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Licenziamenti: è l’anno
dei record, in provincia
+30% rispetto al 2011

Mese dopo mese, il 2012 fa registrare dati sempre più preoccupanti per la provincia di Cremona sul fronte licenziamenti e si delinea come il peggiore periodo degli ultimi anni. Prime avvisaglie di questa situazione erano arrivate a inizio luglio: osservando l’intervallo gennaio-giugno si notava quanto la somma delle procedure fosse vicina al complessivo del 2008 (1061 contro 1097). E dopo il boom di settembre (+92% rispetto allo stesso mese del 2011) altro risultato negativo è appena giunto attraverso i numeri di ottobre (aggiornati a mercoledì 24): conteggiando i licenziamenti di questo 2012 non ancora finito, si riescono a superare ampiamente i totali del 2011, del 2010 e del 2009 (anni nei quali ci si è assestati tra i 1350 e i 1570). Un traguardo di cui andare tutt’altro che orgogliosi. La crisi continua a mordere. E non siamo ancora arrivati a dicembre.

TABELLE LICENZIAMENTI

legge 223/91: lavoratori licenziati da aziende che occupano più di 15 dipendenti
legge 236/93: lavoratori licenziati da aziende che occupano fino a 15 dipendenti
frontalieri: lavoratori residenti in Italia e che svolgono attività lavorativa in territorio svizzero

Il quadro delle liste da poco uscite dalla sottocommissione regionale per le politiche del lavoro, e analizzate da uffici Cgil, è sconfortante: nella provincia cremonese dopo i 336 licenziamenti di agosto e settembre, sono 118 le persone che a ottobre hanno perso il posto (con un incremento del 46% rispetto a ottobre 2011). A soffrire di più, le aziende più piccole (fino a 15 dipendenti): 96 i licenziamenti lo scorso mese. Per le imprese più grandi, invece, 22 i provvedimenti. Guardando ai conti fatti dalla Cgil (e confermati almeno fino a luglio anche dalla Cisl nel suo più recente studio regionale), nel nostro territorio il totale arriva a 1623. Quasi il 30% in più rispetto al periodo gennaio-ottobre del 2011.

Michele Ferro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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