Cronaca
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A Salvirola i cittadini
contestato l’Accertamento Tarsu
Troppi errori, provvedimenti da ritirare

A Salvirola sta facendo discutere la modalità di accertamento della Tarsu per gli anni passati, posta in essere dal Comune, attraverso una ditta appositamente incaricata, così questa sera, presso la sede dell’Associazione  Consumatori Utenti “Campo di Marte”, in piazza Premoli, si è tenuta una conferenza stampa, alla presenza dei rappresentanti del Comitato di Cittadini “Provvedimenti Tarsu” di Salvirola, del comitato LiberaMente, rappresentati dall’avvocato Ilaria Groppelli, determinati nel far valere le proprie ragioni, in opposizione ad un provvedimento accertativo, che giudicano iniquo e discriminatorio.

TANTE INADEMPIENZE

Il tema oggetto del contendere sono gli accertamenti che hanno ricevuto i cittadini di Salvirola riferiti alla Tarsu dagli anni 2007 in poi, in particolare per il 40% circa delle abitazioni del paese, i cui proprietari hanno ricevuto provvedimenti nei quali si chiedeva di effettuare dei pagamenti, il cui calcolo però secondo gli stessi proprietari, risulta viziato da una serie di gravi errori e di inadempienze dell’Amministrazione Comunale e dell’Ufficio Tributi.

LE LACUNE DELL’UFFICIO TRIBUTI

Lo scorso 5 luglio si era svolta una riunione in comune, tra amministratori comunali, delegazione del Comitato Cittadino Accertamenti Tarsu, Comitato LiberaMente, ed il rappresentante della ditta T&T, incaricata dal Comune di svolgere gli accertamenti.
All’incontro erano presenti l’avvocato Ilaria Groppelli (che rappresenta circa 50 cittadini che hanno ricevuto i provvedimenti contestati), il dottor Alberto Scaravaggi dell’Associazione Consumatori “Campo di marte” e l’architetto Stefano Dondoni.
Nel corso di quell’incontro e durante la conferenza stampa di oggi, sono stati evidenziati le lacune dell’Ufficio Tributi del Comune, gli errori rilevati, l’assenza del responsabile del procedimento.

MODULISTICA SBAGLIATA

Inoltre è stato denunciato come dagli anni ’90 fino ai giorni nostri, sia stato distribuito un modulo per la denuncia delle metrature tassabili da parte dei cittadini, inadeguato e ormai superato, perché in contrasto con le normative nazionali e con il regolamento comunale, cosa che ha contribuito ad aumentare la confusione.
Per questi motivi, i cittadini hanno chiesto il ritiro dei 186 provvedimenti che presentano evidenti errori, senza le sanzioni e gli interessi, la riformulazione degli stessi, oltre alla garanzia della disponibilità da parte della ditta incaricata, di fornire tutte le spiegazioni del caso.
Tuttavia alla data odierna, nessuna notizia è giunta dal comune, per cui lunedì alle 21 presso il salone dell’Oratorio di Salvirola, si terrà un’assemblea pubblica ai quali sono stati invitati l’amministrazione comunale ed il responsabile dell’Ufficio Tributi, per fare il punto della situazione.

PROVVEDIMENTO DISCRIMINATORIO

“Il tributo è dovuto, ma chiediamo la rettifica degli accertamenti”, dice Marco Facchini, vista la presenza di errori, sia da parte dei cittadini che avrebbero dichiarato meno, sia da parte dell’amministrazione, che ha distribuito un modulo sbagliato.
Tuttavia resta la convinzione del provvedimento iniquo e discriminatorio, perché coinvolge parte degli immobili e poteva essere evitato, dicono i rappresentanti del Comitato poiché la Tarsu decadrà dal 2013, e non esisteva una ragione economica che imponeva di procedere nella direzione perseguita dal comune.

CITTADINI FUORVIATI

I dettagli normativi sono stati affrontati dall’avvocato Groppelli, secondo la quale esiste una corresponsabilità del comune per via del fatto che i cittadini sarebbero stati fuorviati dalla modulistica sbagliata e dagli altri errori, quali il regolamento per la quantificazione del tributo ormai superato.
Inoltre, la nuova denuncia delle metrature delle abitazioni, doveva essere fatta nel 2005, come prevedeva la legge finanziaria di quell’anno.

RITIRO DEGLI ACCERTAMENTI CONTESTATI

A questo punto, visto che i cittadini non paiono intenzionati a proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, l’auspicio è che l’amministrazione comunale in via di autotutela ritiri e riformuli i provvedimenti.
Altra problema riguarda i tempi, perché in assenza di altri provvedimenti i cittadini che hanno ricevuto gli accertamenti il mese scorso, hanno ancora una ventina di giorni di tempo per pagare, senza incorrere in sanzioni; poi, gli accertamenti diventeranno cartelle esattoriali e passeranno a Equitalia o al Servizio di riscossione.

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