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Giallo di via Dogali,
“stranezze”: analisi
del corpo “Non in asse”

Sopra, Iori e i suoi avvocati Cesare Gualazzini e Marco Giusto (Foto Francesco Sessa)

Ottava udienza del processo a Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato in corte d’assise di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlioletta Livia, due anni, dopo averle narcotizzate con il farmaco Xanax nascosto del cibo prima di disperdere gas letale nell’aria, nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 luglio 2011.

L’ISPETTORE BULLONI: “IL CORPO DI CLAUDIA NON ERA IN ASSE. GIACEVA AL CENTRO DEL LETTO. AVEVA INDOSSO GLI ORECCHINI ED ERA SCALZA”. SCHIZZI DI RIGURGITO SOTTO IL POLPACCIO

L'ispettore Michele Bulloni

Come testimone di parte civile degli avvocati Marco Severgnini ed Eleonora Pagliari è stato sentito l’ispettore superiore del Commissariato di Crema Michele Bulloni, per quindici anni capo della Scientifica. Nel giallo di via Dogali ha partecipato alla primissima fase delle indagini, alla perquisizione dell’abitazione dell’imputato, del suo studio e all’esame autoptico sui corpi di Claudia e Livia. Al centro della sua testimonianza, la posizione del corpo della Ornesi. Una posizione “innaturale”, l’ha definita Bulloni, “perché non era in asse. Giaceva al centro del letto tra due materassi. La testa perfettamente al centro tra due cuscini”. Il teste, con alle spalle 32 anni di esperienza – “ho visto 200, 300 cadaveri” –  ha spiegato che la vittima “dormiva sul lato destro”, circostanza appurata dal fatto che sul quel lato c’era la culla della bambina, oltre ad un comodino con una radio e alcune riviste. “La Ornesi aveva indosso gli orecchini (dei pendenti) ed era scalza. Era vestita bene”, ha raccontato l’ispettore, mentre sullo schermo scorrevano le foto del cadavere della donna. Bulloni ha poi spiegato che sul letto, sotto il polpaccio della vittima, “c’erano schizzi di rigurgito”. “Era come se avesse vomitato”, ha aggiunto il teste, “ma il viso era pulito. Il lenzuolo era sporco, ma non c’era vomito”.

L’ISPETTORE BULLONI: “A IORI HO FATTO LE CONDOGLIANZE. LUI ERA EMOTIVAMENTE DISTACCATO”

Gli avvocati di parte civile Pagliari e Severgnini

Bulloni ha riferito di aver cercato indizi nella casa che avrebbero potuto confermare il suicidio: “cercavo indizi che mi tranquillizzassero, ma non è stato trovato alcun biglietto di commiato, né  le  scatole delle bombole rinvenute nella camera da letto, né quelle dei blister di Xanax, e nulla nemmeno nella spazzatura, né della casa, né del quartiere”. Il testimone era anche presente all’esame autoptico dei corpi: “mi aspettavo di trovare le pastiglie nello stomaco, ma non c’erano”. La mattina del 21 luglio del 2011, al loro arrivo nell’abitazione della Ornesi, i poliziotti avevano trovato la corrente staccata. “Non capivo come una che si porta la figlia nella tomba potesse preoccuparsi dei vicini”, ha detto il teste, riferendosi ad una eventuale esplosione dovuta all’azione delle bombole di gas. A Iori, la notizia della morte della ex compagna e della figlia era stata comunicata dallo stesso Bulloni, che ha ricordato: “gli ho fatto le condoglianze e lui mi è sembrato tranquillo, emotivamente distaccato. Sia nelle parole che nei fatti mi è parso indifferente. Parlava con tono di voce bassa ed era collaborativo”.

L’ISPETTORE EPICOCO: “STRANEZZE SUL CASO. NON MI E’ MAI CAPITATO CHE UN SUICIDA CANCELLASSE LE TRACCE”. BLISTER DI XANAX RITROVATI CON LA FUSTELLA TAGLIATA

L'ispettore Gianluca Epicoco

Davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Pio Massa (a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e i giudici popolari), parola al coordinatore delle indagini, il vicedirigente della squadra mobile di Cremona Gianluca Epicoco, 18 anni di esperienza alle spalle nella squadra investigativa della Questura. Epicoco, uno degli ultimi testi dell’accusa, ha  raccontato al pubblico ministero Aldo Celentano che i colleghi cremaschi intervenuti subito dopo il ritrovamento dei corpi nella casa di via Dogali avevano già notato “stranezze sul caso, come ad esempio la posizione particolare del corpo”. “Di prassi”, ha riferito il teste”, “sono stati effettuati accertamenti per l’ipotesi suicidio: sono state fatte verifiche su eventuali problematiche della Ornesi e approfondimenti sulla scena del delitto con gli oggetti ritrovati. Inoltre sono stati sentiti familiari, amici e medico curante della vittima e messe in atto analisi di carattere patrimoniale”. Dai blister di Xanax trovati in casa, Epicoco ha detto che i lotti delle pastiglie appartengono a tempi di provenienza diversi e ha riferito di aver notato che mancava la parte finale, la fustella, dove sono indicati il numero di lotto e la data di scadenza. “Elementi che avrebbero potuto farci risalire alla provenienza”, ha commentato Epicoco, che ha aggiunto: “A me non è mai capitato che un suicida cancellasse le tracce”.

XANAX ANCHE IN GOCCE ALL’AROMA DI POMPELMO. TRA LE SPESE DI IORI, ANCHE LA BOTTIGLIA AL SUCCO DI POMPELMO RITROVATA IN CASA DELLA ORNESI. “CLAUDIA IN SALUTE, NON UTILIZZAVA FARMACI E SI RIVOLGEVA ALLA MEDICINA ALTERNATIVA”

Sul farmaco rinvenuto nella casa di via Dogali, il vicedirigente della squadra mobile ha spiegato che lo Xanax può essere in pastiglie da 0,25 o da 0,50, oppure da un milligrammo, come in questo caso, che è anche il meno utilizzato. Epicoco ha detto che lo Xanax può essere anche in gocce da 0,75. “E’ all’aroma di pompelmo“, ha riferito l’ispettore, che nella sua testimonianza ha ricordato che sullo scontrino delle spese di Iori era annotata anche una bottiglia di succo di pompelmo ritrovata nel frigorifero della casa della Ornesi. Dalle indagini, gli investigatori hanno anche appurato che “Claudia Ornesi era in salute e non utilizzava particolari farmaci”. “Anzi”, ha aggiunto Epicoco, “abbiamo saputo che si rivolgeva alla medicina alternativa“. “In casa”, ha detto il teste, “abbiamo trovato solo un medicinale per la tosse della bambina e della tachipirina”.

INTERCETTAZIONI E “BOMBOLE ACQUISTATE DA IORI”. SPESE ANCHE A MELEGNANO

Il pm Aldo Celentano

Durante le indagini sono stati ascoltati diversi testimoni ed effettuate intercettazioni telefoniche (coinvolti i familiari della Ornesi, Iori, la sua ex moglie e la sua attuale moglie Laura Arcaini, che, come riferito dal testimone, “era ossessionata dal timore di essere intercettata“). “Non si capiva”, ha proseguito Epicoco, “da dove arrivassero le bombole di gas trovate in casa. Dopo qualche giorno abbiamo scoperto che sia le bombole che i fornelletti erano stati acquistati da Iori”. Epicoco ha anche aggiunto un nuovo particolare: oltre alle spese effettuate da Iori nei due centri commerciali di Carugate e Pieve Fissiraga, ce n’è stata un’altra il 15 luglio del 2011 al Carrefour di Melegnano, dove l’imputato, dallo scontrino fiscale, ha comprato uno zaino, pantaloni con grosse tasche laterali, scarpe, calze, una maglia, una bibita e dei profilattici, per una spesa di 48,89 euro. “Nessuno di quegli acquisti è mai stato ritrovato”, ha riferito l’ispettore, che ha anche aggiunto che a quell’ora, e cioè alle 18,29, data di emissione dello scontrino, Iori non aveva timbrato il badge di uscita e quindi risultava presente in ospedale a Crema.

IL FARMACISTA DELL’OSPEDALE: “NESSUN AMMANCO DI XANAX”. SCAMBI DI FARMACO TRA REPARTI

In aula è stato sentito anche il direttore della farmacia dell’ospedale di Crema. Il testimone ha riferito che “il reparto di Oculistica non ha mai fatto richieste di Xanax” e che “dal magazzino non risultava alcun ammanco del farmaco”. “E’ mai accaduto, però”, ha chiesto il pm, “che avvenissero scambi da reparto a reparto?”. “Non lo posso escludere”, ha riposto il teste. Dal partitario della farmacia, come ha fatto notare la parte civile, risultano scambi di Xanax tra il reparto di Ortopedia e quello di Oculistica.

IL CRIMINOLOGO PICOZZI NON SARA’ SENTITO. LO STUDIO DELL’ABBRACCIO MORTALE GIUDICATO IRRILEVANTE

A inizio udienza il presidente Massa ha sciolto la riserva sulla richiesta della difesa di sentire il consulente tecnico Massimo Picozzi (criminologo noto in tv): Picozzi non sarà ascoltato, così come nessun altro consulente delle parti. Gli studi effettuati sull’abbraccio mortale tra madre e figli in caso di omicidio-suicidio (o sul mancato abbraccio, come nel caso di Crema) non appaiono rilevanti, secondo la corte, per assenza di valore statistico o scientifico. Nell’ordinanza la corte ha preso in esame i dati raccolti dalla consulente della difesa Nia Guaita che ha individuato, “in relazione ad un lungo arco di tempo (12 anni, dal 2000 al 2012), 17 casi (solamente) di omicidio suicidio ritenuti analoghi a quello in esame ed in relazione ai quali si è ricercata la presenza (o meno) dell’abbraccio mortale, comunque senza univocità di risultato”. “In realtà”, c’è scritto nell’ordinanza, “può affermarsi che non vi è neppure un caso simile a quello in esame, caratterizzato dall’ipotesi di un omicidio suicidio avvenuto in casa con madre e figlio distesi nei rispettivi letti, mediante l’uso di gas divenuto letale ed in cui la (supposta) suicida poteva scegliere la diversa opzione del tenersi stretta la figlia nel proprio letto”. La corte conclude che l'”oggetto della consulenza difensiva è questione che ha rilevanza pressochè nulla nella disamina della complessa vicenda processuale, e dunque superflua, che non ha reale copertura statistica e quindi scientifica, e che pertanto non è affatto necessaria l’audizione di alcun consulente tecnico delle parti”.

Mercoledì 28 novembre la parola passerà ai testi della difesa.

Sara Pizzorni

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