Cronaca
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Il tribunale divide il Pd,
Piloni in disaccordo con Pizzetti:
«Non è una battaglia campanilistica

Tribunale, posizioni distanti nel Partito Democratico. Se da un lato c’è il cremonese Luciano Pizzetti che parla di una battaglia campanilistica e non fa della chiusura del tribunale di Crema, indicata dalla commissione Giustizia della Camera un dramma, dall’altra c’è quella del Pd cremasco che fino all’ultimo cercherà di salvare il presidio di Crema.  E’ chiaro l’ormai ex coordinatore cremasco e presidente del consiglio comunale, Matteo Piloni quando dice di non condividere le affermazioni e il puntare il dito per cercare un colpevole portato avanti dall’onorevole leghista, Alberto Torazzi, ma allo stesso tempo non condivide neppure la posizione del compagno di partito, Pizzetti.

NON E’ UNA BATTAGLIA CAMPANILISTICA

«Qui – spiega – non siamo di fronte ad una battaglia campanilistica ma una battaglia di merito: c’è stata un proposta condivisa da tutti e portata avanti in un consiglio comunale del 19 luglio che va nella direzione non solo di salvare il tribunale di Crema ma di accorparlo a Treviglio portando avanti una realtà che al contrario finirebbe per relegare entrambe le città in secondo piano. Sono soddisfatto che anche grazie alle pressioni del territorio il Senato abbia capito lo spirito della proposta. La stessa cosa – puntualizza Piloni – non è stata capita alla Camera forse perché non è stato fatto lo stesso lavoro. Credo, perché non so quali siano le dinamiche che hanno determinato la scelta della Camera».

DISACCORDO CON PIZZETTI

Entrando nello specifico della posizione di Luciano Pizzetti, Piloni commenta: «Non sono d’accordo su quanto sostenuto da Pizzetti, perché qui non si trattava di salvare il tribunale di Crema a discapito di altro perché in termine di efficienza e di costi non per nulla un peso, ma di unire due sedi per garantire un presidio che significa un servizio ai cittadini, che significa sicurezza. Non è un problema di distanze, chilometri un più o in meno ma un problema di tempi che si allungano e di penalizzazioni per i cittadini che finirebbero a Cremona o a Bergamo dietro una serie più lunga di cause. Non si tratta proprio di campanilismo»

LA SPERANZA

Il presidente del consiglio comunale si augura quindi che le pressioni portate avanti fino ad oggi e che hanno avuto un risultato positivo al Senato possano essere mantenute anche ora per convincere il Consiglio dei ministri e la Guardasigilli Paola Severino della bontà della proposta che arriva dal Cremasco.

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