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Nomine del comune nei CdA:
Il Movimento 5 Stelle
propone di modificare gli statuti

Il Movimento 5 Stelle Cremasco, incalza l’amministrazione comunale sulle nomine nei Cda della Fondazione Opera Pia Marina Climatica e dell’Azienda speciale Farmacie Comunali, ricordando le parole spesso ripetute dal sindaco Stefania Bonaldi in campagna elettorale, quali rinnovamento, merito e competenze.

I DUBBI

Così, i consiglieri Alessandro Boldi e Christian di Feo sono andati a controllare prima le candidature e poi i nomi dei prescelti, senza però riuscire a fugare i dubbi sulle modalità di scelta utilizzate.
“Seppur i bandi fossero stati pubblicati sui principali organi di informazione, le candidature non sono fioccate, come avrebbe dovuto accadere in un paese normale, anzi sono state di poco sufficienti a coprire i posti necessari. Questo, a nostro parere, è un grande insuccesso per l’amministrazione pubblica di Crema, frutto, da un parte, del quasi incolmabile distacco tra cittadini e politica – affermano i due consiglieri – e dall’altro, dalla mancanza di una informazione capillare che possa coprire tutti i canali informativi per poter arrivare ai più”.
La conseguenza di questo, secondo il Movimento 5 Stelle, è che  sono state “pochissime le auto candidature dei cittadini e quasi sole candidature a presentazione politica, col risultato che la scelta è caduta in gran parte su nomi noti, magari al secondo o terzo mandato negli stessi CdA”.

L’INTERROGAZIONE

Per questi motivi i consiglieri Boldi e di Feo, hanno presentato un’interrogazione nella quale chiedono al sindaco ed al presidente del onsiglio comunale, chiarimenti sull’effettiva pubblicità dei bandi, “ma anche se le scelte effettuate abbiano avuto alla base quanto meno colloqui conoscitivi dei candidati”.
Per il Movimento 5 Stelle Cremasco in questo caso, non è stata seguita “la linea del rinnovamento e della ricerca effettiva del merito e delle competenze, su cui tanto l’attuale sindaco aveva puntato in campagna elettorale”.

LA PROPOSTA

Secondo i due consiglieri sarebbe opportuno che, sindaco, Presidente del Consiglio e Consiglieri tutti, valutassero l’ipotesi “di modificare gli Statuti dei CdA in questione, che ricordiamo essere luoghi di potere politico ed economico. Lo scopo di tali modifiche -aggiungono Boldi e di Feo – deve essere quello di permettere di poter scegliere, per ogni posizione di natura pubblica o partecipata dal pubblico, i candidati migliori, più capaci e più adatti all’incarico da assolvere, e tutto ciò secondo modalità che rispettino i criteri di trasparenza, pari opportunità, onestà e – concludono i due consiglieri di minoranza – anche e soprattutto di rinnovamento della classe dirigente, che può essere ottenuto solo col divieto di più mandati alla stessa carica, da parte dello stesso soggetto”.

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