Enzo Bettinelli, fino ai privati cittadini, le richieste di dimissioni sono rimbalzate dalla stampa ai social network.

A difesa di Piloni, che ha da subito spiegato la sua posizione, ribadendo di aver lasciato la carica di coordinatore all’indomani della sua elezione a presidente del consiglio, e minacciato querele verso chi avrebbe gettato ombre sulla sua moralità, sono scesi in campo parecchi rappresentanti del Pd. A finire sotto il fuoco di difensori del presidente del consiglio Antonio Agazzi, reo di aver accusato Piloni di usare “la politica per dare una sistemazione alle proprie condizioni di vita personale”. A puntare il dito contro Agazzi anche Agostino Alloni, definendo vergognose le sue prese di posizione, chiedendo che vangano pubblicati i rimborsi chiesti dall’Università Cattolica per il lavoro svolto da Agazzi come presidente del consiglio.

A cercare di gettare acqua sul fuoco Emanuele Coti Zelati, consigliere comunale di Sel, che, ritenendo comunque inopportuna la richiesta di rimborsi da parte del Pd, in un periodo di “disaffezione alla politica e contemporaneamente di gravi difficoltà economiche”, chiede che  il Pd devolva in beneficenza quel rimborso.

Una richiesta che però non è bastata a placare la polemica, che prosegue via social network con la richiesta da parte di Agazzi di un intervento della magistratura per verificare se nei rimborsi chiesti sia dall’Università Cattolica per il suo lavoro in Consiglio comunale che dal Pd per quello di Piloni vi siano irregolarità.

E c’è da scommettere che anche quest’ultima provocazione non mancare di far discutere.

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Commenti
  • E’ dura, Ted, rapportarsi con chi non conosce le diverse competenze degli organi del Comune. Se fossero stati atti di competenza del Consiglio…sarebbero venuti in Consiglio. Vi è in Comune un Segretario Generale che è il custode della conformità giuridica degli atti ed è organo terzo rispetto a Maggioranza e Minoranza. E poi, secondo Lei, i Suoi amici della Minoranza di allora,…i vari Bordo, Piloni, Bonaldi, il Sindaco Emerito Ceravolo…mi avrebbero consentito di…svicolare? Suvvia, non racconti frottole ai lettori di questo blog!

    • Ted

      Infatti i vari Bordo, Piloni, Bonaldi, ma aggiungerei anche membri della sua stessa maggioranza Boschiroli, Pesadori, Pini, Lorenzetti ecc non hanno mancato di farglielo notare in modo politicamente anche forte. Se non se nè accorto è un problema. Ma Le ribadisco: ha girato la testa dall’altra parte. Non tiri in ballo il Segretario Generale perché, come le ripeto, Di Pilato ne è bastato uno. Buone cose..

  • Il discorso, Roberto, sarebbe lungo; con più tempo e liste rinnovate le cose sarebbero andate diversamente, ma è una pagina chiusa.Le distanze dalla Giunta Bruttomesso…da me sono state prese in non poche circostanze; ne ricordo due: ordinanza antiaccattonaggio, calciotto. Ora, cmq, il Sindaco è Bonaldi (PD), il Presidente del Consiglio Piloni (PD)…e il Comune di Crema eroga rimborsi al PD. Come è possibile non cogliere l’inopportunità? E perchè Bonaldi tace?

  • Vede Ted, c’e’ anche qualche Consigliere Comunale che non ha problemi a motivare la propria condotta in modo trasparente e, quindi, si mette alla tastiera per dare la propria versione, magari affinche’ non imperversino le imprecisioni. Io ho fatto il Presidente del Consiglio Comunale. Gli atti che Lei richiama sono stati atti di Giunta, nulla e’ passato dal Consiglio. Imputare ad Agazzi cio’ che ha fatto la Giunta Bruttomesso e’ stato uno sport molto praticato anche in campagna elettorale. Attenti, perche’ un giorno dovrete allora imputare ha Piloni tutto l’operato della Giunta Bonaldi. Invece Le faccio notare che tra Presidente del Consiglio Comunale e Giunta Municipale intercorre la differenza che vi e’ tra Presidente della Camera e Governo: si chiama divisione tra i poteri.

    • Roberto

      Giuste le sue considerazioni sul piano formale, però gent. consigliere questa sua costante presa di distanze dalla Giunta Bruttomesso non le è giovata neppure in campagna elettorale perchè anche se formalmente la divisione dei poteri è come indica lei, è altrettanto vero che lei era parte della maggioranza precedente e spesso ha rappresentato l’Amministrazione Comunale (quindi anche il sindaco e la giunta)in eventi, manifestazioni, ecc. e quindi l’idea che si sono fatta tutti era che nel suo ruolo lei era parte attiva della maggioranza (e lo stesso vale per Fini e Schifani con un ben preciso ruolo politico all’interno della ex-maggioranza parlamentare, anche se formalmente non c’entravano con il Governo Berlusconi

      • Ted

        Caro agazzi, di ponzio pilato ne è bastato uno solo.. Glielo dice un ateo convintissimo. Le sue affermazioni sono gravissime perché sono un’ammissione limpida del fatto che la precedente amministrazione ha lavorato a colpi di giunta e che il consiglio sia stato esautorato. Lei era presidente e nn è riuscito a riportare al centro dell’amministrazione il consiglio. Quindi confermo quanto detto: ovvero che s’è fatto passate sotto il naso molte scelte deleterie e s’è limitato a turarselo!

  • Ted

    La legge è chiara ed è facoltà del datore di lavoro, chiunque esso sia, chiedere all’Ente pubblico un rimborso per le ore d’assenza del proprio dipendente. La legge, che piaccia o meno, va rispettata e quindi il PD ha agito nella legalità. Così come ha fatto l’Università Cattolica di Milano con Agazzi: s’è mossa nella legalità, che piaccia o meno. Quindi il problema non sussiste, perché il PD ha agito nel rispetto della Legge.
    Io non difendo nè Piloni né tanto meno Agazzi, perché la questione che è stata sollevata, seppur scarsamente appassionante – non ne abbiano a male i 5 stelle – è una questione reale. Da elettore del centrosinistra ma non del PD, chiedo che per una ragione di trasparenza e di opportunità politica, il PD rinunci a questo contributo per i prossimi anni. Si placherebbero le polemiche e a Via Bacchetta sopravviverebbero comunque. Ad Antonio Agazzi do un consiglio: si concentri sulla vita pubblica e non salti come un’ape sul miele quanto la polemica si fa calda. Potrei dirLe che negli anni passati come Presidente del Consiglio s’è fato passare sotto gli occhi molte questioni spinose senza nemmeno storcere il naso (apporpostito la scuola di CL alla quale NON si è mai opposto è ferma e il Comune di Crema ha giocato il ruolo principale e fondamentale per far avere i soldini PUBBLICI alla componente Ciellina del suo elettorato). MA mi fermo qui, non vorrei che provasse emozioni fortissime nel mettersi alla tastiera per stracciarsi le vesti. A Piloni consiglio, invece, di compiere un atto moralmente ineccepibile: chieda al Suo partito di non procedere oltre e di placare la vicenda… Sarebbe un gesto di grande responsabilità in un momento nella quale in politica la responsabilità è merce rarissima

  • Ted

    La legge è chiara ed è facoltà del datore di lavoro, chiunque esso sia, chiedere all’Ente pubblico un rimborso per le ore d’assenza del proprio dipendente. La legge, che piaccia o meno, va rispettata e quindi il PD ha agito nella legalità. Così come ha fatto l’Università Cattolica di Milano con Agazzi: s’è mossa nella legalità, che piaccia o meno. Quindi il problema non sussiste, perché il PD ha agito nel rispetto della Legge.
    Io non difendo nè Piloni né tanto meno Agazzi, perché la questione che è stata sollevata, seppur scarsamente appassionante – non ne abbiano a male i 5 stelle – è una questione reale. Da elettore del centrosinistra ma non del PD, chiedo che per una ragione di trasparenza e di opportunità politica, il PD rinunci a questo contributo per i prossimi anni. Si placherebbero le polemiche e a Via Bacchetta sopravviverebbero comunque. Ad Antonio Agazzi do un consiglio: si concentri sulla vita pubblica e non salti come un’ape sul miele quanto la polemica si fa calda. Potrei dirLe che negli anni passati come Presidente del Consiglio s’è fato passare sotto gli occhi molte questioni spinose senza nemmeno storcere il naso (apporpostito la scuola di CL alla quale NON si è mai opposto è ferma e il Comune di Crema ha giocato il ruolo principale e fondamentale per far avere i soldini PUBBLICI alla componente Ciellina del suo elettorato). MA mi fermo qui, non vorrei che provasse emozioni fortissime nel mettersi alla tastiera per stracciarsi le vesti. A Piloni consiglio, invece, di compiere un atto moralmente ineccepibile: chieda al Suo partito di non procedere oltre e di placare la vicenda. Sarebbe un gesto di grande responsabilità in un momento nella quale in politica la responsabilità è merce rarissima

  • Facciamo uno strappo. Io non so neppure quanto l’Universita’ Cattolica riceva di contributi pubblici. Mi informero’. Mi vien da dire che – come per le scuole paritarie – non vedo dove sia il problema: svolge un servizio pubblico, nel settore dell”Istruzione. Il fatto che io sia dipendente che c’entra? Allora, di provocazione in provocazione, i Ministri Ornaghi, Giarda e Balduzzi – Docenti in Cattolica – non potrebbero servire il Paese? Abbiamo un Governo tecnico pieno di Docenti espressione di svariati Atenei…Loro possono servire il bene comune e io no?

  • A Lollo ho deciso da tempo di non rispondere piu’, non ne vale la pena!

    • Lollo

      Pazienza.
      Speriamo risponda qualcun’altro.
      La ringrazio comunque.

  • Mi sorprende che non si colga una differenza essenziale: l’Ateneo per cui lavoro…non si presenta alle Elezioni, non mi ha candidato inserendomi in una propria lista, non mi ha fatto eleggere, non mi ha designato quale candidato alla Presidenza del Consiglio Comunale…perchè non è un Partito Politico. La scelta di impegnarmi per la res publica (cosa pubblica) è una mia scelta personale, che il mio datore di lavoro non ostacola e la Legge in qualche modo cerca di favorire…

    • Lollo

      Cerchi di superare la sua propria sorpresa.
      L’elenco che ha fatto comprende le differenze dopodiché il suo Ateneo riceve, analogamente ad un Partito politico ad esempio il PD, un finanziamento pubblico da parte dello Stato al quale si aggiunge un ulteriore rimborso, all’Ateneo e ad esempio al PD, quando un proprio dipendente svolge l’attività di Presidente del Consiglio Comunale di Crema, come nel caso di Piloni e di Agazzi e queste sono le analogie. Diciamo che ci sono differenze e anche no.
      O no?

  • HARAHIRI
    Capisco il Movimento 5 Stelle, molto meno Antonio Agazzi, nell’attacco al Pd e al presidente del Consiglio comunale di Crema, Matteo Piloni, per i rimborsi pagati dal Comune, sempre che si tratti del principio e non dell’abuso, di cui non so nulla….
    La legge prevede, e fin qui c’è l’accordo, che il Comune rimborsi il datore di lavoro per il tempo che il proprio dipendente impiega nei compiti istituzionali della carica pubblica. E giustamente la legge non fa distinzione tra datori di lavoro, che prendano contributi pubblici o no, come i partiti, ma anche i giornali per fare un esempio, e dio sa quanti altri nello Stato assistenziale che è l’Italia; pensiamo alla Fiat.
    Piloni e prima di lui Agazzi presiedono il Consiglio comunale non solo perché politici indicati dal partito, per cui sarebbe il loro lavoro, ma perché eletti; il rapporto di lavoro col partito è di altra natura. Come qualsiasi funzionario regolarmente assunto.
    Che il Movimento 5 Stelle ci marci, è nella natura della politica, che un partito tradizionale voglia unirsi alla canea trionfante dell’antipolitica, è un suicidio: sai come inizi, non puoi calcolare dove vai a finire.

    Cremona 03 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • ITA

      Forse mi son perso qualcosa,ma piu o meno la storia non è mica:
      M5S solleva la questione dei rimborsi di Piloni.
      Piloni e compagnia bella non rispondomo ma coinvolgono Agazzi.
      Che a sua volta si difende.
      Non è Agazzi che ha attaccato.
      Almeno,credo sia andata cosi.magari mi sbaglio.
      E Comunque,bastava che Piloni & Co. rispondevano e finiva tutto.

      • Lollo

        Quindi anche l’Università Cattolica riceve finanziamenti pubblici come proprio come un qualsiasi partito politico? E nel caso di un suo dipendente Presidente del Consiglio Comunale le viene corrisposto un ulteriore rimborso per le ore di lavoro perse?
        Dico bene?

        • ITA

          Esatto.Lo dice la legge.
          Questo è quanto.ci vuole tanto a rispondere cosi?!
          Senza dire “eh,ma ha iniziato lui”…siamo all’asilo o in consiglio comunale?

          • green tantra

            Lo dice la legge che si sono fatti tra di loro…..avanti così e tra qualche anno ci sarà un’apposita tassa che ci obbligherà a fargli la spesa e il pieno di benzina .O c’è già ?

          • ITA

            Alt,alt…non ho detto questo.
            La legge c’è e la sfruttano.ho detto questo.Non che la legge sia giusta.è molto diverso.
            Fosse per me zero rimborsi,così in giunta/consiglio o qualsiasi altro organo politico locale ci sarebbero solo persone che REALMENTE vogliono il bene della città e non lo fanno solo per soldi.Farebbeo le riunioni dalle 20 alle 23 (così non saltano il lavoro) senza prendere un euro, ma solo perchè voglion fare il bene della propria città.

        • Quindi va tutto bene caro Lollo?
          OK andiamo avanti così, difendiamo l’indifendibile a qualsiasi costo. E non parliamo di Leggi dello Stato ma dell’ETICA !!!!!

          • Lollo

            Guardi, caro Alex che le mie erano solo domande per cercare di capire come stanno le cose.
            Non intendevo difendere alcunché mentre lo stesso mi pare non si possa dire di lei.

          • ITA

            Alt,alt…non ho detto questo.
            La legge c’è e la sfruttano.ho detto questo.Non che la legge sia giusta.è molto diverso.
            Fosse per me zero rimborsi,così in giunta/consiglio o qualsiasi altro organo politico locale ci sarebbero solo persone che REALMENTE vogliono il bene della città e non lo fanno solo per soldi.Farebbeo le riunioni dalle 20 alle 23 (così non saltano il lavoro) senza prendere un euro, ma solo perchè voglion fare il bene della propria città.

  • Al di la’ di Agazzi…neppure con Enrico Fasoli e con Bruno Bruttomesso e’ accaduto questo qui pro quo. Si facciano delle domande!

  • Se vogliamo parlare seriamente… ecco allora che il Partito Democratico ha fatto una TOPPA! e adesso per rimediare sta facendo anche di peggio. Hanno capito tutti che le Leggi sono state rispettate, ma la trasparenza, la correttezza e soprattutto l’ETICA assolutamente NO. Ed ancora più spiacevole l’uscita dell’Assessore Regionale Agostino Alloni che anzichè tentare di risolvere la spiacevole situazione (per carità lasciamo perdere la beneficenza eh!) si lancia in un’assurda accusa all’ex Presidente Antonio Agazzi. Che c’azzecca! Rimanga sul pezzo per favore, deve solo dire che la posizione di Matteo Piloni è stata scelta dal Partito e da questo anche ora condivisa. Alla gente come me non resta che farsi un’idea di cosa è la Politica anche a livello locale, la medesima idea che molti di noi si sono fatti di quella a livello Nazionale?…

  • Organista

    Anche questo giornale si accorge di cosa succede a Crema nelle stanze degli ‘amici’… Meglio tardi che mai!
    Comunque, a livello teorico è giusto che il datore di lavoro sia rimborsato, lo prevede la legge. Pensiamo solo ai contributi INPS etc.
    È diverso però considerare come tutti gli altri datori di lavoro un partito che ‘praticamente’ viene servito dal suo dipendente proprio perché eletto in un consiglio comunale.
    Curiosa poi la carriera del Piloni e il suo CV da come lo si legge pubblicamente. Avrà mai vinto concorsi per insegnare al Folcioni?

  • ITA

    Non capisco una cosa…da quando a una domanda (Bravi M5S a porla) si risponde con una accusa a qualcun altro?
    Domandare è lecito,rispondere è cortesia…

    • si chiamano professionisti della DISINFORMATIA…

  • green tantra

    Anche CremaOggi si è unita ai giornalai del web su questa notizia….con una settimana di ritardo…..chissà perchè ?
    Comunque l’unica cosa certa di tutta questa faccenda,triste e da fine repubblica, è che solo gli attivisti a 5 stelle leggono le determine del comune di Crema,mentre tutti gli altri Agazzi compreso,non le leggono o fanno finta di niente per non svegliar il can che dorme !
    Certo è che quando mi dicono che il comune non ha un solo euro per l’assessorato alla cultura e poi leggo che si ririmborsano i partiti mi viene da mandarvi a ….!!!!!

  • Lollo

    Che figura di m…. Da quando hanno vinto le elezioni hanno continuato a predicare che non c’erano soldi, pero’ per il partito naturalmente ci sono e guai a chi si indegna perche’ si finanziano!!!! Predicano bene ma razzolano male! E la sindaca che ha la tessera del P.D. cosa dice?

  • Il PD di Crema – nel tentativo di far credere che siamo tutti uguali – spulcia le determine del Comune di Crema e ricostruisce quanto segue: in 7 anni il Comune di Crema ha versato al datore di lavoro di Agazzi 25.000 euro di rimborsi per ore di lavoro che Agazzi non ha prestato in Universita’ Cattolica ma presso il Comune di Crema. Prima considerazione: l’Universita’ Cattolica non e’ un Partito Politico ma un Azienda, un’Istituzione che appartiene al sistema-istruzione del nostro Paese. Il problema di opportunita’ qui non sussiste: non si tratta di un Partito che assume come funzionario il Presidente del Consiglio Comunale che – divenuto tale senza avere un lavoro – non riesce a fare il Presidente a tempo pieno – fermato da polemiche politico-mediatiche (a Crema non lo fece Bruttomesso, non lo fece Fasoli, non lo fece Agazzi) -, quindi, come dipendente di un Partito, costringe un Comune a pagare rimborsi a un Partito Politico. Seconda considerazione: 25.000 euro di rimborsi all’Universita Cattolica in 7 anni,…ma perche’ in 7 anni? Io ho fatto per 5 anni il Presidente del Consiglio Comunale! E’ un errore o si sono aggiunti due anni di semplice mandato di Consigliere Comunale – tra i tanti – per conseguire una cifra che avesse piu’ presa sui cittadini? Terza considerazione: i rimborsi che il Comune ha erogato all’Universita’ Cattolica riguardano le sole giornate di convocazione del Consiglio Comunale. Mai chiesto rimborsi per le Conferenze dei Capi Gruppo – convocate alle 18.30, fuori dal mio orario di lavoro -. Mai chiesti rimborsi per le Commissioni Consiliari – partecipavo obbligatoriamente solo al Loro insediamento, in quanto convocante, e lo programmavo alle 18.30, fuori orario di lavoro -. Tutte le volte che era richiesta la mia presenza, per funzioni di rappresentanza del Consiglio Comunale, in giorni diversi dal fine settimana e in fasce orarie diverse da quelle serali (di mattina, quindi, o di pomeriggio) saccheggiavo le mie ferie personali o il mio Monte Ore lavorativo, per non chiedere rimborsi al Comune. Pur lavorando io a Milano – e non a Crema, in Via Bacchetta, come Piloni! – per 5 anni ho continuato il tempo pieno in Cattolica, rinunciando a chiedere un part-time verticale, che avrebbe migliorato la mia qualita’ della vita, facendomi cessare – almeno due giorni e mezzo la settimana – dalla condizione di pendolare quotidiano che si sveglia alle 5.30 per raggiungere Milano. Se l’avessi fatto – era conforme alla Legge – il Comune di Crema avrebbe dovuto corrispondermi per intero l’indennita’ di carica spettante al Presidente del Consiglio Comunale: ho preferito far risparmiare il 50 per 100 del mio compenso, facendo i salti mortali, al Comune, per gravare il meno possibile sul Bilancio dell’Ente. Nell’ultima fase del mio mandato di Presidente, il Legislatore ha modificato il Testo Unico degli Enti Locali: i permessi di assenza dal lavoro non coprivano piu’ l’intera giornata di adunanza consiliare – per ogni Consigliere Comunale, per altro, quindi anche per i Consiglieri del PD, perché non si dice che e’ di questo che la Cattolica ha beneficiato nel mio caso, di nulla piu’! – ma solo il tempo di svolgimento della medesima e quello strettamente necessario per raggiungerne la sede. A quel punto – in difficolta’ perche’ io lavoravo e lavoro a Milano, non in Via Bacchetta a Crema! – e solo allora attinsi a un budget di ore riservate ai Presidenti di Consiglio Comunale che non avevo mai intaccato prima, ricorrendo piuttosto – lo ripeto – a mie ferie personali o a diminuzione del mio Monte Ore lavorativo. Perche’ lo feci? Per non andare a Milano per poche ore e dover rientrare subito a Crema. NON SIAMO TUTTI UGUALI…anche se si tenta di far credere ai Cremaschi un’altra cosa!
    Vien da chiedere che un Magistrato analizzi i rimborsi, riconducibili al mandato di Consigliere Comunale di Antonio Agazzi, erogati dal Comune di Crema all’Universita’ Cattolica, a partire dal 01 Marzo del 1995, data di assunzione del sottoscritto all’Ateneo di Largo Gemelli, a Milano: prima, infatti, ero studente universitario e il problema non sussisteva. Li sottoponga pure a microscopio, per favore, e verifichi se trova una sola irregolarità! Analizzi, parallelamente, i rimborsi di pochi mesi chiesti dal PD per Matteo Piloni – e li analizzi bene! -, dal medesimo PD candidato al Consiglio Comunale e fatto eleggere come Consigliere, successivamente designandoLo quale candidato all’incarico di Presidente del Consiglio Comunale. Una volta eletto – e una volta assunto come funzionario dal PD – che tale Partito pretenda che sia il Comune a cooperare a pagarGli il funzionario grida vendetta a Dio. E si diano risposte circostanziate alle domande del Movimento 5 Stelle…ma, comunque, un volonteroso Magistrato potrebbe ben supplire a una “politica” così impegnata a confondere le acque.

    Antonio Agazzi
    Capo Gruppo Consiliare di “Servire il cittadino” in Comune a Crema

    • Lollo

      L’Università Cattolica non riceve finanziamenti statali?

      • Chiarissimo! Ma resta il fatto che della poisizione del precedente Presidente del Consiglio Comunale di Crema non si dovrebbe nemmeno discutere. Quello di cui stiamo parlando è la posizione dell’attuale Presidente Matteo Piloni e del suo Partito, nientaltro!!!
        Chia ha orecchie per intendere… in tenda

    • gigigi

      Agazzi santo subito!

      • Lollo

        Quindi anche l’Università Cattolica riceve finanziamenti pubblici come proprio come un qualsiasi partito politico? E nel caso di un suo dipendente Presidente del Consiglio Comunale le viene corrisposto un ulteriore rimborso per le ore di lavoro perse?
        Dico bene?

        • dici bene caro Lollo… ma non c’azzecca per nulla, si sta scrivendo d’altro! A meno che tu non voglia sviare l’attenzione…. si chiama DISINFORMAZIONE !!!