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Il Velodromo tornato al Coni,
ora l’amministrazione
chiederà di riaprirlo

Il velodromo è tornato di proprietà del Coni. Ora il comune potrà aprire un confronto nella speranza che il Coni ne permetta l’utilizzo. Queste le intenzioni dell’amministrazione comunale guidata da Stefania Bonaldi. La giunta ha infatti già preso atto della questione, e nei prossimi giorni i tecnici del Coni saranno in città per visionare le condizioni della struttura, ormai chiusa da tempo. Dopo si aprirà la discussione con l’amministrazione.

«Finalmente – spiega Walter Della Frera, consigliere incaricato allo Sport – l’iter si è concluso, il Coni è tornato di proprietà della struttura, e ora potremo intavolare il tavolo di discussione. Noi – prosegue – chiederemo al Coni di poter utilizzare l’impianto finchè non troverà un acquirente. In quel momento ci faremo da parte visto che non ci sono le possibilità per un acquisto da parte del comune»

Una strada tutt’altro che in discesa, visto che il Coni non si è mai detto intenzionato a concedere, in convenzione, l’utilizzo della struttura al comune.

«So che il Coni ha un unico obiettivo: quello di venderlo e non so se vorrà riaprirlo. Noi proveremo a chiederlo: piuttosto di lasciarlo lì diciamo a marcire, meglio darlo in gestione al comune che per lo meno, oltre ad usarlo, farà la manutenzione. Comunque, dopo che gli architetti avranno fatto il loro sopralluogo li incontreremo per iniziare a discutere».

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Commenti
  • Alex

    Nessuno comprerà un immobile vincolato. E credo che il CONI, se anche si decidesse a darlo in uso al Comune di Crema in attesa di trovare un compratore, pretenderà che esso venga rimesso in condizioni nromali d’uso, e chi ha i soldi per farlo?

  • Giulio

    Chi ha rendite assicurate

  • Lollo

    Il comune vuole il velodromo pero’ non ha soldi da investire chi sara’ il prossimo privato che interpellera’ ?

    • Roberto

      C’è un equivoco in questi commenti: il Velodromo è del CONI non del Comune, non è il Comune che deve decidere che farne. L’unica cosa certa è che in assenza di fondi, il Comune non lo potrà acquistare