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Flop disastroso per i saldi estivi
sconti e iniziative non bastano più
Pugnoli: “Siamo molto preoccupati”

Partenza disastrosa per i saldi estivi. A soli tre giorni dall’inizio delle grandi occasioni è presto per fare statistiche, ma per avere il polso della situazione basta fare una passeggiata in centro e scambiare due parole con qualche commerciante: la gente guarda ma non compra, questo ciò che ribadiscono tutti scuotendo il capo dopo l’insuccesso del primo weekend low cost.
Il settore moda sarà quello che subirà la flessione maggiore: secondo le previsioni di Coldiretti, un italiano su due rinuncerà o rimanderà l’acquisto di un capo d’abbigliamento, sofferenza anche per la tecnologia, in ribasso del 30 per cento, mentre si salvano gli alimentari.

GLI SCONTI DAL 30 al 50 PER CENTO NON BASTANO

“Inutile dare la colpa al caldo, mancano i soldi”, così risponde una signora intenta a cercare occasioni in un negozio d’abbigliamento. L’effetto della crisi traspare anche dalle vetrine del centro, dove già a inizio saldi gli sconti vanno dal 30 al 50 per cento, cifre solitamente riservate alla chiusura del periodo promozionale. Nemmeno  gli sconti più appetitosi generano scarso appeal: le persone selezionano con attenzione gli acquisti e comprano solo ciò di cui hanno bisogno, stando attente a non sforare dai rispettivi budget prefissati.

PUGNOLI: “SIAMO PREOCCUPATI”

Crema segue il trend negativo già riscontrato su scala nazionale: “Siamo molto preoccupati – afferma il presidente di Confcommercio Cremona Claudio Pugnoli – Nei primi tre giorni di saldi abbiamo riscontrato un calo vistoso rispetto agli anni precedenti, i consumi sono stagnanti per non dire bloccati, e le cause sono ben note, dalla perdita di valore dei salari all’aumento delle spese, che abbinati alla solita crisi generano un problema che coinvolge l’intero Paese”.

APRITI CREMA, NEGOZIANTI SFIDUCIATI

Per smuovere i consumi, dopo i “Giovedì d’Estate” iniziati con la fine di maggio, Confcommercio ha proposto “Apriti Crema”, una nuova iniziativa che coinvolge una settantina di negozi del centro storico. Sabato sera le saracinesche rimarranno alzate fino a mezzanotte, con la possibilità di animare le vie con bancarelle espositive. “E’ uno degli incentivi che abbiamo pensato per cercare di smuovere i consumi” spiega Pugnoli, nella speranza che lo shopping by night possa tamponare gli effetti della crisi; meno convinti i negozianti, che nonostante l’adesione prevedono un flop simile a quello già sperimentato con l’apertura serale del giovedì.

Lidia Gallanti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Luca

    finchè Monti non verrà cacciato e verranno fatte politiche economiche virtuose, questo è quello che avremo…

  • L.T.

    E’ che la “Spending Review” mica la fa solo il governo….

  • Cl

    Concordo con Marco, anche perchè io ho notato della roba che ufficialmente dovrebbe essere scontata del 20% che costa ancora uguale.
    Di cosa si lamentano, non lo so.

    Io ho comprato qualcosina con gli sconti e le promo, ma se i soldi non ci sono, non c’è saldo che tenga.

  • Marco Serina

    Ma cosa pensavate? Avete permesso ai negozi di fare vendite promozionali prima dei saldi, la poca gente che ha comprato scontato l’ha fatto prima e poi i soldi non ci sono, potete tenere aperto 7 gg su 7 fino a mezzanotte ma i consumi non ripartiranno sino a quando nelle tasche degli italiani non ritorneranno dei soldi.

    Molti commercianti hanno fatto la bella vita quando andava tutto bene, ora si lamentano salvo poi trovare una cintura di stoffa a 70€ o degli shorts in jeans a 99€.

    Fatevi degli esami di coscienza prima di lamentarvi che la gente non compra.