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Incastrato dai Ris
albanese arrestato a Udine:
aveva colpito nel Cremasco

Un altro arresto arrivato grazie anche al confronto del dna ottenuto dalle analisi dei Ris di Parma. Questa volta ad essere fermato ed arrestato è stato Alfoc P., albanese, responsabile secondo quanto emerso dal confronto del dna, di un furto commesso nell’ottobre del 2010 a Capralba. L’uomo si era introdotto dopo aver scavalcato una recinzione e forzato una finestra in una villetta in via Don Milani ed aveva rubato denaro, gioielli, assegni e un armadietto metallico contenente fucili da caccia. Un bottino del valore di circa 10mila euro. Proprio durante il sopralluogo effettuato dai carabinieri di Vailate e da quelli del nucleo operativo e radiomobile, erano state rinvenute su un sottofodere tracce ematiche riconducibili all’albanese. Il giovane alto quasi 1,90 corrisponde alla descrizione fatta da diversi testimoni di furti commessi anche di notte ed in presenza degli abitanti, su una vasta fascia di questo territorio, da Soncino ad Agnadello, da Camisano a Soresina. L’uomo, che fa parte di una banda di suoi connazionali, composta da circa una ventina di persone pare abbia compiuto parecchi altri furti. A partire da quelli compiuti in tre ville in provincia di Udine nel novembre 2011, in un bar di Merlino nel maggio dello stesso anno e di un tentato furto nel marzo di quest’anno a Gorgonzola. I carabinieri continuano le loro indagini per individuare anche gli altri componenti della banda.

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