Cronaca
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Troppe feste di paese,
bar e locali penalizzati,
Confcommercio chiede regole più rigide

Feste di paese, sagre e feste di partito. E intanto i commercianti, bar e pubblici esercizi in particolare, perdono clienti. A lanciare l’allarme per un settore già colpito dalla crisi è la Fipe Confcommercio, che chiede una regolamentazione chiara per quanto riguarda, soprattutto d’estate, queste feste. Ad esempio sia negativo che positivo, portano la festa del Partito Democratico a Ombrianello, che andrà in scena anche questo fine settimana, in quanto lo scorso il tempo poco clemente, ha fatto sì che alla festa non ci andasse nessuno. Secondo la Confcommercio questo allungamento della festa non giova agli esercenti che già nel periodo perdono clienti. «Le feste di paese si moltiplicano. Qualche volta, se disturbate dal maltempo, vengono ripetute nelle settimane successive a quella in cui erano programmate. Così come è successo per la festa del Partito Democratico a Crema. Un appuntamento tradizionale per la città con più di qualche operatore che, per evitare la concomitanza, aveva deciso di fare le ferie nello stesso periodo. Ed ora si ritrova, invece, con gli stand al podere Ombrianello ancora aperti con l’evento prorogato di un altro week end».  Merito del Pd è invece quello di far partecipare anche le imprese locali, che altrimenti sono penalizzate. E a questo week-end in cui la festa andrà ancora in scena, se ne aggiunge un’altra: quella della Madonna del Pozzo di Offanengo.

«Una situazione davvero difficile da gestire. E’ facile prevederne le conseguenze sui locali ed il disappunto degli operatori. Il calendario estivo è, insomma, una vera e propria giungla che, per gli esercenti, deve essere regolamentata. La Fipe chiede, dunque, chiarezza e il coinvolgimento delle Associazioni e dei pubblici esercizi nella programmazione. Si dovrebbero poi far partecipare agli eventi anche le imprese locali, anche in tema di somministrazione, come già avviene, ad esempio alla Festa del Pd di Crema. Presenze che vanno tuttavia incentivate, anche in altri eventi estivi. E, soprattutto, servono regole chiare e fermezza nell’imporre le stesse norme: ad esempio per quanto riguarda l’inquinamento acustico ma anche  per i controlli igienico sanitari, o persino in tema fiscale) a cui devono sottostare i locali. Una logica coerente con quella del distretto urbano e dei distretti diffusi. Ma si tratta, soprattutto, di riconoscere nei fatti il ruolo, non solo economico, dei pubblici esercizi».

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