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Bossi a Trescore:
la base lo attende,
ma mancano tutti i big

Ad attenderlo il suo popolo, la gente comune che delle liti tra bossiani e maroniani forse è stanca e lo ha detto chiaramente con l’ultimo voto amministrativo.

Lui, il senatur Umberto Bossi questa volta non si fa attendere: arriva con un paio d’ore d’anticipo sul previsto, entra in una semi affollata festa della Famiglia e delle Tradizioni e scoppia il boato: «Padania Libera», in una festa che, a discapito delle circolari che lo vietano, utilizza ancora le bandire con il nome di Bossi all’interno del simbolo

Però quest’anno ad aspettarlo non ci sono i grandi nomi della dirigenza leghista: non c’è Matteo Salvini, gli anni passati ospite fisso a Trescore Cremasco, non ci sono i vari consiglieri regionali del Carroccio che erano spesso presenti nelle edizioni passate, non ci sono i maroniani nostrani e manca pure l’onorevole Alberto Torazzi fuori dall’Italia da qualche giorno.  Ma a lui poco importa: si siede e cena da solo sotto l’occhio vigile di scorta e forze dell’ordine, che memori di quanto successo a Crema solo qualche mese fa, controllano il neo presidente della Lega Nord a vista. Una cena a base di tortelli cremaschi e poi via sul palco allestito per la sfilata di Miss Padania e dà il suo solito spettacolo.

I temi sono quelli cari alla base: Roma ladrona, la forza del nord e la neo Euroregione Padana Alpina fondata dai presidenti di Lombardia, Piemonte, Veneto con la Svizzera, la Baviera, l’Austria, la Slovenia e il sud della Francia. E poi torna sulla bufera che ha investito la Lega Nord, non nomina la sua famiglia, ma parla di un complotto per impedire al suo partito di prendere il potere e dice: «Non è uscito nulla», e non tralascia le relazioni interne riportando il classico esempio di re Salomone e delle due madri che si contendono il figlio: la vera madre è disposta a lasciarlo all’altra piuttosto di vederlo tagliare in due. E così lui ha fatto: ha lasciato la sua creatura al Roberto Maroni piuttosto che vedere la Lega Nord lacerarsi. Non manca l’accenno a Miss Padania che a quanto pare dal prossimo anno sparirà per volere del nuovo segretario Maroni. «Miss Padania  è importante, l’ho fondata nel 2000 e deve continuare a vivere», ha detto in sintesi, sottolineando ancora una volta la diversità di vedute tra lui e i maroniani, per poi sedersi tra la giuria del concorso e fermarsi fino a premiare la Miss Padania che proseguirà nelle selezioni del concorso.

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