Cronaca
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Tribunale e Provincia,
Arpini e Agazzi
vendono illusioni

“Non sono così sicuro che il consigliere Arpini abbia a cuore “cose buone per Crema”. La prima cosa buona dovrebbe essere quella di dire la verità ai cittadini e non continuare coi riti double face della vecchia politica. Primo: se, come egli afferma, “visti i criteri decisionisti del Governo il tribunale di Crema non si sarebbe salvato” perché illudere i cittadini del contrario? Secondo: citi un atto da parte di Treviglio concernente la disponibilità a venire a Crema. Terzo: eccezion fatta per l’ordine degli avvocati cremaschi, nessuna istituzione giudiziaria ha sostenuto la tesi del mantenimento del tribunale a Crema. Quarto: citi un atto che avvalori la sua falsa tesi del mio battermi “contro Crema per favorire  Cremona”. Quinto: sui costi della politica riferiti ai “privilegi perpetui dei parlamentari in carica” lo sfido a dimostrare quali sono, atteso che il Parlamento è l’unica Istituzione elettiva ad aver ridotto gli emolumenti, ora non per il domani  e in modo significativo, tanto che il costo dei parlamentari nazionali è inferiore a quello dei colleghi inglesi, tedeschi, francesi, europei, a differenza sua io sono in grado di dimostrarlo. Sesto: sul riordino delle Province studi meglio la norma, nel frattempo citi un atto dei Comuni trevigliesi propensi a lasciare Bergamo. Settimo: perché continuare a raccontare la storia di una futura provincia Lodi-Crema-Treviglio che si sa benissimo non ci sarà? A tal proposito, il consigliere Arpini è consapevole che nel sistema globale è prima di tutto Crema a dover tenere aperta la finestra sul mondo e non viceversa? Mentre in Emilia Romagna si ragiona su due grandi province, l’Emilia e la Romagna, lui ragiona sull’unione dei confinanti. Poi si lamenta del fatto che Crema perde ruoli. Per forza, se la classe dirigente di Crema seguirà le false  illusioni del consigliere non potrà che essere così! Perché seminare illusioni impedirà di cogliere i frutti coltivati da una politica che con responsabilità costruisce il futuro cogliendo e aumentando le opportunità. Una cosa è certa, il consigliere Arpini fa troppa confusione tra disagi e diritti di cittadinanza.

Al consigliere Agazzi dico che se avessi ricercato applausi avrei fatto proprio come lui! Invece ho agito con responsabilità, senza lisciare peli. La verità reclamata a gran voce, purtroppo è spesso impopolare. Ai cittadini cremaschi io ho raccontato la verità, disposto a pagarne le conseguenze in termini elettorali. Su tribunale e Provincia. Lui li prende per il naso. A Crema si straccia le vesti, a Roma la sua congregazione politica vota le leggi. Un classico da prima Repubblica. Citi quali tribunali sono stati salvati e per quali ragioni! Ho tutelato gli interessi del cremasco quando lui si girava da un’altra parte per non vedere le scelte del centrodestra  regionale, ad esempio su cave e discariche. Dunque, sono certo di avere le carte in regola per camminare a testa alta nei Comuni del cremasco come in quelli cremonesi. Il consigliere Agazzi non dice il vero, io non ho mai votato contro il tribunale a Crema. Più seriamente, vista l’impossibilità di salvarlo, ho prospettato altre soluzioni, cosa che lui mai ha fatto. In modo ben poco responsabile non dice il vero quando afferma che il tribunale rischia di portare via con sé anche i presidi di Polizia, Carabinieri, Agenzia delle Entrate.  Nella autoalimentazione polemica di fatto anche Agazzi sospinge la contrapposizione tra territori. Una strana alleanza tra Arpini e Agazzi nel nome del Barbarossa.

Luciano Pizzetti,

deputato nazionale senza privilegi”

 

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