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San Domenico, prima uscita
per il neo presidente Marotta:
presentata la mostra di Donarini

A meno di 24 ore della sua nomina, la prima uscita pubblica del neo presidente della Fondazione San Domenico, Giovanni Marotta. E sceglie la presentazione della mostra di Libero Donarini che sarà inaugurata sabato pomeriggio alle 17, negli spazi del teatro San Domenico. Si tratta della terza proposta artistica dello spazio Arteatro che vedrà esposte 38 opere dell’artista cremasco.

LE PROSPETTIVE DEL NEO PRESIDENTE

«Sono presidente da poche ore e questa è una eredità della passata gestione che dobbiamo continuare e ampliare. E’ uno spazio che permette ad artisti affermati, ma anche a giovani di farsi conoscere», ha esordito il neo presidente, ricordando le emozioni che il teatro gli trasmette ogni volta che entra. «Anche ieri sera, dopo la nomina, abbiamo fatto un giro negli spazi del teatro ed è stato emozionante. Entrare qua lascia il segno, è un posto stupendo che dobbiamo valorizzare ancora di più».

Gli spettatori come clienti. La “deformazione” professionale, del neo presidente, dirigente per anni della Bosch, si fa sentire: «Dobbiamo trovare il modo di attrarre sempre più gente e voi ci dovete dare una mano – afferma rivolgendosi alla stampa – perchè vanno bene le critiche quando servono, ma anche gli apprezzamenti quando si fa qualcosa di bello. Sul lavoro il cliente era al primo posto, qui i clienti sono il pubblico e i visitatori delle mostre che dobbiamo mettere al primo posto e soddisfare».

L’ESPOSIZIONE DI LIBERO DONARINI

Saranno 38 le tele delle quali 30 piccole, che saranno esposte da sabato fino al 28 ottobre. Tele che rappresentano la luce, e la fiaba che l’artista ha reinterpretato. «Ho privilegiato lo spazio e il vuoto e ha ciò ho aggiunto le tenebre, per evidenziare sempre più la luce», ha in sintesi spiegato Donarini.

«Una tecnica che si è evoluta – ha esordito Cesare Arpini, critico d’arte – un percorso partito da una pittura materica informale, che è passato ad un lievissimo tratto trasparente fino, in questa sua terza mostra alla sintesi delle due situazioni precedenti. Lavori che ricordano le nature morte di Moranti, o i silenzi di De Chirico”.

Il taglio del nastro sabato alle 17.

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