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Salini tentato dalla
candidatura alla Camera
con la lista Monti

Il tam tam batte ormai da alcuni giorni in città. “Il 31 dicembre Massimiliano Salini si dimetterà da Presidente della Provincia per candidarsi alle elezioni”. La voce è stata ripresa più volte anche dai consiglieri provinciali del Pdl che ieri chiedevano conferme delle notizie in più sedi. Salini si è preso ancora un paio di giorni per riflettere. La tentazione sarebbe forte. Nella Giunta di giovedì non ha detto nulla ai colleghi alla guida dell’Amministrazione. Oggi compirà un atto estremamente importante per il futuro dei conti dell’ente: sarà dal notaio per firmare il passaggio dei beni immobili della Provincia in un fondo immobiliare. Negli uffici si dice abbia voluto accelerare questo atto prima di lasciare il posto di presidente. Ma se candidatura deve essere, pare che Salini non intenda più pensare alla Regione Lombardia, ma direttamente a Roma, alla Camera. Ricordiamo che il presidente della Provincia aveva già fatto l’endorsement pro Gabriele Albertini ma oggi una lista civica con il nome dell’ex sindaco di Milano, senza l’appoggio del Pdl avrebbe poche possibilità di aggiudicarsi un consigliere regionale in provincia di Cremona, a meno di un boom di voti che allo stato attuale nessun sondaggista ipotizza. Ricordiamo che il presidente della Provincia aveva affidato al proprio sito (www.massilianosalini.it) il proprio nuovo pensiero politico: “Nè Bersani, nè Berlusconi, urge proposta alternativa”, aveva scritto. Nel post definiva “la situazione politica italiana incasinata all’inverosimile”, aggiungendo come “incommentabile la ridiscesa in campo di Berlusconi che prende sempre più l’aspetto di un informe populismo che non ha nulla a che vedere con l’istanza liberale che c’era all’origine”. Ed ancora “inoltre, i due partiti che lo costituiscono (il centrodestra, ndr), Pdl e Lega, sono concentrati in antiche ed incomprensibili tattiche elettorali: il Pdl cederebbe Milano in cambio di metà Roma, ossia una vagheggiata ma improbabile maggioranza solo in Senato. Sembrano le trattative di Oronzo Canà”.

Trattative che oggi non si sono ancora concluse. Mentre ha scelto di “salire” in politica Mario Monti. E proprio con una lista Monti, tra l’altro benedetta dal Vaticano attraverso l’Osservatore Romano e caldeggiata dal massimo rappresentante italiano nel PPE, Mario Mauro vicinissimo a Salini.  Ed è proprio con la Lista Monti – che si presenterà unica e non somma di più liste sia alla Camera che al Senato – che il Presidente della Provincia si potrebbe candidare per Montecitorio, qualcuno sostiene addirittura come capolista o in seconda posizione per il collegio Lombardia 3. Posizione che, secondo gli ultimi sondaggi che accreditano la lista Monti di quasi il 20%, darebbe la garanzia a Salini di salire sul “Freccia Rossa” per Roma. Salini, dice chi gli è vicino, sta riflettendo. Ma il 31 è vicino. E allora sapremo.

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