Cronaca
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Stazione senza presidio
Agazzi incalza il sindaco:
“Senza una reazione”

La questione relativa alla discussione in consiglio comunale di tematiche poco “cremasche” già oggetto di polemiche, torna al centro dell’attenzione per via delle denuncia di Gianemilio Ardigò rappresentante dei Verdi, che punta il dito contro il consiglio comunale reo di discutere temi come il finanziamento per gli aerei F35 e di non pensare al bene della città. In particolare alla questione del presidio alla stazione di Crema che sta per venir meno. A cogliere la palla al balzo e presentare una interpellanza al sindaco Stefania Bonaldi è il capogruppo di Servire il cittadino, Antonio Agazzi. «Non mi ha lasciato indifferente la denuncia di Gianemilio Ardigò,  a lungo meritoriamente impegnato, insieme a Francesco Martelli e ad Andrea Salini, a sensibilizzare la città e le Istituzioni in merito alle problematiche della Stazione FS e dei pendolari che, quotidianamente, si avvalgono della tratta Crema-Milano, circa il torpore e l’apparente assenza di reazione, da parte di chi ha  l’onere di amministrare Crema, rispetto all’incombente perdita del presidio della Stazione FS».

Un silenzio che secondo Agazzi stupisce se si pensa che lo scorso novembre il consigliere regionale del Pd, ora anche consigliere comunale, Agostino Alloni, «presentava, presso i locali della sala d’attesa appunto della Stazione Ferroviaria cittadina, un libro che raccontava o, a questo punto, favoleggiava di un progetto di treno diretto, ogni ora, Crema-Milano, implementabile senza adeguamenti della tratta Crema-Treviglio e di sicura fattibilità tecnica. Ebbene, – prosegue Agazzi – mentre tale suggestiva ipotesi è rimasta, almeno per ora, sulla carta, la cruda realtà ci mette di fronte a tutt’altro scenario: la perdita del presidio della Stazione FS, pare con decorrenza 1 gennaio 2013. Si tenga presente che se un giorno, malauguratamente, dovessero chiudere anche il bar, l’edicola e la biglietteria, l’area della Stazione FS diverrebbe “terra di nessuno”, con le problematiche sociali, di sicurezza e di ordine pubblico che tale condizione solitamente produce laddove si realizza».

Un altro atto che depaupera la città dei servizi, secondo Agazzi, di fronte al quale l’amministrazione non dovrebbe restare indifferente. E contro questa riduzione drastica dei servizi per la città il consigliere comunale chiede che il sindaco attivi i parlamentari cremaschi e cremonesi «al fine di “arrestare il declino”, anziché limitarsi a gestirlo elettoralmente».  In caso contrario «non si capisce attraverso quali modalità esplichino la rappresentanza della propria comunità locale e dei suoi interessi».

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