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Primarie Pd, il giorno dopo
Cinzia Fontana blinda il seggio a Roma
Ma c’è posto per Pizzetti (secondo)?

Magnoli parla invece di risultato straordinario, tenuto conto della campagna elettorale più corta della storia (solo una settimana) e del fatto di essere poco conosciuto in molte zone della provincia. “Per me non cambia nulla. Faccio il segretario provinciale e devo far di tutto perchè nelle prossime competizioni vinca il centrosinistra. Sono contento per Cinzia e sono sereno: quasi 2mila voti, un risultato che mi aspettavo. Aumentare l’offerta è stato un bene. E il fatto che la competizione sia stata tanto combattuta dimostra che quello cremonese è un territorio complicato”.

Euforica per le 1343 volte in cui il suo nome è stato scritto sulle schede, Alessia Manfredini, che dalla sua ha avuto il voto giovane, quello più radicale nel volere il cambiamento, la componente ecologica del centrosinistra. “Una grande soddisfazione – le parole della Manfredini – I voti sono una responsabilità che intendo portare aveati”.

Meglio del previsto anche Annamaria Abbate, 481 voti, nonostante le difficoltà nel farse conoscere e nel raccogliere le firme a sostegno della candidatura. “Nonostante il responso delle urne mi veda sconfitta – il commento dell’Abbate – penso di potermi dire più che soddisfatta del risultato ottenuto. Scoprire che in soli cinque giorni di campagna elettorale, senza fare ticket con altri candidati e muovendomi sul solo territorio cittadino, è stato possibile avere la fiducia di 481 persone è, lo dico con sincerità, un grande piacere e forse anche una sorpresa per me”.

Insomma archiviate le primarie per il Parlamento, con tutte le polemiche evidenti che hanno scatenato (e che probabilmente continueranno), adesso nel partito si guarda comunque già al voto del 24 febbraio per le politiche e le regionali.

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