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Edile cremasco,
si moltiplicano
le aziende in crisi

Non solo la cava Alberti. Continua il periodo nero per le aziende edili cremasche.

LA C.N. YACHT 2000 DI SALVIROLA

Nei guai per mancanza di commesse la C.N. Yacht 2000. Quattordici gli operai ancora in forza, ma in cassa integrazione. Una proposta d’affitto da parte di un imprenditore che però non sembra destinata ad andare in porta a causa delle resistenze di chi non verrà integrato nell’organico ma rimarrà in cassa integrazione. «L’azienda ha problemi:  i dipendenti sono in cassa integrazione e non hanno percepito lo stipendio per mesi. Ora – spiega Cesare Pavesi della Fillea Cgil – ci sarebbe la possibilità di una commessa tramite la cessione in affitto della ditta, ma ci sono delle resistenze da parte dei dipendenti. In pratica chi si è proposto di affittare l’azienda prenderebbe cinque operai, mentre per gli altri ci sarebbe la cassa e un indennizzo. Ma quelli esclusi non ne vogliono sapere, quindi presumo che anche questa commessa non andrà in porto».

L’ARESPAN BROCCA DI AGNADELLO

Per quanto riguarda l’azienda di Agnadello, Arespan Brocca, ditta del settore del legno, che ormai ha chiuso i battenti, in settimana sarà firmata la mobilità per tutti i dipendenti. «Fortunatamente – esordisce Pavesi – qualcuno ha già trovato altri impieghi, mentre cinque  operaie stanno seguendo i corsi di riqualificazione e pare che per loro ci sarà un posto in una delle case di riposo del territorio. O San Bassano o altre comunque per qualcuna si aprirà questa opportunità. Ma, – prosegue il sindacalista della Fillea – purtroppo per gli altri, che sono la maggior parte, non resta che la mobilità»

LA CAVA ALBERTI

Un nulla di fatto per quanto riguarda l’incontro tra il presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini e l’assessore provinciale, Paola Orini, con i rappresentanti di Filca Cisl e Fillea Cgil. Il futuro degli operai resta incerto, mentre la Provincia pare si farà garante con un eventuale compratore. Ma la situazione resta molto difficile.

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