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Comunità Sociale Cremasca
Davide Vighi è il direttore
“Fondamentale l’integrazione tra servizi”

Presentato questa mattina Davide Vighi, il nuovo direttore di Comunità Sociale Cremasca, che già svolgeva le funzioni di coordinatore dell’Azienda.

I RINGRAZIAMENTI DI CAPETTI

Al predecessore di Vighi, Vittorio Coralini presente all’incontro, oltre ai ringraziamenti del presidente Luciano Capetti “per il lavoro di questi quattro anni”, anche una ulteriore attestazione di stima, con la prosecuzione della collaborazione con Comunità Sociale, fino al mese di ottobre, per sviluppare al meglio alcuni obiettivi nell’area della tutela minori, disabilità e integrazione lavorativa.
Vighi sarà in carica fino al 30 giugno dell’anno prossimo poi, “chi ci sarà dopo di noi deciderà, anche se spero che possa continuare ad essere il direttore” ha commentato Capetti, il quale in quanto rappresentante dell’amministrazione comunale, nei mesi scorsi aveva rimesso il mandato nelle mani del nuoco sindaco Stefania Bonaldi, la quale ha tuttavia chiesto allo stesso Capetti, di proseguire fino alla fine dell’anno.

COLLABORAZIONE CON L’UFFICIO DI PIANO

Da parte sua il neo direttore, ha manifestato l’intenzione di proseguire nell’attività avviata da Coralini, individuando particolari priorità: “Il triennio 2012/2014 dovrà puntare all’integrazione tra i servizi del territorio, le istituzioni, le realtà del privato sociale” ha sottolineato Vighi, per dare piena attuazione a quella che può essere detta la presa in carico integrata della persona, nell’ambito della domiciliarità.
Non solo integrazione nel distretto, comunque concetto fondamentale per Vighi, ma anche stretta collaborazione con l’Ufficio di Piano, protagonista principale della programmazione e rafforzamento dei servizi centralizzati gestiti da Comunità Sociale (Tutela minori e inserimento lavorativo) e servizio sociale territoriale.

IL PROBLEMA DELLE RISORSE

Dai dati presentati, l’area minori fa registrare il 34% della spesa complessiva: 378 i minori in carico di cui 92 allontanati e collocati in Comunità o in affido (rispettivamente 47 e 45), e 9 non in carico ma allontanati (minori sotto tutela di altri territori).
Ad oggi CSC interviene a coprire il 50% dei costi per i minori allontanati ed il restante 50% viene sostenuto dai comuni.
Parte da questi dati il neo direttore, per parlare del difficile contesto socio economico in cui si trova ad operare, con una certa preoccupazione per le risorse disponibili: “Dal 2008 al 2012, i comuni hanno dovuto progressivamente compensare con fondi propri, la costante riduzione dei finanziamenti statali e regionali”.
Questo si può evidenziare bene dal dato riferito al Fondo solidarietà, passato da 381.584,26 euro del 2008 agli 806.900,00 euro del 2012.
Si tratta di un fondo di solidarietà al quale partecipano i comuni del Distretto e sul quale si regge Comunità Sociale, anche per questo, Comunità Sociale attraverso un apposito ufficio, rafforzerà la ricerca di fondi, da reperire partecipando ai vari bandi.
A complicare le cose, anche il percorso avviato dalla regione, con la riforma del welfare dello scorso maggio, ed il passaggio alla cosiddetta voucherizzazione dei servizi.

I QUATTRO ANNI DI CORALINI

Vittorio Coralini ha invece presentato il quadro  delle sue attività:“Quando arrivai quattro anni fa, il primo problema che mi si presentò era la problematica relativa alla carenza degli assistenti sociali nei 48 comuni del Distretto – ha detto Coralini – oggi, nonostante le difficoltà, sono 7 gli assistenti sociali dipendenti dalla Comunità e inseriti in 17 comuni cremaschi”.
Altro problema ha riguardato il Centro Diurno di via Desti, affidato con bando pubblico ad una cooperativa sociale, titolare della gestione del servizio fino al 2012.
Tema centrale nel corso del mandato di Coralini è stato quello del lavoro per le categorie svantaggiate e dell’applicazione delle opportunità poste in essere dalla normativa attuale, attraverso l’apposito Servizio Inserimento Lavorativo (SIL).
Da ultimo, la centralizzazione degli aspetti gestionali delle rette della “tutela minori”, l’attivazione del servizio affidi e del centro Adozioni, in collaborazione con l’ASL: per questa voce il budget si aggira sul milione e mezzo di euro.
A proposito di inserimento lavorativo, in autunno partiranno iniziative di sensibilizzazione nein confronti delle aziende del cremasco.
Per quanto riguarda il SIL, al momento vi sono tre collaboratori part time, tuttavia si stanno implementando le iniziative, non solo verso l’intermediazione, ma anche verso la creazioni di opportunità di lavoro, anche cercando un rapporto con le scuole, come avvenuto ad esempio con il progetto degli “orti sociali”.

Lo stabile di via Manini 21, dove Comunità Sociale Cremasca ha la sua sede operativa

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