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Assistenza scolastica, il bilancio piange:
mancano 60mila euro
per garantirla fino a dicembre

Si è aperto nuovo anno scolastico e con questo si sono aperti una serie di problemi: da caro libri, al caro trasporti le famiglie degli alunni sono impegnate per cercare di far quadrare i conti. Ma a far quadrare i conti ci deve pensare anche l’amministrazione comunale di Crema e quelle del Cremasco. Il problema? L’assistenza ad personam per i ragazzi con difficoltà. Sì, perchè sul bilancio di Crema mancano 60mila euro per coprire i mesi da settembre a dicembre, in attesa poi di stendere un nuovo bilancio di previsione.

«Il problema – spiega l’assessore Angela Beretta – sta nel fatto che da previsione c’era la coperture per sette, otto bambini, calcolato sul trend degli anni passati, e invece le domande per avere l’assistenza ad personam sono state 18 quindi siamo costretti a reperire risorse aggiuntive».

E come trovare le risorse? «Da qualche parte dovremmo trovarli, magari tagliando altri servizi. Qui ormai è una questione di priorità e l’assistenza ai bambini che si iscrivono alla scuola dell’obbligo è necessaria».

Per affrontare il problema, l’amministrazione sta pensando ad un tavolo di confronto al quale invitare le scuole, la Neuropsichiatria infantile, l’Asl e tutti i soggetti coinvolti per garantire il servizio.

«Quando a marzo si fanno i bilanci si tiene contro del trend, ma in questi anni le diagnosi, fortunatamente, da parte della Neuropsichiatria sono precoci quindi i bambini certificati aumentano».

PROBLEMI ANCHE PER LE SCUOLE SUPERIORI

Ma quello dei bambini della scuola dell’obbligo non è l’unico problema legato all’assistenza ad personam. Un altra spada di Damocle pende sulle amministrazioni, cioè quella dell’assistenza per i ragazzi che frequentano la scuola superiore. In questo caso il costo dovrebbe essere a carico delle Provincia di Cremona, che però non ha mai elargito fondi e quindi è sempre toccato ai comuni sopperire a questa mancanza. Ora alcuni comuni cremaschi, a fronte dei bilanci così scarni vorrebbero non avere più questo onere. Così la discussione è aperta, anche perchè sulla questione pende un ricorso al Tar e il suggerimento dell’Anci ai comuni di provvedere alle spese fino al pronunciamento del tribunale amministrativo. «So che ci sono alcuni comuni che stanno combattendo perchè la Provincia si accolli l’onere del pagamento, ma credo che anche in questo caso dovremmo metterci intorno a un tavolo e discutere».

Senza considerare la mancanza cronica di insegnanti atti al sostegno dei ragazzi in difficoltà

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