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Luogo di culto, interviene il vescovo:
“Diocesi favorevole, ma gli amministratori
si confrontino coi cittadini”

Dopo le polemiche di queste ultime settimane a seguito della richiesta della comunità islamica di avere un luogo di culto, dopo lo sfratto da quello attualmente utilizzato, interviene il Vescovo di Crema, Monsignor Oscar Cantoni con una lettera cofirmata con alcuni sacerdoti:  monsignor Pier Luigi Ferrari, delegato per la Pastorale, don Federico Bragonzi, direttore dell’Ufficio Migrantes e Missioni, don Francesco Gipponi, direttore della Caritas Diocesana e con  Mario Cadisco, presidente della Commissione per la Pastorale Sociale.

«In occasione dell’XI Giornata per il dialogo cristiano islamico (sabato 27 ottobre 2012) e, in seguito al vivace confronto pubblico apertosi a motivo della richiesta all’Amministrazione Comunale di Crema di autorizzare un luogo di culto per i fedeli musulmani, ci rivolgiamo ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà della nostra terra, in particolare a coloro che servono il bene comune mediante un’attività pubblica.

Desideriamo solo ricordare i capisaldi del messaggio evangelico e dell’insegnamento della Chiesa universale con i quali cerchiamo di leggere questa situazione, in modo da suggerire scelte coerenti e offrire un contributo ad una convivenza pacifica e rispettosa.

Anche la nostra Diocesi ha celebrato, inaugurando l’Anno della Fede, i cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, che è stato «la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX» (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 57). Proprio riguardo ai fedeli dell’Islam, il Concilio ha messo in chiaro che la Chiesa li guarda con stima, esortando a riconoscere i punti di contatto con loro, a cominciare dalla fede nell’unico Dio, e a una mutua comprensione, dimenticando le inimicizie della storia, per promuovere insieme giustizia sociale, valori morali, pace e libertà (Nostra aetate, n. 3).

Uno dei frutti del Concilio è la dichiarazione Dignitatis humanae, che afferma il diritto della persona umana alla libertà religiosa, fondata sulla sua dignità, «quale l’hanno fatta conoscere la Parola di Dio rivelata e la stessa ragione» (n. 2). Per questo motivo, continua il Concilio, è da riconoscere e sancire quale diritto civile nell’ordinamento giuridico e nella società. «Si fa quindi ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio per gli esseri umani, se si nega ad essi il libero esercizio della religione nella società, una volta rispettato l’ordine pubblico informato a giustizia» (n. 3). L’autorità pubblica dovrebbe perciò favorire e rispettare la vita religiosa delle singole persone e delle comunità.

I Papi hanno costantemente ribadito questi insegnamenti conciliari. Abbiamo appena celebrato la memoria liturgica del beato Giovanni Paolo II il quale, lungo il suo pontificato, ha sempre indicato la libertà religiosa come fondamento di tutte le altre libertà. Nel suo Messaggio ai Capi di Stato firmatari dell’Atto di Helsinki (1 settembre 1980) ha sottolineato espressamente la libertà di compiere, in privato e in pubblico, attività di preghiera o di culto e di avere luoghi corrispondenti a tale bisogno. Rivolgendosi ai Musulmani, è giunto a dire: «Desidero che siate convinti che i cristiani, vostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di voi e hanno bisogno del vostro amore» (20 febbraio 1981).

Benedetto XVI ha dedicato alla libertà religiosa il Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace (2011), nel quale esorta gli uomini e le donne di buona volontà a «rinnovare l’impegno per la costruzione di un mondo dove tutti siano liberi di professare la propria religione e la propria fede». Nel suo recente viaggio in Libano (settembre 2012), poi, ha firmato l’esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, in cui ricorda che il dialogo con le altre religioni non è dettato da considerazioni di strategia od opportunità, ma poggia su basi teologiche che interpellano la fede, derivanti dalle Sacre Scritture e definite dai documenti conciliari (n. 19). In quei giorni, ha avuto parole di amicizia verso i musulmani incoraggiando l’incontro. «Chi vuole costruire la pace deve smettere di vedere nell’altro un male da eliminare. Non è facile vedere nell’altro una persona da rispettare e amare, eppure bisogna farlo, se si desidera costruire la pace, se si vuole la fraternità (cfr 1 Gv 2,10-11; 1 Pt 3,8-12). Che possiamo, con l’aiuto di Dio, convertirci per lavorare con ardore alla costruzione della pace necessaria ad una vita armoniosa tra fratelli, qualunque sia l’origine e la convinzione religiosa» (Angelus, 16 settembre 2012).

Pertanto, la diocesi di Crema vede con favore che sia riconosciuto ai musulmani, che da anni vivono tra noi pacificamente, il diritto all’esercizio della loro attività di culto. È importante che gli uomini e le donne di buona volontà si adoperino per realizzarne le condizioni concrete. Le esigenze e gli eventuali timori dei cittadini non vanno ignorati, ma ascoltati, in modo da compiere i passi necessari affinché tutto avvenga nel rispetto reciproco. Spetta in modo particolare alle Amministrazioni Comunali prevedere spazi e determinare le condizioni opportune perché questo si realizzi.

Ci auguriamo, come Chiesa di Crema, che anche i cristiani che vivono nelle regioni a maggioranza musulmana siano realmente rispettati, soprattutto là dove soffrono vere e proprie persecuzioni, le quali sono un’offesa a Dio e alla persona umana. I cristiani perseguitati ci sono di esempio per come non cedono alla logica dell’odio e della violenza, ma continuano a cercare le vie del dialogo e della pace, senza imputare in modo univoco a tutti i musulmani i soprusi subiti. La loro non è debolezza, ma è la forza che viene dalla fede nell’ unico Dio,clemente e misericordioso. Da essi riceviamo l’esempio pertestimoniare e annunciare la nostra fede, senza nasconderla e senza nemmeno imporla.

Di fronte a situazioni nuove, sulle quali anche la posizione del magistero si è precisata di recente, c’è bisogno di convertire ed educare la nostra mentalità per passare dal rifiuto istintivo all’accoglienza che ci viene insegnata dal Vangelo. Questo richiederà un particolare impegno pastorale. Questa lettera non vuole chiudere la riflessione, ma incoraggia a riprenderla ed approfondirla in tutte le sedi pertinenti. Invitiamo tutti i fedeli della Diocesi a riprendere la riflessione che il 2 dicembre 2005 abbiamo avviato nel Consiglio Pastorale Diocesano sul tema della presenza dei musulmani tra noi e del nostro rapporto con loro, con una relazione di don Giampiero Alberti, collaboratore per i rapporti con l’Islam della diocesi di Milano (vedi sito diocesano www.diocesidicrema.it ). Da questo incontro abbiamo tratto indicazioni perchè si approfondisca la riflessione nei vari ambiti della Chiesa locale allo scopo di favorire una conoscenza reciproca delle due fedi nelle loro originalità ed espressioni religiose.Le comunità cristiane imparino a diventare accoglientie ad educaread una mentalità di rispetto e di dialogo.

In questa giornata di dialogo, alle sorelle e ai fratelli musulmani la Diocesi di Crema porge la Parola di Gesù, principe della pace, سَلامي أُعطيكُم  (Vi do la mia pace -Gv 14,27) e auspica che questa sia l’occasione per favorire una maggiore conoscenza e promuovere nel corso dell’anno, a diversi livelli, momenti di incontro, di scambio e di confronto.

Su tutti coloro che abitano queste terre cremasche, il Vescovo invoca l’abbondanza delle Benedizioni divine: لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم  (Dio vi benedica tutti!).

+ vescovo Oscar Cantoni

con mons.  Pier Luigi Ferrari, delegato per la Pastorale

don Federico Bragonzi, direttore dell’Ufficio Migrantes e Missioni

don Francesco Gipponi, direttore della Caritas Diocesana

prof. Mario Cadisco, presidente della Commissione per la Pastorale Sociale

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Commenti
    • Stefano

      “I cristiani perseguitati ci sono di esempio per come non cedono alla logica dell’odio e della violenza, ma continuano a cercare le vie del dialogo e della pace, senza imputare in modo univoco a tutti i musulmani i soprusi subiti. La loro non è debolezza, ma è la forza che viene dalla fede nell’ unico Dio, clemente e misericordioso.”

      Vescovo Oscar Cantoni, giusto poche righe qui sopra…

  • osservante
    • Il giò

      Fatto bene, ce ne sono troppi in giro…

  • Quante inesattezze scrivete! Non fui io a far affiggere il crocifisso in Sala Consiliare, ma il Sindaco Bruttomesso. La disponibilita’ della Sala Consiliare e’ in capo al Sindaco – potere esecutivo -; il Presidente del Consiglio Comunabile e’ responsabile dell’andamento dell”adunanza non della sede della medesima che, in quanto patrimonio comunale, e’ nelle mani del Sindaco pro tempore.Tuttavia, se il Vostro sport e’ attaccare me in continuazione anche raccontando frottole…avanti! Io non sono nieente di nuovo ma persino Voi percepite che ho una grande ansia di rinnovamento del modo di fare politica e di amministrare, tanto da associarmi a innovatori come Renzi e il Movimento 5 stelle, pur essendo io ancora il Vice Capo Gruppo del P.D.L. Provinciale. DecideteVi, o sono il vecchio o sono il nuovo. Tutte e due le cose e’ difficile. Io so di essere limpido e di aver servito il bene comune sempre in modo trasparente…Voi siete liberi di pensare cio’ che volete. Tutta questa mia consonanza con i pronunciamenti ecclesiali l’avete vista solo Voi. Ho preso sovente posizioni molto autonome sui temi etici, p.es. Ma a Voi sara” sicuramente sfuggito, chi e’ prevenuto e’ prevenuto. :-)

    • Luca Evangelista

      “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”

  • State usando Vescovo e Diocesi a fini politici. Quando e se si esprimessero su temi etici – non mancheranno le occasioni – e’ probabile che, ai Vostri occhi, torneranno oscurantisti. In campagna elettorale Bonaldi e centro-sinistra han taciuto sul tema, per calcolo elettorale. Han volantinato davanti alle Chiese – noi no – senza accennarvi, in nome del dialogo interreligioso…L’avessero fatto ora nessuno avrebbe da eccepire. Io, invece, sono stato il vero idealista, corretto. A liste note – con la moglie del responsabile della Comunita’ islamica candidata nel PD – non ho sollevato polemiche, rispettandola e pagando un prezzo, elettoralmente. Bonaldi ha i numeri: ha vinto, si prenda le Sue responsabilita’ e proceda, individui la collocazione e ne parli con i residenti. Ha persino il clero favorevole, non Le serve il mio consenso!

    • Alex

      Personalmente non ho minimamente espresso un parere favorevole o meno alla posizione della Curia, rispetto la posizione del Vescovo e non la commento
      Capisco piuttosto il Suo imbarazzo per aver basato sempre le Sue scelte con riferimento alla posizione socio-culturale della Chiesa e trovarsi adesso, sconfitto in modo pesantissimo alle elezioni, in crisi totale con il Suo partito di appartenenza e chiaramente alla ricerca di qualche altro spiraglio altrove (ondeggia tra le posizioni del Movimento 5 Stelle e di Renzi sulla “rottamazione”, alle posizioni più retrive della Lega sul tema dei diritti religiosi), vedere che anche il Suo riferimento principale va in una direzione opposta alla Sua.E garantisco che non ho votato alle recenti elezioni comunali perchè non condividevo l’ammucchiata pro-Bonaldi e non vedevo in Le niente di nuovo rispetto alla precedente Giunta di centro-destra: mi pare di poter dire che avevo visto giusto

    • Giulio

      Vede Agazzi, se qualche esponente islamico avesse contestato le sue posizioni, probabilmente se ne sarebbe disinteressato. Mentre invece capisco che sia difficile dopo essersi spinto tanto in là, accorgersi che il suo principale riferimento politico.culturale va in una direzione opposta alla sua (e questo non è usare a fini politici la posizione del vescovo: è solo una constatazione).
      Quando per sua volontà come presidente del Consiglio Comunale fece affiggere una croce nella Sala degli Ostaggi (cosa che nessun sindaco democristiano si era mai sognato di fare proprio nella distinzione del ruolo civico dalla fede religiosa), lei addusse come motivazione l’ossequio alla tradizione religiosa che ha permeato la storia di Crema. Non mi pare che nessun esponente islamico o di altro credo religioso abbia contestato la scelta in nome della laicità del Comune: adesso, ci pensi bene, la posizione di tolleranza è stata espressa da quelle Comunità oppure un consigliere che si fa un baffo della Costituzione e dello Statuto (che ha peraltro votato!!) e non si limita ad esprimere -legittimamente- la sua posizione ma soffia sul fuoco delle preoccupazioni dei cittadini citando notizie a sproposito (sull’infibulazione, ecc.) e nascondendo che se il centro islamico presenta i requisiti di legge, non si potrà negare a meno di commettere un abuso!!

  • roby

    “NON ABBIATE PAURA !”
    State parlando di religione,preghiera,fede con le vostre teste bacate dal pregiudizio e dall’odio.La religione è cuore non testa !!!!

  • Se ho detto che confermo la mia posizione sul tema, significa che vi sono parti del documento che incontrano piu’ di altre la mia sensibilita’. Ho devo per forza dire che condivido tutto? Neanche De Gasperi posso citare? Lo devo lasciare al P.C.I. – P.D.S. – D.S. – P.D.? :-)

    • Giulio

      Citi pure chi vuole, cons.Agazzi, con due considerazioni:
      1) non è che chi non la pensa come lei deba essere per forza ascrivibile ala tradizione del PCI (a meno che mons. Cantoni sia da annoverare tra i catto-comunisti…)
      2) è noto che fu De Gasperi a voler introdurre l’elenco dei diritti individuali da tutelare nella Costituzione, tra cui il diritto a professare liberamente il proprio credo religioso (le forze socialiste e comuniste non erano sensibili su questi argomenti), quindi visto che qui c’è in gioco quel valore, reputi de De Gasperi è lo statista adatto a cui ispirarsi e non magari Cetto La Qualunque -ero a Ombriano venerdì sera e direi che è più quest’ultimo l’ispiratore delle Sue parole “liberali”…

  • Per Giulio: si riferisce a me? Se si, guardi che ho letto attentamente i documento della Diocesi, che condivido in larga parte, specie dove raccomanda di considerare i timori dei cittadini e trovare soluzioni adeguate; apprezzabilissima anche la condanna delle persecuzioni che nel mondo i cristiani si trovano a subire. Le garantisco che ho grande stima di Mons. Cantoni…ma posso anche praticare un po’ ‘ di autonomia di giudizio senza sentirmi dire che per me e’ tutta politica? Spero che ora non mi accusiate di essermi montato la testa…ma anche un cristiano con molti meno limiti rispetto a quelli di cui io sono intriso – Alcide De Gasperi – seppe assumersi le Sue responsabilita’ senza essere sempre pedissequo rispetto alla gerarchia….il che non Gli ha impedito di essere in odore di Santita’. Nel mio caso tale prospettiva e’ improbabilissima :-)

    • Giulio

      ma no Agazzi, rispondevo a Lollo, non ho accusato lei di utilizzare la posizione del Vescovo.
      Però con questa Sua precisazione, Le dico che una posizione si legge interamente, non estrapolando le parti che condivide e facendo finta di nulla sul resto: anche perchè in questa lettera è chiaro sia il contenuto vero (ossia gli islamici hanno pienamente diritto ad un luogo dove praticare la propria fede) sia il metodo suggerito (ossia il coinvolgimento della popolazione ma per superare le diffidenze, non per decidere alla fine di non consentire il luogo religioso)

    • osservante

      cioè, di tutto il documento approvi la parte sui massacri dei cristiani e sui timori dei cittadini?

      Cioè, ma allora il vescovo ha parlato per niente…tempo perso

    • osservante

      e non tiri in ballo De Gasperi, è patetico. De Gasperi si dissociò dalle gerarchie perchè il Papa e Don Sturzo volevano vincere il Comune di Roma alleandosi con fascisti e monarchici.

      Un conto è la laicità delle istituzioni, che De Gasperi pagò a prezzo di lacerazioni personali: un altro i diritti delle persone, per i quali lo stesso De Gasperi scrisse l’articolo 8 della costituzione

  • Alex

    Veramente VERGOGNOSO “usare” le parole super partes del Vescovo di Crema per meri scopi politici. Salvo poi condannarlo spudoratamente (interferenza nelle libere scelte dello Stato laico) quando si esprime diversamente su altri temi come la Famiglia, il Matrimonio, ecc. COERENZA ZEROOOOOOOO.
    Lasciate fuori la CHIESA dai giochi politici, e ve lo dice un ateo!

  • Antonio Agazzi rispetta il pronunciamento del Vescovo ma conferma la propria posizione: direi, prodianamente :-), da cattolico adulto! Cmq mi faro’ il mio esame di coscienza…ma in politica un laico cristiano si assume le Sue responsabilita’.

    • Giulio

      D’accordo Agazzi: ma intanto già la Costituzione e lo Statuto di Crema le danno torto, adesso c’è pure la conferma dell’Autorità ecclesiastica (in realtà è una conferma perchè è da tempo che la Chiesa sostiene questa posizione -vedasi il caso del progetto della Moschea a Milano): insomma, la strada per difendere la sua posizione è strettissima…

      • Giuliano

        Non gli resta che l’apostasia.

      • Dario

        Balle con sta storia della costituzione, continuate a tirarla in ballo a sproposito. Siete liberi di essere come volete (e anche su questo non è completamente vero) ma non potete pretendere che le amministrazioni facciano quello che volete nel nome della libertà!

        • Luca

          Perchè non vai un po’,anche tu, a portare a spasso il cane?
          Andateci insieme, uno e bino.

  • Lollo

    E come poteva fare un discorso diverso? Tutta la curia cremasca aveva appoggiato il sindaco in campagna elettorale! La Bonaldi era vicinissima all’azione cattolica non dimentichiamolo le radici del sindaco. Il Vescovo dovrebbe invece di stare al calduccio in p.zza Duomo andare a fare ecumenismo in certi paesi arabi o africani! Intanto con il suo passato carriera a Roma non la fara’!

    • Giulio

      Ah perchè invece Agazzi (lo sfidante) era contrastato dalla Curia?? Ma se han scritto tutti che avevano profili simili i due principali candidati a sindaco!!!
      Personalmente sono cristiano e reputo assolutamente coerente la posizione della Curia di Crema (come di quella di Milano quando si parlò della Moschea nel capoluogo, ripresa poi dalla CEI che difese la posizione dell’Arcivescovo di Milano contestato dal centro.destra): se tu sei cristiano, il documento episcopale perlomeno dovresti meditarlo n base al tuo discernimento; se non sei cristiano dovresti essere più rispettoso della posizione di un’Autorià religiosa. Ma credo che tu non veda altro che la politica in ogni questione e quindi non riuscirai mai a capire

  • Franco

    Credo che sia la prima volta che leggo un intervento così netto e non solo del vescovo ma di diversi responsabili pastorali: è una vera posizione ufficiale della Curia cremasca!.
    In effetti chi ha legato il suo impegno in politica in maniera così evidente alla dottrina sociale della Chiesa (penso ad Agazzi ma anche a diversi del PDL) deve farsi un esame di coscienza. Poi se è coertene deve comuqnue portar avanti la sua posizione, perchè fa parte del suo discernimento, ma certo da un punto di vista politico ha preso una sonora tirata d’orecchi!

  • gino

    Mi chiedo Antonio Agazzi, chiaramente contro il luogo di culto (chi ieri sera era all’incontro a ombriano può testimoniare l’intervento che ha fatto) cosa riuscirà ad inventarsi ora…

    • Organista

      Ma anche tutti gli altri kattolici intervenuti senza un minimo di vergogna qui.
      Per una volta sto vescovo ne imbrocca una…

    • Luca

      Cosa vuoi che si inventi scusa? Il sindaco dice si, i preti dicono di si, qualche comunista dice di si..vediamo cosa dicono i cremaschi no?

      • Franco

        E’ assolutamente opportuno attuare tutti i modi e le forme di coinvolgimento dei cittadini per evitare contrapposizioni.
        Ma la democrazia è fatta anche di diritti (e doveri, sicuramente ma nessuno ha potuto affermare che la comunità islamica di Crema, presente da oltre 20 anni, si sia mai comportata male) ed alcuni di essi sono “indisponibili”, ossia maturati lungo la lunga e tortuosa storia dell’uomo e ormai assurti a valori universali e non soggetti agli umori dell’opinione pubblica di turno: tra questi vi sono i diritti religiosi che, anche a fronte di una maggioranza schiacciante di cittadini contraria, non potrebbero comunque essere elusi da un’amministrazione pubblica.
        Quando i diritti non vengono rispettati, si scivola verso forme autoritarieche magari oggi potrebbero impedire agli islamici di avere un luogo di culto, un domani a lei, sig. luca, di epsrimere pubblicamente le sue idee (provi ad andare a Cuba o in Birmania, in Iran o in Sudan e anche per larga parte in Russia poi capirà cosa differenzia uno stato di diritto da uno stato autoritario)

        • Luca

          Tu non hai ancora capito la differenza fra libertà di pensiero e le altre libertà nonchè i doveri che ne derivano. Ti faccio un esempio banalissimo: sei libero di pensare che sono un idiota? Sei liberissimo (poche battute please). Sei libero di dirmelo offendendomi? Non credo proprio, ti potrei denunciare.

          La stessa cosa vale per la religione. La costituzione di garantisce che tu sei libero di professare la tua religione (mettendo già le mani avanti e sempre che non sia contro il buon costume). Sul fatto come dici te che la costituzione obbliga le amministrazioni locali a provvedere al necessario per questo tuo diritto…è ben diverso.

          • Dario

            Perchè non vai un po’ a portare a spasso il cane?