Un commento

Provincia, il Pdl attacca:
«Bonaldi unico sindaco a sostenere
la posizione di Alloni»

Nuove Province, il consiglio aperto è stato un “disastro”. Questo in sintesi il pensiero del gruppo consiliare del Pdl, formato da Laura Zanibelli, Simone Beretta e Renato Ancorotti, (assente sabato). I due rappresentanti del Popolo della libertà presenti sabato, non avevano partecipato al voto del documento, dopo l’emendamento, presentato dal consigliere del Pd, Agostino Alloni, che chiede la possibilità di dividere la Provincia di Cremona, accorpano al Cremasco i territorio di Lodi e Treviglio.

Un emendamento passato a maggioranza, ma non condiviso da tutte le forze politiche e da una parte dei sindaci. A partire dal Pdl, per passare alla Lega Nord, (fatto salvo per il consigliere l’onorevole Alberto Torazzi che ha votato a favore) ci sono parecchie perplessità in merito alla divisione del territorio. In pratica una parte preferirebbe unire Cremona a Lodi. A questo si aggiunge il fatto che neanche nel Pd tutti sostengono la posizione di Agostino Alloni. A questo proposito i consiglieri del Pdl non risparmiano nessuno.

«Un grande risultato quello di sabato mattina in comune:  Consiglio comunale che doveva esser aperto ad un grande pubblico, in realtà deserto se non per la presenza di pochissimi Sindaci e le massime rappresentanze istituzionali locali  e qualche rappresentanza economica nonché i Sindacati. Assenti i cittadini.

Crema, che vuole diventare capo comprensorio,  e non sa neanche sostenere le istanze del territorio ne’ capire che ai cittadini oggi non interessano i confini ma la forza della presenza dei servizi e lo sviluppo economico.
Perché?
Tutti gli intervenuti, indistintamente, han espresso, tra l’altro, preoccupazione per i servizi ai cittadini. Poi? I Sindacati hanno chiesto l’unità del territorio della Provincia di Cremona. Le categorie economiche presenti han chiesto l’unità dei territori della Provincia di Cremona. I Sindaci han chiesto, come riportato da Denti Presidente della consulta dei sindaci, l’unità dei territori della Provincia di Cremona. I Capigruppo consiliari han portato in consiglio una proposta di delibera condivisa tra le varie forze politiche che tenesse conto dei diversi accenti per sostenere innanzitutto le istanze territoriali.

E cosa fanno Alloni ed il PD? Votano un emendamento di Alloni stesso che va a modificare nella sostanza la delibera, fino ad un minuto dal voto condivisa, per introdurre la divisione del territorio, che, come lo stesso Alloni dichiara, sarà la sua posizione  in Regione.

Complimenti!
Un Consiglio Comunale che e’ costato ai cittadini (Lottaroli, Zanibelli, Agazzi, Boldi avevano chiesto un convegno od un’assemblea), cittadini peraltro non interessati alla materia, e che indebolisce il Sindaco di Crema, sola contro gli altri Sindaci, a sostenere una partita tutta giocata nel PD (cui forse neanche lei crede visto che si e’ astenuta dal votare l’emendamento di Alloni contro Pizzetti, che invece sostiene l’unità del territorio) e sola contro sindacati e categorie economiche.
E ora cosa dirà ai Tavoli sul lavoro con questi soggetti che restano inascoltati? E chi rappresenterà ai tavoli sul lavoro Alloni se non se stesso o la sua corrente nel PD, se su una partita per lo sviluppo del territorio in provincia attraverso consolidamento e  sviluppo dei servizi non sa ascoltare gli interlocutori principali, sindacati e categorie economiche?

Se mai fosse necessario ribadirlo, noi sosteniamo la necessità di valorizzare il territorio e rivedere la distribuzione dei servizi per i cittadini,  tenendo unita la Provincia di Cremona, andando con Lodi mentre viene richiesta la deroga per la Provincia di Mantova».

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Commenti
  • LEGA NORD | Sezione di Crema

    La posizione politica della Sezione di Crema della Lega Nord.

    La Lega Nord si fa interprete delle istanze e dei bisogni dei cittadini del Nord, dando risposte concrete alla questione settentrionale. È da qui che prende corpo la nostra ferma posizione sull’anteporre sempre e comunque il Nord.

    Sul tema Province, la questione settentrionale si evidenzia nel dualismo Nord – Sud.
    Analizzando i dati socio-economici e demografici, il raffronto tra popolazione e dipendenti pubblici, i servizi resi e il loro costo pro capite, è evidente la sostanziale differenza tra le diverse Province.
    Soprattutto, risulta assodato come le Province del Nord siano efficienti, bene organizzate, rendano servizi ai propri cittadini, mentre quelle del Sud spesso utilizzino in modo meno efficiente le risorse pubbliche, producano sprechi ed esercitino minori funzioni.

    Le Province devono essere oggetto di riordino considerando la conformazione territoriale delle Regioni del Nord e l’esigenza di svolgere un’azione di coordinamento dei Comuni, soprattutto quelli con pochi abitanti, risulta necessario un ente intermedio di area vasta.

    Alle Regioni dovrebbe essere attribuita la competenza sull’ordinamento degli Enti Locali attualmente attribuita allo Stato. Riteniamo che gli organi della Provincia (presidente e consiglio) devono essere eletti a suffragio diretto. Ciò consente ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti e costituisce un principio fondamentale di democrazia.

    Un reale processo di riordino non può prescindere dell’eliminazione di tutti gli enti intermedi come agenzie, consorzi, ATO, comunità montane, ecc., attribuendo le relative funzioni a Comuni, Province e Regioni, in modo da evitare una inutile duplicazione di costi (pagati dai cittadini).

    In ordine alle possibili prospettive di riordino della provincia di Cremona, e di quelle con essa confinanti non rispettanti i parametri stabiliti dal governo Monti (Lodi e Mantova), si esprime la preferenza per un’unione dell’attuale territorio provinciale con la vicina Lodi.
    Questo per ragioni non solo ascrivibili agli storici rapporti tra i due territori, in particolare il cremasco con il lodigiano, ma anche per le attuali interconnessioni a livello economico e sociale tra le varie realtà interessate, ampiamente e accuratamente descritte nella “relazione sulla proposta di riordino” predisposta dall’amministrazione provinciale di Cremona.

    Sull’ipotesi di aggregazione dell’unione Cremona/Lodi con la provincia di Mantova si esprime la preoccupazione per le possibili difficoltà di gestione e conduzione politico/amministrativa di una realtà comprendente territori con tessuti economico/sociali profondamente diversi tra loro.
    Onde ovviare a tali possibili problematiche è fondamentale per i territori incrementare la funzionalità delle consulte dei sindaci (presenti in provincia di Cremona e possibilmente estensibili agli altri territori), per renderle effettivamente i luoghi di discussione e progettazione delle politiche di comune interesse per le varie realtà.
    È altresì fondamentale, a prescindere dall’esito del processo di riordino, iniziare a prefigurare un processo di decentramento amministrativo per la creazione di una nuova provincia “policentrica”, in cui siano le istituzioni ad avvicinarsi ai cittadini e non il contrario.

    Per quanto riguarda l’ipotesi di un riordino che preveda una destrutturazione degli attuali confini provinciali con l’aggregazione dei comuni del lodigiano, del cremasco, della bassa bergamasca e parte del milanese, mirante a creare una nuova provincia rispettosa dei parametri governativi, si ritiene la stessa impraticabile sotto il profilo legislativo ed irrealizzabile sotto quello politico/amministravo.