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Caos e manette in Regione,
il Pd ora alza il tiro:
‘Dimettiamoci in blocco
per staccare la spina’

Sopra, la manifestazione di protesta al palazzo della regione

Il Partito democratico spinge per “staccare la spina” in Regione e andare così subito al voto. Gli ultimi scandali giudiziari di queste ore, con l’arresto dell’assessore alla casa Domenico Zambetti, accusato di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta, e l’inchiesta aperta nei confronti del consigliere (ex assessore) del Pdl Massimo Buscemi per peculato e truffa (notizia di poco fa), gli indagati tra Giunta e Consiglio regionale sono saliti a 14. Eppure Roberto Formigoni ha detto di non avere la minima intenzione di dimettersi. Un presidio di protesta è stato organizzato per il tardo pomeriggio davanti al palazzo della regione. I consiglieri del Pd sono pronti a dimettersi in massaper far cadere l’Assemblea. L’obiettivo è raggiungere il numero minimo di 41 dimissionari. Per farlo, e arrivare così alla metà più uno, è necessaria anche l’adesione della Lega.

La situazione non è più tollerabile. Oggi, dopo il caso dell’arresto dell’assessore Zambetti, Formigoni non può più fare finta di niente. E’ giusto, a questo punto, andare subito alle elezioni e staccare la spina a una Giunta ormai troppo compromessa”, commenta così Agostino Alloni, consigliere regionale cremonese del Pd, la notizia dell’arresto dell’assessore di centrodestra.

Le nostre dimissioni sono già sul tavolo – annuncia Alloni –. Questa mattina abbiamo deciso, per protesta, di disertare le Commissioni consiliari. Ora facciamo appello al senso di responsabilità della Lega Nord e le chiediamo di unirsi a noi, consiglieri di opposizione, al fine di raggiungere il numero dei 41 dimissionari necessari a far cadere il Consiglio regionale e quindi andare al voto quanto prima”.

Per il consigliere “c’è assolutamente bisogno di un nuovo governo e di andare a un ricambio della classe dirigente. Resistere in queste condizioni significa non volere il bene della Lombardia”.

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