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Si fingono uomini della
‘Ndrangheta e chiedono
il pizzo ai commercianti

Si fingevano affiliati del clan dei Mancuso e chiedevano il pizzo ai commercianti cremaschi. Si è conclusa con sette arresti l’operazione “Vagnari u pizzu”, letteralmente “Bagnare il becco”, che ha messo le manette ai polsi per estorsione continuata a sei italiani e uno straniero.

Le telecamere riprendono gli arrestati fuori dalla pizzeria taglieggiata

Due anni di indagini, interrogatori, confronti da parte della polizia, per arrivare nella notte all’arresto dell’ultimo indagato. I primi arresti ieri in mattinata in tribunale. Gli agenti sono entrati in aula e hanno arrestato due uomini a processo per una rapina: M. V., 48 anni, romeno, e M. F., 58 anni, pugliese residente nel Cremasco. Durante la giornata sono stati notificati gli arresti in carcere ad altri due detenuti ad Opera e San Vittore:  R.F., 61 anni, e P.C., 45 anni. Nella notte manette ai polsi a M.G. e S.D, fermati a Pioltello e alle 5 di questa mattina a F.S., arrestato a Treviglio. A dare avvio alle indagini una prima denuncia per estorsione sporta dal titolare di una pizzeria di Crema nel gennaio 2011. Da qui la scoperta di altre estorsioni ai danni di un negozio della città e di una cooperativa operante nella fornitura di lavoro temporaneo.

«E’ stato difficile convincere le vittime che subivano minacce a testimoniare. Erano spaventati e solo dopo essersi convinti hanno iniziato a fidarsi e a raccontare i dettagli delle estorsioni», ha spiegato il vice questore Daniel Segre. Ai commercianti sono state estorte decina di migliaia di euro all’anno.

Soddisfazione da parte degli investigatori, che pensano di aver bloccato un’attività che stava seguendo una pericolosa escalation e che aveva portato il gruppo criminale ad entrare in contatto diretto con la ‘Ndrangheta. «Il pericolo era quello che la ‘Ndrangheta riconoscesse in Crema una piazza fruttuosa», ha specificato il vice questore. I sette, infatti, avevano già contatti con i calabresi, tanto che sembra esserci stata una vera e propria “cessione del credito” fra i sette e un’associazione ‘ndranghetista del milanese che ha ricompensato il subentro nell’attività estorsiva.

Non si esclude che altri negozianti siano caduti vittime delle estorsioni e che nei prossimi giorni possano esserci ulteriori sviluppi.

L’USCITA DAL TRIBUNALE E I SETTE ARRESTATI

 

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