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Cda della Partecipate,
ora decidono i sindaci:
sì alla mozione di Stefania Bonaldi

Consigli di amministrazione delle società partecipate, ora decidono i sindaci. Una mozione approvata quasi all’unanimità (unico astenuto l’assessore provinciale Matteo Soccini, rappresentante della Provincia di Cremona) i sindaci, nell’ultima assemblea di Scrp, impegna il Cda della Società Cremasca reti e patrimoni a recepire le  indicazioni dei sindaci in occasione di nomine dei Cda delle società controllate dal gruppo. E prescrive che eventuali tavoli politici, cioè le segreterie  dei partiti, si rapportino ai sindaci, in quanto i veri ed unici azionisti delle  società, e non ai consiglieri di amministrazione delle società.  La mozione è stata sottoposta all’assemblea dal sindaco di Crema,  Stefania Bonaldi e la versione finale, con alcune integrazioni apportate in  corso di discussione dal Sindaco di Soncino Francesco Pedretti e dal vicesindaco Gabriele Gallina,  ha incontrato l’adesione di tutti i sindaci  presenti.

«Mi rendo conto che quello delle società partecipate è un tema “di  nicchia”, che rischia di non intercettare l’interesse dei cittadini per un’apparente distanza dalla vita reale. Dico apparente perché in realtà le  società partecipate gestiscono molti servizi rivolti ai cittadini; si pensi alla  piscina, che siamo soliti definire “comunale”, ma in verità da anni è  gestita da una società partecipata, la Scs servizi locali – afferma il sindaco Bonaldi – Sono soddisfatta per il risultato raggiunto con questa mozione, che ritengo un vero cambio di passo nella gestione  delle nostre società partecipate. Finalmente si riconosce che sono i sindaci gli azionisti e i soggetti titolati a esprimere indirizzi in merito alle nomine nelle società partecipate e le segreterie politiche  dovranno rapportarsi ai sindaci senza scavalcarli. Sono molto contenta perché, anche grazie alla mediazione in orza di molto la mozione proposta ed indica una univoca volontà dei sindaci del nostro territorio, a prescindere  dal colore politico, di esserci e di contare. Le logiche di arroganza e prepotenza saranno un retaggio del passato perché tutti i sindaci vogliono farne assolutamente a meno e ribadire la loro dignità di amministratori».

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