Un commento

Bonifica e smaltimento dell’amianto
la Regione approva la nuova legge
Alloni: “Ora servono i fondi per applicarla”

Il Consiglio Regionale ha approvato la nuova legge su bonifica e smaltimento del’amianto. Si tratta di una modifica alle norme già esistenti a lungo discussa da Comuni, province, sindacati, Asl e Arpa, oltre che da associazioni e cittadini: spesso infatti la questione amianto ha coinvolto i familiari delle vittime da asbesto, riuniti a chiedere giustizia per le morti causate dal materiale nocivo.

TUTELA DELLA SALUTE

La tutela della sanità è il primo punto trattato dalla modifica di legge: “Sono già stati accertati in Lombardia 3mila malati di mesotelioma, tra i quali ricordo la situazione dell’ex Inar di Romanengo – Commenta il Consigliere Pd Agostino Alloni, firmatario delle diverse richieste di modifica alla norma – Ma il picco è atteso fra il 2015 e il 2020; ecco perché è così importante l’aspetto della ricerca e delle strutture adeguate”.

BONIFICHE, SMANTELLAMENTO, SMALTIMENTO

Seguono le numerose bonifiche e le operazioni di smantellamento, che in Lombardia prevedono il trattamento di circa 3 milioni di metri cubi di materiale nocivo. Per quanto riguarda lo smaltimento Alloni propone l’adozione di piccole discariche autosufficienti e calibrate a seconda delle necessità provinciali; per questo sarà necessaria la collaborazione di aziende e servizi pubblici del territorio, sempre mantenendo attivi i nuovi impianti dedicati a questo scopo.

MANCANO I FONDI

L’unica carenza riguarda la disponibiiltà finanziaria: “La legge prevede solo 2 milioni di euro all’anno per tre anni che sono largamente insufficienti – spiega Alloni – Il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta a definire un piano finanziario pluriennale al fine di garantire ulteriori risorse”. Già dal prossimo bilancio il Pd chiederà di aumentare gli stanziamenti, e interverrà sul Ministero dell’Ambiente per avere altri fondi, soprattutto destinati alle bonifiche.

 

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Commenti
  • Per la necessità dei fondi per le bonifiche basterebbe usare il gettito delle tasse ambientali (dati OCSE) che in Italia è pari a 42 mld di euro (dato 2009, nel 1999 erano 49 mld di euro) che deriva per il 99% da energia e trasporti e solo per l’1,1% va a tutela ambientale.