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I commenti sul girone della Reima
Mombelli: “Le trasferte in Sardegna
pesa molto sul bilancio della società”

A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione dei gironi di B1, anche il team manager Andrea Mombelli della Reima commenta quello dove è stata inserita la squadra allenata da Vittorio Verderio:

PROBLEMI ORGANIZZATIVI

Il team manager, dice di non conoscere le altre squadre inserite nel girone A, ma si dice fiducioso in quanto la società sta facendo un buon lavoro per mettere a disposizione del tecnico l’organico migliore, tuttavia qualche considerazione sull’aspetto pratico derivante dalle trasferte che la Reima dovrà affrontare, va fatta:
“Dal punto di vista pratico, organizzativo, sono rimasto sconvolto e basito dalle scelte fatte in fase di creazione dei gironi. Probabilmente chi prende ai vertici certe decisioni, non si rende conto di quella che è la realtà. Ci si continua a lamentare della difficoltà che sta incontrando il nostro movimento, di squadre che sono costrette a sparire, di problemi economici e poi – dice Mombelli – in fase di creazione dei gironi non ci si rende conto che mettere quattro squadre della Sardegna nello stesso girone, crea grossi problemi economico/organizzativi. Credo sarebbe stato più logico dividere le compagini sarde nei due gironi A e B. Non me ne vogliano gli amici sardi – conclude Mombelli – chi parla ha un po’ di Sardegna nel sangue, ma da parte loro due trasferte in più o in meno verso il continente cambiano poco”.

BASTAVA CONFRONTARSI CON LE SOCIETÀ

In effetti le trasferte sarde pesano e come sul bilancio della società:
“Da parte nostra andare quattro volte piuttosto che due, in quel posto meraviglioso che si chiama Sardegna cambia e come. Fate voi i conti di quanto può costare pullman, aereo, hotel per 15 persone per 4 volte – afferma Mombelli – penso però soprattutto a chi ha un lavoro, una famiglia o la scuola da frequentare. Chi redige i calendari probabilmente non si rende conto che nella nostra categoria c’è ancora gente che gioca e segue la pallavolo per passione, che ha un lavoro con cui mantiene una famiglia ”.
Eppure a volte basterebbe poco aggiunge Mombelli, magari chiedendo prima un confronto con le varie società e poi, quasi a sottolineare la scelta poco comprensibile effettuata dalla Federazione, il team manager cita quanto contenuto in una circolare dello scorso 29 giugno, dalla quale si evinceva qualcosa di diverso rispetto a quello che poi è stato deciso: “Al fine di una equa distribuzione delle squadre cercando di limitare le trasferte particolarmente disagiate, sono state standardizzate delle aree geografiche nel cui ambito formare i diversi gironi senza così avere difficoltà nella chiusura dei gironi”.

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