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Cremasca Servizi, bocciato Martinazzoli
perché già membro del Cda di Scrp
interviene il sindaco e nomina Bettinelli

Dino Martinazzoli non sarà il nuovo amministratore unico della soceità Cremasca Servizi. A vietarlo è la norma recentemente modificata nello statuto, secondo la quale “Costituisce  causa di incompatibilità il ruolo di amministratore ricoperto presso altre società o enti direttamente o indirettamente partecipati dal Comune di Crema”. Solo dieci giorni prima di esser nominato amministratore unico della società Cremasca Servizi SRL Martinazzoli era stato ammesso al Cda di SCRP, società partecipata al 25% dal Comune di Crema.

NIENTE DOPPI INCARICHI, SUBENTRA BETTINELLI

Non essendo ancora formalizzata, la nomina è stata assegnata dal sindaco all’architetto Claudio Bettinelli, che lo scorso 9 luglio aveva presentato la propria candidatura per la stessa mansione. Il sindaco non cela il proprio rammarico e spiega così l’accaduto: “La verifica sulle cause di incompatibilità avrebbe dovuto essere svolta anteriormente – aggiunge Bonaldi – Il doppio incarico sarebbe stato un’ottima occasione per un’azione efficace e sinergica nei confronti della società SCS Servizi Locali, oggetto di un importante intervento di ristrutturazione”. Nonostante ciò Bonaldi dichiara di rispettare lo statuto ed evitare i doppi incarichi, questione già dibattuta in Consiglio durante la scorsa amministrazione: “La vicenda era legata alla circostanza specifica che vedeva l’amministratore unico di Cremasca Servizi anche presidente della controllata SCS Servizi Locali – chiosa Bonaldi – Circostanza totalmente differente da quella di oggi, dal momento che non esiste alcun rapporto di controllo fra SCRP e Cremasca Servizi SRL”.

REAZIONE IMMEDIATA DEL PDL

Una sovrapposizione sconveniente dovuta alla nomina quasi contemporanea, che tuttavia non è passata inosservata. “Che figuraccia”: immediato e tagliente il commento del consigliere comunale Pdl Simone Beretta, che ribatte all’interminabile botta e risposta nato tra il primo Cittadino e i rappresentanti di centrodestra: “Possibile che questo sindaco, oltre a dimenticarsi degli impegni solennemente presi in consiglio comunale non si ricordi neppure delle poche cose fatte come capogruppo del PD quando si approvarono le nuove norme sul funzionamento della Società Cremasca Servizi?”. Beretta riprende la questione dell’incompatibilità, sostenendo che le società debbano esser lasciate libere “da inutili lacci e lacciuoli” e che i codici civili e penali siano già sufficienti per controllare gli amministratori senza ostacolarne l’operato.

 

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Commenti
  • Conte di Cavour

    Che dire della nuova nomina, se non citare il titolo di un famoso film … “A volte ritornano” … un film dell’orrore del 1991 diretto da Tom McLoughlin, su un racconto di Stephen King. Ma qui, più che orrore, siamo alle comiche: un sindaco che non ricorda uno statuto voluto e votato quando era in minoranza!!!

  • Stefano

    A me sembra che la “figuraccia” l’abbia fatta soprattutto il segretario comunale dal momento che con una lettera pubblicata su altri quotidiani on-line, lo stesso si assume tutte le responsabilità dell’accaduto. Ricordo infatti che uno dei compiti del segretario comunale è proprio quello di verificare che gli atti del Sindaco non siano in contrasto con leggi e regolamenti vari.

    Per chi volesse leggere la lettera, si trova qui http://www.inviatoquotidiano.it/sites/default/files/articles/files/lettera%2023%2007%202012.pdf e qui http://www.cremaonline.it/articoli/images/po18596lettera_23_07_2012.pdf

    • Antonio

      Stefania impara ad assumerti le responsabilita’ in tre mesi hai gia’ toppato troppo! Pero’ e’ divertente vederla ogni giorno in affanno!!!!! Povera Crema!!!!!!

      • Fiò

        Mi sto divertendo un mondo a vedere quanta bile e quanta rabbia ci mettono i trombati del PDL nel dare addosso ad un sindaco in carica da tre mesi.
        Bravi, continuate così che vi rendete simpatici e recuperate il consenso perso!

        • Antonio

          Non sono del pdl ma la cara Stefania ha seminato vento e percio’ raccogliera’ tempesta!!!!! E che dire della nomina della Cazzamalli nel cda delle farmacie! Srefania dice che e’ competente in amministrazione ma chi vuol prendere in giro chi e’ cremasco conosce il soggetto!

          • Roberto

            Anche se altre volte ho difeso l’operato del neo-sindaco, qui davvero è indifendibile: sia stato anche un errore della Segreteria, in ogni caso la responsabilità finale è del Sindaco anche perchè pare appunto che la modifica dello Statuto fosse avvenuta su richiesta della minoranza di cui lei faceva parte.
            Sul fatto della nomina nel cda delle Farmacie della sig.ra Cazzamalli, che non conosco personalmente e che quindi non posso difendere, faccio però presente che mi risulta che sia stata presentata come candidato di minoranza consiliare -come prevede lo Statuto- quindi semmai c’è da chiedere alle minoranze perchè hanno espresso lei più che accusare il Sindaco che in certi casi è obbligato dalle norme a eleggere un rappresentante di minoranza

      • Stefano

        Certo che ci vuole proprio un bel coraggio a dire che Stefania ha “toppato” troppo in questi tre mesi dopo che Crema ha avuto IL NULLA per cinque anni! Anzi, il nulla avrebbe fatto meno danni… Al di là di queste sterili polemiche da bar, comunque, nei prossimi cinque anni vedremo e valuteremo l’operato dell’amministrazione ed i cittadini ne saranno gli unici giudici.

  • Lollo

    Il caldo fa brutti scherzi perche’ il sindaco non va in vacanza
    per cinque anni paghiamo noi! Che figuraccia ora i suoi amichetti come faranno a difenderla?

  • Antonio

    Inesperienza ed arroganza ecco da chi siamo amministrati

    • Fiò

      Caspita, un bel passo indietro rispetto alla competenza, umiltà, abnegazione, dialogo e condivisione che c’erano con la maggioranza PDL del sindaco Bruttomesso!

      • Antonio

        Bruttomesso non sara’ stato un sindaco “con le palle” pero’ non era arrogante , ma soprattutto aveva l’intelligenza e la classe di non essere permaloso ed arrogante pensando di essere padre e padrone di Crema! Purtroppo il nuovo sindaco a parte parlare parlare e non avere neppure lei le palle non ha neppure la classe di evitare di essere arrogante! Mi ricorda molto le domme che sposando un riccone si dimenticano da dove provengono le dipiche arricchite!

        • Roberto R

          L’Ex Sindaco, Dott. Bruttomesso, “aveva l’intelligenza e la classe di non essere permaloso ed arrogante pensando di essere padre e padrone di Crema”: e coma si dovrebbe giudicare la scelta di rifiutare la costruzione della caserma dei VV.F. a spese del Ministero dell’Interno, accollando l’onere dell’opera al Comune senza avere alcun parere, nè del consiglio, nè della giunta ??? Ricordo bene la conferenza stampa di presentazione del progetto della “cittadella dei servizi” di via Colombo a sole due settimane dalle elezioni provinciali del 2009 …, anche se lo stesso ex-assessore Beretta commentava positivamente l’impegno del Ministero solo qualche mese prima.

  • Fiò

    Stefania, hai toppato!
    Adesso devi prendere provvedimenti contro chi ti ha mal consigliata.

  • Caterina

    Più che immediata la reazione del Pdl, direi che stavolta sono stati bravi.

    hanno diffuso stamattina la notizia con berettone e la bonaldi solo dopo è caduta dalle nuvole facendo un comunicato ufficiale.

    la questione l’ha sollevata prima il Pdl.

    Per una volta sono stati avanti. Ma ormai lo sappiamo tutti che Beretta è una volpe della politica, l’ha lasciata fare e poi l’ha fregata….

  • Girasole

    Da Martinazzoli a Bettinelli. La città è profondamente commossa! Da un’esperto di società a un architetto che, già assessore ai tempi di Ceravolo ancora oggi (sic), ci si chiede di quell’improvviso abbandono.

    • Roberto

      Nessun mistero sull”improvviso abbandono” ai tempi della Giunta Ceravolo (è sempre triste cercare di creare sospetti su una vicenda limpidissima): uscì una legge (poi confluita nel T.U.E.L. , ossia la legge-quadro sugli Enti locali) che per evitare qualsiasi possibilità di sospetti o “zone grigie” fissò l’incompatibilità tra lo svolgere la professione di architetto (o ingegnere) operante in una città e l’assunzione nella stessa città del ruolo di assessore ai lavori pubblici e/o all’urbanistica. Appena la legge entrò in vigore, l’arch. Bettinelli che seguiva progetti in città, dovette dimettersi