Coincidenza da attendere a Casaletto,
treno da Lambrate in ritardo
di venti minuti tutti i giorni
Ancora disagi per i pendolari cremaschi. Stamattina a causare una serie di ritardi a raffica è stato un guasto agli impianti di sicurezza tra Cremona e Piadena. Il guasto alla circolazione nei pressi di Olmeneta ha costretto il treno 5220 (da Cremona alle 5,23 a Brescia alle 6,21) a cinquanta minuti in più sulla tabella di marcia, arrivando a destinazione intorno alle 7,10. Ritardo anche per il convoglio successivo: il 5222 da Cremona alle 6,23 a Brescia alle 7,21, arrivato con 28 minuti in più. Disagi anche per i pendolari della corsa in senso opposta. 30 minuti per il 5221 delle 5,39 e 44 minuti per il 5233, arrivato a destinazione alle 8,21 anziché alle 7,33.
Ritardi che sono seguiti anche dopo. Il treno delle 7,21 da Crema viaggiava con una ventina di minuti di ritardo e di conseguenza tutti gli altri degli orari successivi.
A innervosire i pendolari, come sempre, è stata la mancanza di informazioni. «Il treno stamattina era in ritardo. Cosa è successo? Non lo sappiamo visto che come al solito a noi pendolari non viene data alcuna informazione in merito», commenta Monica Maggiore del Comitato Pendolari.
FERMI A CASALETTO PER 20 MINUTI OGNI GIORNO
Ma il problema che sta affliggendo i cremaschi in questo ultimo periodo è un altro e riguarda il ritorno da Milano. In particolare il convoglio che parte alle 17,55 da Milano Lambrate e che dovrebbe giungere a Crema alle 18,30, ma immancabilmente in città ci arriva alle 18,50. Perché? «Perché ogni sera una volta arrivati a Casaletto Vaprio il treno si ferma in attesa della coincidenza che deve partire da Crema. Una volta arrivata la coincidenza il treno riparte e arriva in città con una ventina di minuti di ritardo. A questo punto noi pendolari ci chiediamo? Che senso ha fermare un treno a Casaletto 20 minuti per attendere una coincidenza da Crema? Non sarebbe meglio continuare, giungere in stazione in città in orario e far incrociare lì i due treni? Questo – sottolinea Monica Maggiore – lo abbiamo fatto notare al capotreno che ci ha detto che abbiamo ragione, ma oltre a quello nulla è stato fatto».
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